Tra buoni o cattivi: andare oltre la morale con Nietzche e Rossi

Buoni o cattivi? Nietzche e Vasco Rossi spiegano come poter oltrepassare la morale e fondarne una nuova.

Una pratica filosofica

La filosofia morale, detta anche filosofia pratica, descrive e determina i comportamenti che gli uomini devono eseguire per essere virtuosi. In filosofia l’idea di morale si ha col filosofo ateniese Platone, che nei suoi dialoghi fa interpretare l’uomo retto e virtuoso da Socrate, chiarendo come egli nella sua vita abbia sempre deciso in base al bene. Della filosofia socratica famosa è l’affermazione secondo cui l’uomo quando sbaglia lo fa per “ignoranza del bene”. La mancata conoscenza dell’Idea di Bene porterebbe l’uomo all’errore. È strano che i cosiddetti presocratici, o per meglio dire, i filosofi delle origini, nei frammenti rinvenutici non scrivessero nulla riguardo una dottrina morale, che come già detto, da Platone in poi sarà invece sempre presa in considerazione nei sistemi filosofici. Un importante impulso all’idea del bene e del male, del buono e del cattivo è dato dall’avvento della religione cristiana che al Sommo Bene (Dio) oppone l’idea del male assoluto ( il diavolo), finendo per formulare una vera e propria separazione sociale tra chi agisce bene e chi male. Seppure la filosofia s’impone di essere problematica e quindi contro il dogma, che è invece cardine di qualsiasi religione, la filosofia morale contiene dei capisaldi che molto somigliano ai dogmi religiosi. La deontologia è infatti un codice etico basato sul “dover essere”. Immanuel Kant, filosofo del XVIII secolo, post-illuminista non può fare a meno che dedicare un’intera opera alla morale e elabora dei principi: gli imperativi categorici, con la funzione che essi debbano poi portare alla vita retta, giusta e virtuosa. Hegel all’interno della filosofia dello Spirito Oggettivo chiarisce come etica e morale siano cose diverse, non sinonimi ma momenti diversi di manifestazione dello spirito. La morale riguarda la sfera individuale mentre l’etica quella sociale. Per questo quindi è corretto definire la dottrina dei comportamenti da tenere riguardo la vita, sia essa umana o no, bio-etica e non morale della vita. La morale diventa quasi una sorta di coscienza, quindi che fa agire; Socrate aveva il suo dàimonium e credeva lo avessero tutti gli uomini. Il legame tra morale e fede giunge ai massimi vertici nel Sedicesimo secolo con Blaise Pascal che nel proprio sistema filosofico effettua continue commistioni tra la morale e la fede: la scommessa su Dio è emblematica. Cosa però sia il bene e cosa sia davvero il male risulta però spesso vago e superficiale, se non strettamente connesso a temi di tipo religioso.

Fondazione della morale

Friedrich Nietzche tra il 1865 e il 1866 mette per iscritto delle sue considerazioni sulla filosofia morale, egli pone il problema proprio su quanto fatto dai filosofi precedenti, portando alla luce come quelle filosofie scadessero molto spesso in chiacchiera vacua senza prendere in considerazione la vera essenza dell’uomo che è l’intrinseca volontà all’azione. La formulazione dei dettami sopra citati non sarebbe altro che un tentativo di nascondere il vero e propagandare il falso; chiudere l’uomo fuori dalla propria animalità. La morale è energia, volontà, vitalità non infusa da un Ente divino ma già da sempre presente nell’uomo, dallo schiavo all’aristocratico il dominio è parte integrante dell’uomo. Rifacendosi anche in parte al giusnaturalismo, va contro quella parte di filosofia francese che da Pascal a Rousseau passando per Descartes ha imposto la negazione della volontà e l’affermazione di una vera verità. La verità è per Nietzche, così come per i filosofi delle origini, non immediata ma adorante la maschera, la verità ad ogni costo è dell’uomo pavido del divenire prerogativa di un bisogno pratico di sopravvivenza dell’uomo.

Uno dei più importanti cantanti italiani, Vasco Rossi, da acuto lettore di Nietzche coglie tutto ciò nei propri album e rimarca la differenza tra buoni o cattivi come futile e perniciosa. Il giusto e lo sbagliato vengono sopportati e non vissuti, le catene della morale ingabbiano l’uomo all’interno di regole che non gli appartengono ma di cui in epoca contemporanea è impossibile fare a meno per non passare per anticonformista. Ma il Blasco, segue Nietzche in tutto e per tutto e allora la Vita Spericolata non è altro che la vita vera, non è altro che la vita in cui Buoni o Cattivi non esistono, e non ci sono perché la verità è che siamo Al di là del bene e del male.

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