Terrore notturno: quando la notte diventa un incubo ad occhi aperti.

L’ incubo. Chi non ne ha mai fatto uno? Sogniamo la nostra più grande paura, per poi risvegliarci con tachicardia, sudore a freddo e magari ancora sensazioni che stavamo provando nel sogno.

Il nostro corpo, durante la notte, attua degli accorgimenti che ci evitano di farci del male, magari facendo dei movimenti sbagliati, attraverso la secrezione di ormoni che ci bloccano letteralmente i muscoli, irrigidendoci.

Talvolta, dopo una giornata di stress ed ansia pesanti, ci capita anche di addormentarci molto velocemente, tanto da pensare che le nostre otto ore canoniche di sonno, siano durate otto minuti.

Ci sono persone, però, che di notte sono perseguitate da disturbi del sonno: le parasonnie, più specificatamente dal terrore notturno.

Il terrore notturno o pavor nocturnus, è un fenomeno raro, che caratterizza soprattutto i bambini in età scolare (6-10 anni) e anche gli adulti ma molto più raramente.

Esso è caratterizzato da “risvegli” notturni con urla e lamenti, talvolta accompagnati anche da parole e movimenti stereotipati.

La mattina seguente, il bambino o l’ adulto è totalmente inconsapevole di ciò che è accaduto, non riportando nemmeno una trama onirica.

Le cause possono essere molteplici: stress, ansia, apnea notturna, tachicardia. La maggior parte dei casi però ancora non ne ha una ben definita.

Il soggetto, è come se vivesse in un incubo ad occhi aperti, non comunica anche se viene chiamato o sollecitato da qualcuno.

La maggioranza delle volte, si riaddormenta da solo; ma a volte egli si risveglia spaventato e sotto una crisi tachicardica.

Il disturbo, nei bambini, scompare nell’ adolescenza, per via della maturazione cerebrale dei circuiti che regolano l’ istinto e il ragionamento.

Negli adulti, la situazione è ben diversa: queste crisi, possono verificarsi con insistenza e in modo altalenante, nella gravità e nella durata.

Casi particolari, addirittura, denotano che il soggetto vive il sogno anche con un interlocutore, comunicando le varie allucinazioni che sta provando in quel momento, mentre egli è addormentato.

In passato, si credeva che i bambini che si risvegliavano da un incubo o che avevano una crisi di pavor nocturnus, fossero tormentati da spettri, o addirittura, dal demonio.

Grazie al cielo, la scienza ha smentito queste dicerie.

Incubo

In conclusione, questo fenomeno, può essere a tutti gli effetti, un problema riguardante circuiti neurali e la loro attività.

Attraverso stimoli ambientali, come lo stress, possono alterare e squilibrare il funzionamento di questi ultimi.

Come dicevano in una loro canzone gli Everly brothers: “All I have to do is dream”, continuiamo a sognare, poichè al cervello fa bene ed è indice di salute mentale, nonostante questi piccoli incidenti di percorso.

Sogni d’ oro!

Mattia Mancini.

 

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