Il nanodroide T-1000 della saga di Terminator

Terminator serie 1000 o semplicemente T-1000, è un androide antagonista apparso in diversi film della saga di Terminator. Il robot è nato dalla rete di supercomputer Skynet, che ha dato al T-1000 un sacco di potenzialità uniche e letali. Egli sarebbe tecnicamente un nanodroide, ovvero un robot creato grazie alla nanotecnologia. Questa scienza gli permette di essere ricoperto da una tuta mimetica fatta di una lega metallica, che gli conferisce dei poteri soprannaturali. T-1000 infatti sarebbe in grado di scansionare a livello molecolare qualsiasi cosa egli veda e di simularla sul suo corpo, permettendogli di assumere la forma di vittime o di altri oggetti.

Nanodroide T-1000 (www.bolsamania.com)

Se il T-1000 fosse reale, ci sarebbe da preoccuparsi date le sue capacità letali e alquanto futuristiche. Però, la sua realizzazione è ancora lontana e nessun robot ci inseguirà senza sosta per ucciderci, anche se gli scienziati della Behiang University, Cina, sono già al lavoro per cercare di sviluppare una tecnologia simile alla mimetica che ricopre T-1000. Il loro articolo pubblicato sulla rivista Applied Material and Interfaces, rivela che è possibile realizzare una lega metallica, che si può manipolare e gestire attraverso dei magneti.

La nuova creazione cinese

E’ stato pubblicato un video dall’equipe di scienziati che ha realizzato il lavoro nel quale è possibile ammirare tutte le potenzialità del metallo:

Come è possibile notare, il materiale realizzato è innanzitutto immerso in una sostanza acquosa, precisamente acido cloridrico, poiché a causa delle proprietà del materiale non sarebbe possibile utilizzarlo all’aria aperta in quanto diventerebbe un grumo di metallo.
Inoltre sono state inserite delle palline di ferro, che essendo un materiale ferromagnetico, ovvero che viene attratto da una calamita, può essere manipolato come nel video con relativa facilità utilizzando dei magneti. Principalmente questo materiale è composto da gallio, che ha una temperatura di fusione abbastanza bassa, iridio e stagno. Nel video viene utilizzato principalmente per essere allungato, modellato, e per connettere due giunzioni che chiudendo un circuito fanno accendere un led di colore verde. Grazie alla potenza del magnete e delle proprietà della lega metallica, il team è riuscito anche a ‘tirarlo’ verso l’alto sempre per accendere il led. A causa della tensione superficiale elevata della lega il suo utilizzo è ancora ristretto poiché può esser utilizzato solo su una superficie, ma ulteriori studi si stanno conducendo per superare queste difficoltà e renderlo più facile da manipolare.

La tensione superficiale

Cos’è la tensione superficiale della quale si parla in precedenza che crea dei problemi nella manipolazione?
Della tensione superficiale è forse più facile vedere gli effetti e capire cosa sia attraverso delle esperienze, piuttosto che darne una definizione scientifica. Sono molto famosi gli esempi di una graffetta che galleggia sulla superficie di un bicchiere, o persino di una lucertola che sfruttando la tensione superficiale corre su uno specchio d’acqua. Essa è definita come la densità superficiale di energia di legame sulla superficie del liquido. Una definizione leggermente più pratica è quella secondo cui la tensione superficiale è la forza tangente alla superficie del liquido, che agisce in modo perpendicolare alle labbra di un ipotetico taglio realizzato perpendicolarmente alla superficie. La prima definizione ci guida a capire cosa accade sulla superficie del liquido: le molecole instaurano dei legami con una certa energia, ed è proprio questo che conferisce alla superficie la tensione che fa galleggiare la graffetta. In formule si potrebbe esprimere come: γ = F/L dove la quantità F rappresenta la forza che agisce parallelamente alla superficie, e L è la lunghezza del taglio realizzato.

Graffetta che galleggia sull’acqua grazie alla tensione superficiale (www.thinglink.com)

La tensione superficiale è anche la responsabile che tende a ridurre al minimo la superficie esposta di una goccia o di una bolla di sapone, ed è per questo che in genere assumo una forma sferica, poiché la sfera è un oggetto che a parità di volume, ha superficie minima e che quindi, tende ad avere energia minima.

Fedele Delvecchio

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.