Tecnologia dal futuro: le tute degli incredibili potrebbero diventare realtà a breve

Quante volte da piccolo ho sognato di avere una delle tute degli Incredibili ed essere come loro, oggi potremmo essere ad un passo dal realizzarle. 

Siamo a Metroville e la famiglia di Bob ed Helen è tutto fuorché normale. Infatti infatti sia loro che i loro figli hanno dei superpoteri. Per poterli accentuare si recano da Edna Mode che confeziona per loro delle tute indistruttibili. Quanto sono lontane queste tecnologie da noi? Oggi vediamo cosa si può fare con il grafene.

 

Gli Incredibili

Sesto lungometraggio della Pixar, Gli Incredibili è un film d’animazione che ha riscosso un gran successo, riuscendo a vincere anche due premi Oscar. Ambientato in una cittadina degli Stati Uniti, seguiamo le avventire di Robert “Bob” Parr, alias Mr. Incredibile, provvisto di una forza eccezionale, Helen, Elastigirl, il cui corpo può allungarsi fino a deformarsi completamente, e Lucius Best, Siberius, capace di controllare il ghiaccio. Tuttavia, i danni provocati dagli interventi degli eroi iniziano a costare troppo all’amministrazione locale che decide di porre fine alle attività dei paladini. Dopo quindici anni, Bob e Helen sono sposati con tre figli: Viola, che può rendersi invisibile e creare campi di forza, Flash, dalla velocità supersonica e il piccolo Jack-Jack, che non manifesta ancora alcun potere. Annoiato dalla vita borghese, Bob decide di accettare un incarico segreto da supereroe. Ma quindici anni fuori dalla scena sono tanti e Bob deve chiedere aiuto a Edna, famosa stilista di supereroi, che confeziona per loro delle tute speciali con particolari materiali in grado di resistere a temperature di 1000 °C, proiettili, frizioni estreme e persino missili. Munita con il nuovo materiale, la nostra “normale” famiglia parte all’avventura.

La famiglia degli Incredibili

Cos’è il grafene

Se c’è una cosa che ricordo chiaramente di quel film sono proprio le tute che Edna confeziona per gli Incredibili. La loro indistruttibilità è solo fantasia o esiste davvero un materiale che si presta a questo scopo? Di recente si è fatto avanti un nuovo candidato, il grafene. Le scoperte su questo materiale e le sue applicazioni conseguite nel 2004 hanno valso il premio Nobel per la fisica 2010 ai due fisici Andrej Gejm e Konstantin Novosëlov dell’Università di Manchester. La sua struttura è davvero semplice, si tratta di un singolo strato monoatomico di atomi di carbonio: immaginate un foglio fatto di atomi di carbonio il cui spessore è proprio quello di un atomo. Come suggerisce la nomenclatura in -ene, si tratta di atomi di carbonio ibridati sp², per i meno esperti significa che ogni atomo forma un legame con tre atomi diversi, si viene a creare quindi un trama a esagoni. Avrete sicuramente notato l’assonanza con la grafite. Ebbene grafite e grafene condividono la stessa composizione chimica, quello che cambia è la disposizione degli atomi nello spazio. In chimica, la disposizione è molto importante, la grafite e i diamanti differiscono proprio per questo, pur essendo composti dagli stessi atomi.

Foglio di grafene

Produzione e usi del grafene

Non solo il grafene e la grafite sono simili, ma il primo può essere ottenuto dalla seconda con un metodo semplicissimo. Se il grafene è uno strato monoatomico di atomi di carbonio, la grafite è composta da tanti strati monoatomici impilati l’uno su l’altro. Ottenere il grafene diventa semplicissimo, basta porre la superficie di un cristallo di grafite sul nastro adesivo, staccare il nastro e pelare così alcuni strati di materiale. Il nastro con l’impronta della grafite è quindi ripiegato su sé stesso e svolto diverse volte. Ogni volta, gli strati deposti si dividono in strati sempre più sottili, fino ad ottenerne uno. Perché il grafene è un materiale formidabile è presto detto: ha la resistenza del diamante e la flessibilità della plastica. Secondo i suoi scopritori, un singolo foglio di grafene largo 1 metro quadro dal peso di 0,7 mg sarebbe potenzialmente capace di sostenere il peso di un gatto di 4 kg ed essere virtualmente invisibile. Oltre a far passare circa il 97% della luce, è un buon conduttore di calore e di elettricità, il che lo rende perfetto per la circuiteria. In un futuro non troppo distante, quindi, i dispositivi elettronici potranno essere lavati in lavatrice, stampati direttamente sui vestiti, rendendo così l’elettronica totalmente indossabile. Il segreto potrà risiedere negli inchiostri, realizzati in grafene. Un getto d’inchiostro infinitamente sottile proietterà circuiti su qualsiasi superficie. Le applicazioni di questo supermateriale sono infinite, quello che ci resta da fare è solo aspettare.

Un blocco di grafite, un transistor al grafene e un dispenser di nastro adesivo

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