Negli ultimi giorni si è fatto un gran parlare della Tampon Tax, ovvero la tassa a cui sono soggetti tutti i prodotti necessari alle donne durante le mestruazioni. Assorbenti, tamponi, coppette mestruali e chi più ne ha più ne metta, sono tutti articoli soggetti ad un IVA pari al 22%. L’IVA è l’imposta sul valore aggiunto, cioè una tassa che viene fatta pagare su tutti i prodotti (e i servizi) in vendita. Fin qui niente di male, se non si insinuasse nel contesto, come spesso accade, lo spettro del sessismo. In Italia, infatti, i rasoi da barba utilizzati dagli uomini sono tassati al 4%, in quanto “beni di prima necessità”, insieme a latte e pane. Farsi la barba, quindi, è indispensabile al pari di nutrirsi, evitare di sanguinare per strada, no.

Il ciclo non è un lusso… 

È al grido de “Il ciclo non è un lusso” che un paio di giorni fa la pagina Facebook Onde Rosa ha rilanciato una petizione online per far luce sulla Tampon Tax e chiedere la riduzione dell’IVA sugli assorbenti, dal 22% al 4%. Un processo che, se messo in atto, sarebbe in linea con quanto già avvenuto in molti altri paesi europei. Basti pensare, ad esempio, che già i Paesi Bassi e la Spagna hanno ridotto le loro imposte su questi prodotti, mentre in Irlanda, addirittura, sono state abolite.

Tampon Tax petizione
(fonte: Associazione Onde Rosa)

La petizione, che ha visto la luce meno di una settimana fa, ha già raccolto un totale di 64mila firme e il numero di persone che si interessano a questa causa è in continua crescita. Come si legge nella pagina di presentazione: “Il costo degli assorbenti non è un problema che riguarda esclusivamente le donne ma è un problema che coinvolge tutta la famiglia, uomini compresi!”. Secondo il sito fiscoequo.it, infatti, le donne guadagnano, statisticamente, 800 euro al mese e ne spendono 450 all’anno in assorbenti.

…E il tartufo, a quanto pare, nemmeno

Ma da dove è nata questa discussione? Pur essendo un argomento che negli ultimi mesi (e anni) ha conosciuto notorietà a momenti alterni, questa volta la scintilla scatenante è alquanto originale. Tutto ha avuto origine dalla manovra finanziaria: in essa, infatti, è contenuto il provvedimento di abbassamento dell’IVA sul tartufo al 5%. Un adeguamento che ha finalmente portato l’Italia in linea con gli altri paesi europei. Ridicolo, infatti, che in Italia, uno dei principali esportatori di tartufo al mondo, l’IVA sul tartufo risultasse ancora al 10% (attenzione! non al 22%).

Le mestruazioni non sono un optional

Molto meno ridicolo, a quanto pare, che in Italia la Tampon Tax obblighi milioni di donne a spendere molti, troppi soldi per comprare assorbenti e affini. A quanto pare, le mestruazioni sono un optional di lusso. O forse no?

Mestruazioni
(fonte: rossolimone.com)

Il ciclo mestruale è un evento naturale e periodico nella vita di tutte le donne. Dai 12 ai 50 anni circa, ogni donna avrà a che fare, una volta al mese, ogni mese, con un rilascio fisiologico di sangue dal proprio apparato riproduttore. Grazie al ciclo mestruale, infatti, le donne possono portare a termine un evento fondamentale per la sopravvivenza della specie: la gravidanza. A ciascun ciclo, ogni donna perde in media 30-40 ml di sangue (fino a 80 ml nei cicli più abbondanti). Ma a cosa è dovuto il sanguinamento? Il sangue perso non è altro che ciò che si sfalda dalla parete uterina (l’endometrio), ogni mese, quando nell’utero non è presente un embrione (cioè quando la donna non è incinta). Non a caso, quando si è incinta, le mestruazioni si bloccano. Sfaldandosi la parete, l’utero si prepara per il mese successivo, nel caso in cui dovesse accogliere un nuovo embrione. La conclusione naturale delle mestruazioni, infine, è la menopausa, ovvero il blocco totale del ciclo mestruale e, da allora, l’incapacità della donna di poter procreare ulteriormente.

Beatrice Mazzoleni

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