Tutti quanti conosceremo il mito di pandora , arrivato a noi dalla mitologia greca. Il nome di questo viene ora utilizzato per dei virus. Cosa ci sarà “all’interno” dei pandoravirus?
Osservando la natura intorno a noi, possiamo trovare una varietà infinita di esseri viventi; organismi invisibili ad occhio nudo o enormi soggetti alti oltre 10 metri, chi vive una giornata e chi cento anni.
Tra questa varietà di forme di vita sono in dubbio i virus. Cosa sono?
I VIRUS
Non sono cellule, ma in qualche modo vivono. Hanno un patrimonio genetico, ma non possono essere definiti “organismi”.
La comunità scientifica li definisce “parassiti obbligati”, ma cosa significa?
I virus sono entità generiche che possiedono un proprio materiale genetico, come gli esseri viventi, ma a differenza di questi non possono avere nessuna attività metabolica, se non sfruttando l’essere vivente che andranno ad infettare; in poche parole, non posso respirare né riprodursi né cibarsi in maniere autonoma.
Sono elementi tra la vita e la morte, poiché vivono solo abitando altri essere viventi. Purtroppo, tutta la nostra generazione conosce bene i virus così come alcune delle generazioni precedenti. La generazione prima di noi è stata colpita dalla SARS, prima ancora c’è stata l’influenza spagnola e ancora prima le varie pesti. Non siamo né i primi né gli ultimi. I virus vivono con noi da sempre ed a testimoniarlo sono i Pandoravirus.
PANDORAVIRUS
Il nome dei Pandoravirus è dovuto proprio al mito di Pandora; tale storia narra dell’omonimo vaso che, secondo la mitologia greca, era il leggendario contenitore di tutti i mali che si sono riversati nel mondo. Pandora si innamorò del fratello di Prometeo, Epimeteo, letteralmente colui che non prevede. Quest’ultimo chiese a tutti gli dei di concedere un dono alla sua futura moglie, la stessa Pandora. Ogni dio le donò una qualità: chi il coraggio, chi la bellezza, chi la forza; Zeus solo le regalò un vaso e si raccomandò di non aprirlo. Spinta dall’irrefrenabile curiosità la fanciulla lo aprì e da quel vaso uscirono tutti i mali del mondo. I Pandora virus hanno lasciato impressionati tutti i microbiologi del mondo. Il loro genoma è costituto da 2 milioni di basi, contro le 13 di un comune virus influenzale e il loro patrimonio genetico è conosciuto solo per il 6%.
Nel 2011 un’altra scoperta ha sconvolto la comunità scientifica e ha portato enormi novità nella microbiologia.: il primo virus “gigante”, il Megavirus, ritrovato a largo delle coste del Cile. Questo organismo contiene un millesimo delle basi dei Pandoravirus ed è addirittura capace di riprodursi autonomamente.
A COSA SERVONO I PANDORA VIRUS?
I due Pandoravirus sono stati ritrovati nel 2013 al largo delle acque del cilene e australiane da un’equipe francese (CNRS). La grande diversità e la lontananza dei luoghi in cui sono stati rinvenuti, fa pensare che non siano affatto rari e che siano in giro da milioni di anni. Questi organismi hanno le dimensioni di un batterio, arrivano addirittura ad un micron, mille volte più grandi del COVID-19 che ora tanto temiamo. Infatti, per la loro straordinaria grandezza inizialmente furono scambiati per batteri. La loro importanza sta nel fatto che contengano milioni di geni a noi sconosciuti e ripromettano di stravolgere completamente l’albero della vita. A questo punto possono sorgere due interrogativi:
perché sono fondamentali? e perché la loro scoperta ha meravigliato così tanto la comunità scientifica? Questi virus sono la testimonianza che i poveri virus da sempre declassati fossero, in origine, delle cellule completamente diverse da quelle che oggi conosciamo: procariotiche, come quelle dei batteri ed eucariotiche, come quelle degli esseri umani. Gli studiosi ora li classificano come “truc” (things resisting uncomplete classification), in francese colloquiale “coso”.
