“Sympathy for the devil”: quando la letteratura russa ispirò i Rolling Stones

Ti sei mai ritrovato a cantare la famosa hit dei Rolling Stones “Sympathy for the devil”? E ti sei mai chiesto a cosa facesse riferimento? 

Ovviamente, la canzone parla del diavolo. Ma la verità è che la fissazione per questa figura così enigmatica risale a molto tempo fa, tanto che è diventata un pallino per diversi scrittori, dal demonio della Divina Commedia di Dante al Lucifero di Paradise Lost di Milton. Ma soprattutto, questo personaggio è stato sviluppato alla lunga dagli autori russi!

Il diavolo che si cela dietro il fantastico velato

Facciamo qualche passo indietro. Non siamo più nella New York degli anni Sessanta, siamo nella Pietroburgo dell’Ottocento. Città segnata da un mito oscuro che intrigherà sempre di più i russi, sino a spingerli a scrivere il filone del romanzo pietroburghese, in cui è ben presente la figura del diavolo. Ebbene, agli scrittori russi piaceva il diavolo, e se non ci credete andate pure a prendere le loro opere, in cui sicuramente troverete qualche riferimento, da Pushkin a Gogol, da Lermontov a Bulgakov. In definitiva, state pur certi che il demonio c’entra sempre: a volte è ben visibile, altre volte si cela sotto mentite spoglie, ingannando i suoi interlocutori. E’ una figura enigmatica, che ha contrassegnato la letteratura russa, in alcuni racconti è buffo e popolare, come in “Racconti alla fattoria presso Dikan’ka” di Gogol’, altre volte inquietante e nascosto, e ancora può essere il protagonista di un’opera, come  nella famosa opera di Lermontov “Il demone”. Insomma, se leggete i romanzi russi, potete trovare il diavolo in tutte le salse. E’ sempre lì, non si assenta mai. L’aspetto interessante è che nel racconto russo questo personaggio si configura sempre con una certa umanità, non è mai il demonio in sé come lo intendiamo noi, è un diavolo, sì, però è anche un po’ umano. E di solito, si cela sotto mentite spoglie, ciò vuol dire che è lì, però non dichiara la sua presenza, bensì ce la fa intuire con riferimenti velati, tipico meccanismo del cosiddetto genere del fantastico velato.

Il maestro e Margherita e Sympathy for the devil

Quando ascoltiamo il famoso incipit della hit dei Rolling Stones “Please allow me to introduce myself, I’m a man of wealth and taste”, vi è un contesto esatto a cui la band iconica rock si è ispirata: si tratta del romanzo “Il maestro e margherita” di Bulgakov, ambientato a Mosca negli anni Trenta. L’opera comincia in una calda giornata primaverile, ormai giunta al tramonto, quando due personaggi, Berlioz, editore di una rivista letteraria, e Bezdomnij, giovane poeta, vengono avvicinati da uno strano figuro. Si tratta di uno straniero, piuttosto alto, con un occhio nero e uno verde, che indossa un cappotto grigio di buon prezzo e un berretto dello stesso colore. Il forestiero si avvicina ai due intellettuali, perché incuriosito dal loro discorso: Berlioz sta spiegando a Bezdomnij che in realtà Gesù non è mai esistito, e che è un’invenzione dei cristiani. Così questo strano personaggio si rivolge ai suoi interlocutori, e prendendo parte alla conversazione, spiega loro che a dire il vero Gesù è esistito! Poi, si butta a capofitto nel racconto di come è stato giudicato da Ponzio Pilato, affermando che lui stesso ha assistito all’evento. Richiamo specificato dalla strofa di “Sympathy for the devil” : “And I was ‘round when Jesus Christ / Had his moment of doubt and pain / Made damn sure that Pilate / Washed his hands and sealed his fate”. Nel romanzo, costui afferma che in realtà lui era lì, ma era nascosto, non si faceva vedere! È un classico della figura diabolica russa, che si cela sotto mentite spoglie e non si mostra per quello che è.

La letteratura nel rock

Ancora, non sono finiti i riferimenti alla letteratura russa in “Sympathy for the devil”: “I stuck around St. Petersburg / When I saw it was a time for a change / Killed the czar and his ministers / Anastasia screamed in vain” ricorda qualcosa? Gli Stones si sono chiaramente ispirati al misterioso e assurdo diavolo russo, che si aggira per le prospettive di Pietroburgo, combinando disastri a destra e manca: questa volta si riferiscono chiaramente alla Rivoluzione d’Ottobre. Quindi, la letteratura c’entra eccome con la musica! L’una completa l’altra, e se siete dei fan del rock e del vintage, quando vi ritroverete a canticchiare “Sympathy for the devil” vi potrete immaginare questo strano figuro, sicuramente ambiguo ed enigmatico, che passeggia per le strade della Russia, nascondendo la sua identità e combinandone una dietro l’altra.

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