‘That’s karma’: la frase che l’Albatros di Coleridge e l’uragano Dorian potrebbero dire all’umanità

L’uragano Dorian potrebbe essere una punizione della Natura verso un’umanità irrispettosa come aveva predetto Coleridge?

La devastazione generata dall'Uragano Dorian sulle Bahamas
L’effetto che l’uragano Dorian ha avuto sulle Bahamas

L’uragano Dorian è arrivato fino in Canada, dopo aver lasciato dietro di lui una scia di devastazione e dolore. In molti si chiedono se in questa triste storia sia coinvolto anche il riscaldamento globale, facendo di Dorian il secondo Albatros di Coleridge.

 

L’uragano Dorian: una punizione per il riscaldamento climatico?

Esiste la convinzione che ad ogni colpa corrisponda una punizione. Si impara studiando la ‘Divina Commedia’ di Dante con la sua legge del contrappasso, lo si pensa quando si parla di karma. Su questa idea si è anche mossa l’opera di Samuel Taylor Coleridge, che scrisse di un Albatros come causa di punizione per un’offesa di un uomo verso la Natura. Quest’ultima è un essere molto studiato e su cui si sono spese molte riflessioni. Benigna o Maligna? Madre o Matrigna? Se si segue l’idea del karma, in realtà la Natura non ha una connotazione fissa. Al contrario, agisce di conseguenza a ciò che le si fa.

Per questo l’uragano Dorian potrebbe essere visto come una punizione per il comportamento che l’uomo ha avuto nell’ultimo periodo rispetto alla Terra. Non certo una diretta conseguenza dell’inquinamento ambientale, ma nelle caratteristiche un effetto del poco rispetto che l’essere umano sta mostrando per il suo pianeta. Ci si chiede infatti perché l’uragano sia stato fermo per così tanto tempo su una posizione fissa. La risposta è che le tempeste vengono in parte mosse da sistemi di venti nell’alta atmosfera. Semplicemente i venti che portavano l’uragano a spostarsi hanno improvvisamente smesso di soffiare.

Questa interruzione dei venti potrebbe essere, secondo alcuni scienziati, una conseguenza del riscaldamento globale. In estate, infatti, questi tendono a diminuire la loro velocità, portando ad uno stallo, tra gli altri, anche degli uragani. Un’altra correlazione che esiste tra le particolari caratteristiche di Dorian e l’urgenza climatica è che sempre il riscaldamento globale aumenta la potenza e la quantità di acqua dei cicloni. L’acqua degli oceani, riscaldata dal calore rispedito indietro dai gas serra, offre agli uragani un’energia maggiore rispetto a quella fredda, portando ad un aumento di dimensioni del fenomeno. La crisi climatica potrebbe portare in un futuro ad avere quindi non una maggiore quantità di uragani, ma una loro maggiore intensità.

L’uomo quindi ha una fetta di colpa. Sebbene la creazione dell’evento atmosferico non sia imputabile in alcun modo a lui, le caratteristiche che hanno portato ad essere Dorian così letale sono una conseguenza di anni di sfruttamento del pianeta. Non è così sbagliato dire che l’uomo, cosciente del danno che stava facendo, come il vecchio marinaio si sia attirato addosso l’ira della Natura.

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Dorian, una punizione per l’umanità?

 

The Rime of the Ancient Mariner e la punizione della vita-in-morte

Samuel Taylor Coleridge è stato uno dei padri del Romanticismo inglese. Nelle sue opere possiamo infatti osservare il rapporto tra la natura sublime e l’uomo. Perché sublime? Perché come in tutti i Romantici anche in Coleridge ritroviamo una Natura immensamente bella, ma anche enormemente più potente dell’umanità, che non può sperare di eguagliarla in nessun modo. Sublime, insomma, perché magnifica e terrorizzante, perché infinita davanti alla finitezza dell’uomo, perché enorme rapportata al minuscolo essere umano.

Coleridge però sosteneva anche che Dio fosse riflesso in quella stessa Natura. Secondo il poeta, era lei che poteva permettere all’individuo di rapportarsi con il suo creatore. Dunque, sempre secondo l’autore, un insulto ad essa era traducibile come un’offesa verso Dio; un atto degno di una punizione. Questo concetto viene spiegato molto bene nella sua opera ‘The Rime of the Ancient Mariner’.

La ballata del 1798 racconta del capitano di un vascello che, incautamente, uccide un Albatros nel corso di una traversata. L’uccello si era posato sulla nave in un momento di difficoltà, ridando la speranza all’equipaggio. Nonostante ciò, e senza un perché esplicitamente spiegato, il vecchio marinaio decide di colpirlo con una freccia della sua balestra. Con questo gesto il marinaio non condanna a morte solo il volatile, ma anche la sua ciurma. Uno dopo l’altro, infatti, i suoi uomini cadono morti, lasciando il capitano l’unico in vita, costretto a pagare per tutta la sua esistenza il tremendo misfatto, convivendo con un odioso senso di colpa. Ecco la punizione che la Natura dà all’uomo per averle recato offesa, una vita-in-morte in cui niente può essere cambiato.

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Un’illustrazione de ‘The Rime of the Ancient Mariner’. Il momento raffigurato è quello in cui il Vecchio Marinaio uccide l’Albatros, attraendo su di sé e sulla sua ciurma la collera di Dio

 

L’Albatros e Dorian: come la natura punisce l’uomo

Può esistere una sorta di collegamento fra i due fenomeni? Che si creda in ciò di cui era convinto Coleridge o che invece si sia di tutt’altro parere, bisogna riconoscere il fatto che l’uomo sta attaccando il pianeta su cui vive. Fin dall’antichità, e in qualunque guerra che così può essere chiamata, l’attaccato si difende, impugna le armi che gli sono state date e cerca in ogni modo di proteggere la sua vita. Istinto di sopravvivenza.

Perché la Terra non può fare lo stesso? Addirittura il corpo umano, eliminando la parte mentale per lasciare solo quella puramente fisica e ‘meccanica’, ha delle reazioni ben specifiche quando si sente sotto attacco. Quante volte ci si sente dire ‘questo sintomo è una reazione a qualcosa che sta accadendo fuori o dentro al corpo’? Senza per forza dare un’anima al nostro pianeta, potrebbe anche lei avere reazioni meccaniche nel momento in cui una qualsiasi attività si scontra con ciò che lei considera normale.

Solitamente queste reazioni sono chiamate conseguenze. Un sempre più elevato effetto serra porta ad un aumento di temperatura; quest’ultimo causa lo scioglimento dei ghiacciai, motivo per cui il livello dell’acqua si alza fino a sommergere luoghi un tempo sicuri ed asciutti. Questo è solo un minimo esempio di qualcosa di cui tutti sono consapevoli. Come è stato spiegato da professionisti competenti in materia, una correlazione tra le caratteristiche degli uragani ed il riscaldamento globale esiste, ed una prova è stata data in questi ultimi giorni con Dorian. Che, quindi, come lo era stato l’Albatros tanti anni fa, anche questo uragano sia il simbolo di una punizione della Natura ad un uomo sempre meno attento e riconoscente?

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