The Future Is Fluid è il nuovo cortometraggio di Jade Jackman e Irregular Labs, presentato il 30 gennaio al Sundance Film Festival 2019, realizzato in collaborazione con Chime for Change, fondata nel 2013 con Salma Hayek Pinault e Beyoncé Knowles-Carter.
Negli ultimi mesi ha però conosciuto un successo virale, grazie, non solo alla presentazione del cortometraggio, ma attraverso il progetto di una serie di ArtWall, realizzati dalla Visual Artist MP5.
Lo scopo? Il raggiungimento dell’uguaglianza di genere, e la sensibilizzazione sul tema della fluidità di genere, padroni della scena sono i protagonisti della Generazione Z: 13 ragazzi fra i 15 e i 25 anni che vivono tra Città del Capo, Londra, Singapore, il Maryland, Rio De Janeiro, il Canada, Mumbai e gli Emirati Arabi Uniti.
Ma andiamo con calma …

MP5 x Gucci & Chime for change

Per capire cos’è la fluidità di genere, è anzitutto fondamentale definire prima l’identità di genere e il sesso.
Quando nasciamo, a tutti noi viene assegnato un sesso (M, maschio, o F, femmina) a seconda degli organi genitali esterni che ci contraddistinguono, in realtà, fino agli anni cinquanta/ sessanta, il significato di sesso era molto più ampio, ma con la venuta della seconda metà del secolo, è entrato nel linguaggio comune il termine genere, che ancora oggi definisce la percezione personale d’essere uomo o donna (identità di genere).

L’attivista pakistana Farzana Riaz, è una donna transgender ed è la prima persona a cui il Pakistan abbia concesso un passaporto con l’indicazione del terzo genere (X)

Ma è veramente così semplice capire qual è il proprio genere?
State attenti, non si parla di orientamento sessuale, ovvero, “cosa piace a chi?“, ma è anche vero che, come l’orientamento sessuale, anche l’identità di genere può mutare nel corso della propria vita, a seconda delle proprie esperienze.
Ad esempio, esistono donne che lo sono anatomicamente, ma intrinsecamente si sentono degli uomini, oppure donne in alcuni periodi, ed uomini in altri …
E, per queste persone, sempre più paesi stanno introducendo il terzo genere: il genere X.

Non esistono solamente maschile o femminile ma tante possibilità intermedie, indefinite. E poi, chi l’ha detto che si deve decidere per una soluzione conclusiva, qualunque essa sia? Il mondo è cambiato, non chiede più certezze. Ma «la biologia ha l’abitudine di manifestarsi, prima o poi», e allora se l’adolescenza fa il suo corso e il corpo cambia è sempre possibile” scrive Robin Marantz Henig in un articolo del National Geographic che ha fatto scalpore, aprendo la vista sui bambini transgender.
E, se si manifesta la pubertà, si può sempre rallentare o bloccare la pubertà, prendendosi i propri tempi per decidere, tra il sentirsi maschio, o il sentirsi femmina, o il sentirsi entrambi o nessuno dei due: essere fluido.

Nell’articolo, Henig pone una domanda cruciale, che toglie i dubbi ai genitori che si chiedono se assecondare o no un cambiamento di questo tipo nel figlio, “Volete una bambina felice o un bambino morto?“.
No, non sta proponendo di ammazzare i “contronatura“, ma chiede di domandarsi cos’è realmente la natura.
Preferireste allora essere delle donne fiere e sicure della propria essenza, o uccidere una parte di voi che non vedrà mai la luce?
Il mio consiglio? Siate donne, siate uomini, siate fluidi, ma, soprattutto, fate ciò che vi rende felici e ciò che vi rende voi stessi.

Alice D’Amico

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