The Shining e lo scontro fra i titani King e Kubrick: meglio il romanzo o il film?

Il 31 ottobre, prima della notte di Halloween, su Italia Uno viene trasmesso The Shining in versione integrale. Ma quante differenze ci sono tra il romanzo di Stephen King e il capolavoro cinematografico di Stanley Kubrick? E soprattutto è meglio l’uno o l’altro?

The Shining (1977) è il romanzo horror che ha segnato un’importante fase della vita dello scrittore Stephen King, dato che attraverso questo verrà segnato il passaggio dal suo thriller-fantastico verso il vero e proprio horror. Infatti verranno scritti, dopo questo, Christine e il famoso It. Nel 1980, dopo pochissimo, Stanley Kubrick girò l’omonimo film che vede Jack Nicholson come protagonista. Come spesso accade, il regista non seguì precisamente lo svolgimento della trama. Tanti sono stati i motivi, le critiche e le polemiche in merito da aizzare addirittura teorie sul messaggio che il regista volesse trasmettere attraverso la sua pellicola. Non è un caso che il film sia stato trasmesso proprio in quel giorno, nelle sale dei cinema è arrivato proprio il 31 ottobre il film dell’omonimo sequel Doctor Sleep. Il romanzo di quest’ultimo fu pubblicato nel 2013, racconta proprio la vita di Danny ormai cresciuto e lontano dall’Overlook Hotel. Danny è ormai consapevole della sua Luccicanza e scoprirà che questa può essere un’arma capace di fermare gli indesiderati ospiti che era in grado di vedere.

Il genere Horror

Il genere horror non è così nuovo come possa sembrare. Affonda le proprie radici anche nell’antica Grecia e prende comunque le proprie origini anche nel folclore religioso. Temi sulla morte, sul male e il demoniaco riempiono i romanzi, film e serie tv. Il genere altro non vuole che rappresentare le paure della vita quotidiana, estrapolando dall’inconscio tutte le possibili realizzazioni di ciò che più ci spaventa. Queste vengono estremizzate e portate alla tragedia, facendoci percepire come reale tutto ciò che è irrazionale. Il genere fa leva anche sulle ossessioni, sulle manie e sulle fobie che più ci appartengono ma che cerchiamo di nascondere. Ciò che non mi appare ancora chiaro è cosa ci sia di così accattivante da tenerci attaccati alle pagine di un libro o allo schermo, ma questo non è importante al momento. Troviamo tracce di horror nelle stesse opere latine e nei poemi epici, ma il suo avvento come genere autonomo, se si può dire, parte proprio dal romanticismo nel diciottesimo secolo circa. Castelli, mistero, paura e orrore sono temi che hanno riempito le trame di molti romanzi di quell’epoca e molti si sono identificati come romanzi gotici. Raddcliff, Walpole, Lewis, Mary Shelley, Hoffman  sono tutti autori che si sono affacciati a questo genere e hanno creato le basi sulle quali molti altri, hanno creato le opere a noi più note, come Dracula di Bram Stoker o  Miti di Cthulhu di H.P. Lovercraft. Nel corso di questi secoli, il fantasy e l’horror sono andati spesso verso la stessa direzione, un po’ mescolandosi un po’ guadagnandosi la propria autonomia di genere, ma entrambi comunque influenzandosi inevitabilmente.

Steven King e il suo horror

Dagli anni ’40 del novecento si ha un vero e proprio boom di questo genere, permettendo la nascita di romanzi e storie che ancora oggi ci appassionano e ci tengono attaccati agli schermi. The Hounting of Hill House, Psyco, Jack lo squartatore, sono titoli noti e diventati quasi mitici. Dopo gli anni ’70 Steven King comincia a farsi strada, varcando i confini dell’horror diventando tra gli autori più amati. La sua letteratura affronta temi di ogni genere : il vampiro (Le notti di Salem), il licantropo (Unico indizio la luna piena), i poteri misteriosi e terribili (Carrie), discostandosi anche verso la fantascienza, distopia e il drammatico(Il miglio verde). Dedicherà i suoi titoli anche alle donne e alla violenza domestica come con Il gioco di Gerald e La storia di Lisey. Il suo apice letterario parte con la produzione di The Shining e da lì tutto in ascesa.

The Shining quale versione preferite?

Kubrick dopo soli 3 anni dal romanzo, generò il film The Shining, senza però attenersi con precisione alla trama del romanzo. Durante la produzione del film, Kubrick e King ebbero molti scontri trovandosi in disaccordo su molti punti e molte modifiche che il regista alla fine impose anche con l’autore contro. Non sono poche le differenze che si incontrano, ma quale fosse lo scopo di Kubrick ancora non è chiaro. La più evidente delle differenze è il finale: la morte di Jack Torrance nel libro è causata dallo scoppio della caldaia, nel film Jack nell’intento di uccidere Danny, si perde nel labirinto dell’Overlook Hotel morendo assiderato.

La morte e la scena del labirinto, è una delle scene che ha dato adito alle tante teorie cospirative, di cui una che vedremme la scena come la metafora del minotauro nel labirinto di Cnosso. Altre differenze forse meno evidenti, comunque motivo di scontro tra lo scrittore ed il regista, sono molteplici: il numero della stanza “maledetta” era 217 (non 237), Wendy era bionda, Jack usa una mazza da roque per scagliarsi contro la sua famiglia (non un’ascia), Halloran nel libro non muore, il labirinto in realtà erano delle siepi a forma di animali che di notte si animano (non come nel film, che è sempre stato tale). Potremmo trovarne altre e altre, come la descrizione dei personaggi e del loro passato, o gli attacchi frequentissimi d’ira di Jack, ma la domanda è: non hanno forse trasmesso entrambi la stessa cosa? Irrequietezza, paura, confusione, scene adrenaliniche e panico non sono le cose che forse accomunano i kolossal di King e Kubrick?

C’è una piccola curiosità

Si è teorizzato nel 2010 che Kubrick avesse modificato in questo modo la trama al fine di confessare una colpa troppo grossa. Si crede che attraverso il film egli stesse ammettendo di essere stato lui a girare il finto allunaggio per la NASA. Secondo queste teorie, il regista ha dato più indizi durante il film: come la maglietta con su l’apollo undici di Danny mentre gioca nei corridoi e il numero 237 della stanza che si riferisce alle miglia che separano luna e Terra. La verità ancora non è nota, ma quanto amiamo questi interrogativi noi esseri umani?

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.