Torniamo indietro di 52 anni: il 12 dicembre 1969 esplode la bomba in Piazza Fontana

Il 12 dicembre 1969 è passato alla storia nazionale come il giorno della Strage di Piazza Fontana.

Un’immagine della Banca Nazionale dell’Agricoltura dopo l’esplosione (Google)

L’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura diede inizio agli anni del terrorismo italiano.

La strage di Piazza Fontana

La strage di Piazza Fontana è stato un grave attentato terroristico che ha avuto luogo il 12 dicembre 1969 a Milano presso la Banca Nazionale dell’Agricoltura.
L’evento causò 17 morti e 88 feriti.
La strage di Piazza Fontana è considerato il primo e più clamoroso attentato terroristico dal dopoguerra e il momento più critico della “strategia della tensione”.
Da alcuni è ritenuto l’inizio del periodo passato alla storia italiana come “gli anni di piombo”.

Il 12 dicembre 1969 la sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura situata in Piazza Fontana, a Milano, era piena di clienti tanto che alle 16:30, mentre gli altri istituti di credito erano in procinto di chiudere, vi erano ancora molte persone.
L’esplosione arrivò alle 16 e 37: nel grande salone scoppiò un ordigno contenente 7 chili di tritolo.
17 persone rimasero uccise (13 di loro morirono sul colpo) e altre 87 rimasero ferite.
L’ultima vittima morì un anno dopo per problemi di salute legati a quell’esplosione.
Una seconda bomba fu trovata inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala.
La borsa che conteneva la bomba, fu recuperata ma l’ordigno, che poteva risultare importante ai fini delle indagini, venne fatto brillare dagli artificieri quella stessa sera.
La strage di Piazza Fontana non è il più grave degli attentati registrati nella nostra storia ma è sicuramente il più significativo dato il periodo storico.
Quel 12 dicembre 1969 tornarono la violenza e la paura.
Durante il periodo di quegli anni soprannominati “gli anni di piombo” ebbe luogo una guerra interna.

Lo stralcio di un giornale che riporta la notizia dell’attentato di Piazza Fontana (Google)

Non solo Piazza Fontana

Quello stesso giorno, in appena 53 minuti, furono 5 gli attentati.
Una terza bomba esplose a Roma alle 16:55 nel passaggio sotterraneo che collegava la Banca Nazionale del Lavoro con quella di via di San Basilio.
Altre 2 esplosero a Roma tra le 17:20 e le 17:30, una davanti all’Altare della Patria e l’altra in Piazza Venezia, all’ingresso del Museo centrale del Risorgimento. I feriti a Roma furono 16.
Oltre a quelli già menzionati, furono diversi gli obiettivi degli attentati terroristici : il Palazzo di Giustizia di Torino, la Corte di Cassazione e la Procura Generale a Roma e il Tribunale di Milano, dove però, fortunatamente, a causa di problemi gli ordigni non esplosero.
Durante gli anni della “strategia della tensione” furono numerosi gli attentati terroristici: la strage di Piazza della Loggia, a Brescia, avvenuta il 28 maggio 1974 (8 morti), la strage del treno Italicus datata 4 agosto 1974 (12 morti) e la più sanguinosa, strage di Bologna del 2 agosto 1980 (85 morti).

Una dolorosa ferita

Le lunghe indagini hanno rivelato che la strage fu compiuta da terroristi appartenenti all’estrema destra che intrattennero rapporti di complicità e legami internazionali che, però, non sono mai stati perseguiti.
Nel giugno 2005 la Corte di Cassazione sentenziò che la strage fu un atto perpetrato da “un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine nuovo” e comandato da Franco Freda e Giovanni Ventura.
I due, però, non potevano più essere perseguiti poiché precedentemente assolti.
Non è mai stata emessa una sentenza per gli esecutori materiali che restano, ancora oggi, ignoti.
Le indagini si sono susseguite con imputazioni a carico di diversi esponenti anarchici e neofascisti, ma alla fine tutti gli accusati sono stati sempre assolti in sede giudiziaria.
D oggi, la strage di Piazza Fontana, rappresenta un doloroso buco nero nella storia di quegli anni.
Ricordando l’anniversario della strage è doloroso pensare che in tutti questi anni non sia ancora stata fatta giustizia.

Lascia un commento