Shameless: la serie tv che ci evidenzia le conseguenze patologiche correlate all’alcolismo

Come l’alcol possa cambiare la vita, incidendo sullo stato di salute e psichico della persona dipendente da alcol. 

Shameless è una serie tv americana del 2011 che vuole sottolineare i problemi correlati all’alcolsimo, colpevole della distruzione di una famiglia. La serie utilizza un linguaggio esplicito per rendere ancora di più l’idea di ciò che l’alcol è capace di fare.

Shameless: cronache di una famiglia distrutta dall’alcol

Frank Gallagher è un padre di famiglia alcolizzato e tossicodipendente, incapace di svolgere i suoi compiti e doveri da uomo e, soprattutto, da capofamiglia. I suoi sei figli sono costretti a vivere da soli, a risolversi i loro problemi senza poter contare su di una figura paterna troppo presa dai suoi problemi per pensare anche ai loro.  Frank passa molto tempo all’Alibi, un locale per persone come lui, il cui proprietario è il suo vicino di casa.  Fiona, la maggiore delle sue figlie, fin da piccola, si è presa la briga di portare avanti la famiglia, caricandosi le spese, le bollette e le responsabilità che spetterebbero ad un genitore, privandosi così delle gioie che la gioventù, di solito, porta con sè. Questa famiglia tutt’altro che stabile sembra essere così lontana dalla realtà, anche se, come ormai ben sappiamo, rappresenta e ricolaca fedelmente la famiglia americana e non solo. Fiona si impegna per interpretare la figura materna, mentre Frank se ne frega dei figli e delle sue responsabilità. Questa serie tv ci mostra chiaramente i danni sia psichici che fisici che l’alcol arreca alle persone, ci mostra come l’abuso di una sostanza completamente legalizzata possa comunque essere condannato.  Frank, nonostante tutto, trova una donna alla quale legarsi: Monica. Anche lei, come il suo compagno, è completamente dipendente dall’alcol, ma è anche affetta da disturbo bipolare. Questo la porta a scomparire e ricomparire nella vita della famiglia Gallagher, portando con sè problemi. Ad ogni suo ritorno, i figli di Frank, si illudono di aver ritrovato la figura materna che hanno sempre desiderato e bramato. Ormai rassegnati, i figli di Frank rifiutano sia Monica che il padre, ormai completamente inermi davanti ai problemi e alle dipendenze dei due.

L’alcolismo e le conseguenze patologiche legate ad esso

L’alcolsimo viene definito come abuso eccessivo di sostanze alcoliche, dunque bere un bicchiere di vino con qualche amico il sabato sera non implica una diagnosi di questa dipendenza. Come ogni in ogni stato di assuefazione, colui che ne fa uso non è in grado di regolarsi e di consumarne una quantità limitata. L’alcolista tende, quindi, a bere tanto e frequentemente, alimentando così la sua dipendenza. Oltre alle conseguenze psicologiche e sociali, sono numerosissimi i danni fisiologici che l’alcol induce a colui che ne è affetto. E’ ben noto l’effetto che le sostanze alcoliche hanno sul nostro sistema nervoso e sul fegato, per non parlare di reni e apparato digerente in generale. Se si pensa che, in molti casi, sono le donne in gravidanza a farne abuso, risultano evidenti i danni che queste sostanze possono provocare sul nascituro. Gli effetti dell’alcol sul cervello sono molteplici, a basse dosi attiva delle aree specifiche per la sensazione di piacere, rilasciando così in circolo le endorfine, aumentando le dosi, invece, si ha l’effetto contrario, alimentando il senso di depressione. Esso infatti inibisce un neurotrasmettitore eccitatorio importantissimo, il glutammato che è responsabile dell’attivazione del nostro cervello che, quindi, risulta ‘’rallentato’’. Inibendo il glutammato, si manifestano deficit di apprendimento, capacità di giudizio completamente alterate e abbassamento dell’autocontrollo.  E’ per questo che chi è ubriaco non riesce a camminare o muoversi correttamente, a guidare un’auto o a gestire le emozioni. Anche il fegato è bersaglio dell’alcol, consentendo l’accumulo di grasso nella ghiandola più grande che possediamo. Questa condizione è definita clinicamente ‘’ steatosi epatica alcolica’’ è lo stadio iniziale dell’ epatopatia alcolica, il disturbo più frequente negli alcolisti. Il grasso complica il funzionamento del fegato che va incontro a processi infiammatori chiamati epatiti da alcol. In alcuni casi i sintomi dell’epatite non sono evidenti, mentre in alcuni pazienti questo stato infiammatorio può causare: febbre, senso di nausea, carenza dell’appetito, dolore addominale a destra e stato mentale confusionario. Nei casi ancora più gravi si arriva all’ittero difficoltà di coagulazione del sangue. Il fegato può anche andare incontro a fibrosi, ovvero la cicatrizzazione del fegato dovuta alla sostituzione del tessuto ghiandolare con quello fibroso. Questo stato patologico può peggiorare, portando il fegato ad una condizione ancora più grave: la cirrosi. Sono ben noti anche gli effetti che l’alcol ha sul rene, sull’apparato muscolo-scheletrico e riproduttore, portando a impotenza e calo della libido.

Dati statistici sul consumo di alcol: il flagello del nuovo millennio

I dati dell’ ISTAT indicano che il 75% degli italiani consuma alcol, l’87% di questi sono uomini e la restante parte sono donne. In Italia, in media, il primo bicchiere viene consumato ad 11 anni, mentre la media UE è 14,5. I bevitori a rischio alcolismo sono circa 3 milioni e un milione gli alcolisti italiani. 400000 giovani sotto i 17 anni bevono in modo problematico. Il 7% dei giovani dichiara di ubriacarsi almeno tre volte alla settimana ed è in costante crescita il consumo di alcol fuori dai pasti tra gli adolescenti. Gli astemi sono solo il 25% della popolazione italiana e sono sempre più in calo. Questi dati sono davvero spaventosi, la crescita di alcolizzati è contemporanea all’aumento di incidenti stradali, risse e crimini dovuti ad abuso di alcol, così come è ben evidente l’incremento delle malattie alcol-correlate nella società italiana. Il 10% dei ricoveri ospedalieri è dovuto o correlato all’alcol, 40000 persone all’anno muoiono a causa di cirrosi ed altre malattie indotte dall’abuso di sostanze alcoliche. I costi sociali e sanitari correlati all’alcolismo sono parti al 2-5% del PIL italiano.

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