“The Truman Show”: quando il film dà il nome ad un disturbo delirante

Nel 1998 è uscito un film che ha cambiato il modo di vedere una delle sindromi associata al disturbo delirante… “The Truman Show!”

Un frame di “The Truman Show”.

The Truman Show” è uno dei film più affascinati della fine del secolo precedente. Se non per l’incredibile interpretazione di Jim Carrey, senza dubbio ha attratto- e continua ad attrarre- milioni di spettatori per le tematiche satiriche e, al tempo stesso, filosofiche presenti per tutta la durata della pellicola…ma che dire della sindrome?

Basta attori e false emozioni, vogliamo solo la realtà…più o meno!

Questa è un po’ la parafrasi di ciò che pensa Christof, il regista dell’intera vita di Truman Burbank. E non è un modo di dire. La vita di Truman è, infatti, interamente controllata fin dalla nascita e gestita per piacere al pubblico. Come dice Christof stesso, infatti “È tutto reale… è tutto vero… non c’è niente di inventato… niente di quello che vedi nello show è finto… è semplicemente controllato“. Ma facciamo qualche passo indietro e torniamo alla trama. In questo film del 1998, scritto da Andrew Niccol e diretto da Peter Weir, la vita di un uomo, Truman Burbank, non è solo strettamente controllata in modo tale che avvenga in una certa maniera, ma viene anche trasmessa in TV, come un reality, per delle persone che guardano interessate lo svolgersi della sua intera esistenza. Adottato da genitori-attori fin da poche ore dopo la sua nascita, Truman cresce in una realtà ad hoc, costretto a vivere a Seahaven, un isolotto lontano dal resto del mondo, e ad entrare in contatto solo con attori e comparse occasionali. Sarà solo in un secondo momento, durante la sua vita, che viene quasi bruscamente a conoscenza della dura realtà: la sua vita è stata interamente decisa da altri, e lui è solo uno spettacolo per altri esseri umani che, a detta dello stesso Christof, amano lo show perché sono stanchi di attori e false emozioni, affermando inoltre che “anche se il mondo in cui si muove è in effetti per certi versi falso, simulato, non troverete nulla in Truman che non sia veritiero. Non c’è copione, non esistono gobbi. Non sarà sempre Shakespeare, ma è autentico. È la sua vita”. 

Truman e le videocamere nel set.

Ma Truman apre gli occhi e vede la realtà

Vi sembra un orribile orchestrare l’intera vita di un uomo e nasconderlo dalla realtà? Beh, io penso proprio lo sia, ma state tranquilli perché arriva Sylvia, una delle comparse, ad aprirgli inizialmente gli occhi, vedendo il trattamento riservato a Truman ingiusto e deplorevole. Truman e Sylvia hanno un dialogo, poco prima che lei “si trasferisca alle Figi con la famiglia”, in cui lei cerca di fargli capire che la sua realtà è pura finzione e delle persone lo osservano costantemente mentre altre inscenano ogni singolo evento della sua vita. Anche quando lei viene allontanata dal programma, Truman continua ad amarla e a cercare il vero significato delle sue parole. Altri eventi (come la caduta dal cielo di un faro di proiezione o il riconoscere tra le comparse il padre defunto) lo portano a dubitare della sua esistenza e a tentare la fuga dall’isola, solo per vedersi improvvisamente ostacolato ogni volta. Alla fine, grazie all’intervento diretto di Christof, Truman capisce che la realtà è fuori dal set in cui è stato costretto a vivere e, per quanto possa essere sconosciuta e spaventosa, lui vuole uscire e conoscerla, incontrando ancora una volta Sylvia, l’amore della sua vita.

Scena finale del film, in cui Truman rompe la sua “realtà controllata”.

E se non fosse solo un film?

Nel 2008  i fratelli Joel (psichiatra) e Ian Gold (neurofilosofo) hanno usato il termine “The Truman Show” per descrivere una sindrome che fa parte della categoria dei disturbi di tipo delirante. In particolare, il disturbo delirante si divide in più categorie: erotomane (i pazienti credono che una persona sia ossessionata da loro, e diventano loro stessi ossessionati dal loro oggetto di delirio), megalomanico (i pazienti sono convinti di essere fuori dalla norma, incredibilmente bravi in qualcosa o di essere importanti grazie a scoperte o innovazioni mai effettuate realmente), delirio di gelosia (i pazienti credono che le persone emotivamente significative, in particolare i partner, li tradiscano), persecutorio (i pazienti sono convinti che si stia continuamente complottando contro di loro), somatico (i pazienti sono convinti di avere deficit fisici, malformazioni, provocare cattivi odori, avere caratteristiche fisiche anormali). La Sindrome di Truman Show sarebbe in parte persecutorio, in parte megalomanico, e i pazienti sono convinti che la propria vita sia creata e decisa da altri e che ogni azione personale venga ripresa da telecamere nascoste e mandata in onda come un reality-show a loro insaputa. Coloro i quali soffrono di questo grave disturbo, sono convinti che persino le persone a loro più care siano attori che recitano parti già programmate per forzare la vita dei soggetti protagonisti del reality ad andare in un certo modo.

Un esempio di disturbo delirante di tipo persecutorio. I pazienti sono convinti che ci sia un intero complotto contro di loro e che la loro vita sia tutta un show per altre persone.

Esempi di pazienti con la Sindrome da Truman Show

La Sindrome da Truman Show si manifesta con sintomi simili in tutti i pazienti, questo è vero, ma non è detto che tutti i pazienti pensino al “loro show” alla stessa maniera. Esempi di pazienti che hanno fatto scalpore a causa di questa sindrome si trovano ovunque, e sono stati loro, molto probabilmente, a permettere uno studio più approfondito di questa patologia. Tra le storie più famose, ci sono quelle del paziente A., che ha provato a scalare a mani nude la Statua della Libertà perché convinto che vi risiedesse una donna capace di bloccare la trasmissione sulla sua vita che andava continuamente in onda. Il paziente B, invece, era un giornalista convinto che le notizie di cui parlava fossero false, e cercava continuamente notizie “vere” per tornare ad avere un contatto con la realtà, fuggendo dal suo stesso show. Il paziente C minacciava di accecarsi in quanto era convinto che ci fossero telecamere che riprendevano la sua vita persino dai suoi occhi. Insomma, non deve essere sicuramente semplice vivere con questa patologia che, nei casi più gravi, come abbiamo appena visto, può compromettere l’intera esistenza dell’individuo, fino a farlo diventare pericoloso per sé e/o per gli altri. Nonostante la sua incidenza aumenti continuamente e risulti una vera e propria patologia, questa sindrome non è nominata nel DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali).

Disegno ironico che cerca di spiegare cosa provano i pazienti che soffrono di questa patologia.

Possibili cause: dalla tossicodipendenza ai social

I fratelli Gold furono i primi a pubblicare studi rilevanti sulla Sindrome da Truman Show e furono anche i primi a cercare di capire quali sono le cause. Nel loro libro “Suspicius Mind: How Culture Shapes Madness“, oltre a fare riferimento ad altre patologie, cercando di indagare le possibili cause della Sindrome di Truman. Inizialmente, avevano trovato una corrispondenza di sintomi in pazienti tossicodipendenti, ricoverati più volte senza successo, o che possedevano una depressione con manie ossessivo-compulsive e tendenze suicide. Successivamente, imputarono le cause ad un’accentuazione dei sintomi di altri disturbi, come la Sindrome di Capgras o la Sindrome di Fregoli. Tuttavia, presto si accorsero che i sintomi non coincidevano nemmeno in parte (la Sindrome di Capgras porta a credere che i propri parenti siano stati sostituiti da impostori, la Sindrome di Fregoli che le persone che si conoscono non sono chi dicono di essere anche se hanno sembianze simili a persone già conosciute), e capirono che la Sindrome da Truman Show non deriva da nessun disturbo specifico, ma dal generico disturbo delirante. Un’altra ipotesi è che questa sindrome derivi da un’accentuazione della sensazione di depersonalizzazione, una distorta percezione della realtà in cui tutto si reputa irreale o falso. Un’altra ipotesi fa riferimento alla schizofrenia. La Sindrome da Truman Show farebbe parte di una fase primaria della malattia che segue la sensazione che la realtà cambi in maniera sottile ma indelebile, facendo apparire il mondo come alieno e dando la sensazione ai pazienti che ci si trovi in una “irrealtà controllata“. Sono Reiss e Wiltz a discostarsi parecchio dalle teorie dei fratelli Gold, imputando le cause ai cambiamenti all’interno della società moderna, in particolar modo all’avvento dei social network e ai reality show, che causano, secondo loro, non solo l’aumento dei tratti narcisistici di personalità, ma anche una preoccupazione anormale del proprio status sociale con un’anomala rilevanza al voler essere importanti e stare al centro dell’attenzione. In questo caso, la patologia sarebbe la “risoluzione” da parte dell’individuo della propria sensazione di inadeguatezza all’interno della nuova società di social e reality. Tuttavia, ancora le cause di questa sindrome non sono certe.

Rappresentazione del disturbo delirante di tipo persecutorio.

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