L’esperienza negli inferi raccontata da Orfeo e Miguel del film Disney Coco

Orfeo e Miguel di Coco condividono l’amore per la musica ma anche la loro discesa nel mondo dei morti. 

Orfeo e Euridice nell’aldilà (lacooltura.com)

Miguel Rivera è un dodicenne messicano che sogna di diventare un musicista: per farlo affronta un viaggio nell’aldilà che gli permette di conoscere i suoi parenti defunti.

Il mito di Orfeo tra amore e morte

Orfeo, figlio del re della Tracia Eagro e della musa Calliope, è il musico migliore di sempre, capace di ammaliare con il suono della sua lira anche le belve più feroci. La sua sposa è la bellissima Euridice, ninfa desiderata dal pastore Aristeo. Un giorno, scappando dalle grinfie di Aristeo, Euridice viene morsa nel bosco da un serpente velenoso e muore all’istante. Orfeo, disperato, discende da capo Tenaro fino agli Inferi dove spera di rapire la sua amata e riportarla in vita. Anche qui Orfeo con la sua musica riesce a commuovere tutti: Caronte lo traghetta sul fiume infernale, Cerbero gli permettere di raggiungere Dite dove Persefone, intenerita dall’amore di Orfeo per la ragazza, gli permette di riportare la sua sposa nel mondo dei vivi ma a un patto: Orfeo avrebbe condotto Euridice fuori dall’Ade senza mai voltarsi per guardarla. I due intraprendono il viaggio accompagnati da Ermes ma una volta arrivati alla soglia del mondo sotterraneo Orfeo, preso dal desiderio di guardare la sua amata, si volta perdendola per sempre.

Orfeo e Euridice sullo Stige (agenda.unict.it)

Le avventure di Miguel nel Día de los Muertos 

Nella cittadina messicana di Santa Cecilia vive Miguel Rivera, un dodicenne che sogna di diventare musicista ma che non può coltivare la sua passione dato che la musica nella sua famiglia è bandita da quando Mamá Imelda, trisavola di Miguel, venne abbandonata con la piccola figlia Coco dal marito musicista. Durante il Giorno dei Morti, festa della tradizione messicana durante la quale i morti possono venire a trovare sulla terra i parenti ancora in vita, Miguel si accorge che nella foto-ritratto della trisavola Imelda, il marito tiene in mano la famosa chitarra di Ernesto de la Cruz, musicista messicano venerato da tutti. Così Miguel si convince di essere imparentato con la star messicana e decide di partecipare alla gara musicale allestita quella sera alla fiera di Santa Cecilia. A questo punto il ragazzo prende coraggio e decide di suonare davanti alla sua famiglia per convincerla del suo talento ma, prima che possa iniziare, la nonna prende la chitarra e la distrugge davanti ai suoi occhi. Il ragazzo in lacrime scappa al cimitero in cerca di conforto nel mausoleo del suo presunto parente Ernesto. Qui l’idea di prendere in prestito la chitarra del musicista ma, appena ne sfiora le corde, Miguel viene trasportato in una dimensione alternativa dove i vivi non possono vederlo o ascoltarlo. Da qui hanno inizio le avventure di Miguel nell’aldilà che lo porteranno a conoscere le sue vere origini e capire l’importanza dell’affetto familiare.

Miguel e le anime dei suo parenti defunti (wpengine.netdna-ssl.com)

L’amore come forza motrice nelle storie di Orfeo e Miguel

Le storie di Orfeo e Miguel presentano diversi punti di contatto: entrambi finiscono negli Inferi per amore, uno della sposa Euridice, l’altro per amore della musica. Sia Miguel che Orfeo possono tornare tra i vivi a un patto: Orfeo non deve voltarsi per guardare l’amata e Miguel deve abbandonare per sempre il suo amore per la musica. Anche se una storia è ambientata nell’antica Grecia e l’altra in Messico la differenza sostanziale sta nel finale: mentre Miguel riuscirà a tornare senza rinunciare alla sua grande passione, Orfeo deve dire addio per sempre all’amore della sua vita. Bisogna riconoscere però che, come in ogni avventura, ciò che conta non è solo il finale, ma il viaggio in se che porta in ultimo alla crescita dei personaggi. Orfeo infatti, voltandosi e disubbidendo all’ordine della dea, ha peccato di hybris, quell’arroganza che i miti greci cercano sempre di correggere nell’uomo. Così Orfeo rappresenta il genere umano, impaziente e impulsivo anche quando è spinto da motivazioni nobili. Per questo motivo,  alla fine del suo viaggio, Orfeo ha imparato, anche se a caro prezzo, una lezione importante da tramandare ai posteri. La crescita di Miguel invece è totalizzante, ha scoperto le leggi dell’aldilà e ha compreso a pieno perché l’amore della propria famiglia sia così importante: non si tratta solo di tradizione ma è una vera questione di vita o di morte.

Miguel suona la chitarra di Ernesto de la Cruz (illibraio.it)

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