“Sweet Carolina”: Lana Del Rey descrive la depressione post-parto nel suo nuovo album

La cantante Lana Del Rey tratta di depressione post-parto nell’ultima traccia del nuovo album uscito venerdì. 

Copertina dell’album “Blue Banisters” di Lana Del Rey, uscito venerdì 22 ottobre.

La canzone, che conclude l’ottavo album scritto dalla cantante statunitense, è stata composta insieme a numerosi parenti della famiglia, come il padre Rob e la sorella Chuck, a cui sembrano essere dedicati i versi in questione.

Blue Banisters: “Sweet Carolina” chiude l’ultimo album

“Sweet Carolina” è una canzone scritta da Lana Del Rey che conclude l’ottavo album “Blue Banisters”, rilasciato il 22 ottobre. Il brano è stato scritto in collaborazione con il padre Robert Grant e la sorella Caroline “Chuck” Grant, nonché con la amica di famiglia Alana Champion. Nella recensione dell’album, Pitchfork parla di “Sweet Carolina” descrivendola come una performance vocale delicata con una serie di versi molto probabilmente dedicati alla sorella di Lana.
Secondo alcuni fan, infatti, il testo sarebbe legato alla gravidanza di Chuck, teoria supportata anche dal titolo del brano (Carolina e Caroline, il vero nome di Chuck), nonché da chiari riferimenti al baby blues, ossia a quel particolare stato emotivo che comunemente viene paragonato alla depressione post-parto, argomento delicato toccato probabilmente dalla cantante per dedicare la canzone alla sorella in dolce attesa. Secondo invece altri seguaci, il filo conduttore dell’album è una nuova relazione amorosa di Lana (rapporto confermato dalla stessa in una live Instagram andata in onda ieri sul suo profilo privato honeymoon), a cui si accenna in “Black bathing suit” e, per tale motivo, i baby blues dovrebbero riferirsi a lei: la cantante infatti cercherebbe di confortare la sua metà, rassicurandolo e dicendo di non preoccuparsi per quello che succederà (“just know this is your song/and we love you”).
Il testo della canzone, inoltre, presenta una sezione abbastanza particolare da un punto di vista lirico:

You name your babe Lilac Heaven
After your iPhone 11
‘Crypto forever,’ screams your stupid boyfriend
Fuck you, Kevin.

Come confermato da Alana in un suo post Instagram pubblicato recentemente, si tratta semplicemente di cose di cui si trovavano a parlare durante la scrittura dell’album a casa delle sorelle Grant e Lana, divertita da quei discorsi così bizzarri ed eterogenei, ha deciso di inserirli nel testo. Restano ancora molti dubbi circa invece l’identità del Kevin citato nella canzone, probabilmente un ex-fidanzato della sorella o della amica Alana.

Baby blues: caratteristiche della condizione clinica

Nella canzone “Sweet Carolina”, come accennato nel paragrafo precedente, la cantante parla spesso di baby blues, un termine americano coniato per descrivere un particolare stato emotivo (e psicologico) della madre in seguito al parto, noto come PPD (post-partum depression), caratterizzato da improvvisi cambiamenti di umore, che possono durare da poche ore fino anche a un mese dopo il parto (la depressione post-parto vera e propria si manifesta con una sintomatologia ancora più marcata e seria da un punto di vista clinico). Infatti, la PPD è una vera e propria patologia relativa alla salute mentale che richiede una diagnosi e un trattamento specifico. Solitamente, sia i baby blues che la PPD sono causati da una repentina alterazione dei livelli di alcuni ormoni, in particolare estrogeni e progesterone, che calano a picco rapidamente dopo il parto; questo potrebbe determinare l’insorgenza di cambiamenti di umore gravi, trattati poi con degli antidepressivi e con una terapia adeguata. Inoltre, una neo-mamma potrebbe avere difficoltà nel sonno, associati anche a disordini alimentari (ridotto o aumentato apporto di cibo), spesso sotto forma di inappetenza. Bisogna ricordare che la madre spesso allatta nello stesso periodo per cui necessita invece di più nutrienti non solo per lei, ma anche per la sintesi del colostro, ossia del latte che viene poi assunto dal bambino con l’allattamento. Come descritto precedentemente, anche degli stati di ansia compulsiva nei confronti del bambino possono essere un sintomo precoce di PPD e non va sottovalutato all’atto dell’anamnesi per poter intervenire correttamente con una terapia adeguata.

Sintomi che potrebbero permettere di effettuare una diagnosi differenziale fra baby blues e depressione post-parto (PPD).

Trattamento clinico della depressione post-parto

La depressione post-parto (PDD) è una classica complicazione del parto e del mantenimento di un neonato, divenuto negli ultimi decenni un problema importante di sanità pubblica. Infatti, si è osservato come un mancato trattamento delle pazienti affette possa potenzialmente compromettere l’attaccamento fra madre e figlio, nonché alterare il fisiologico processo di sviluppo e crescita del neonato. Ad oggi, nonostante si faccia di tutto anche per attivare programmi di screening, ci sono ancora numerose barriere che impediscono di fornire un trattamento appropriato, come ad esempio dubbi relativi agli effetti dei farmaci e alla possibile interazione con la secrezione di latte per l’allattamento.
Una piccola quota di articoli scientifici contempla l’utilizzo di farmaci antidepressivi per il trattamento della PPD, dal momento che le pazienti sembrerebbero rispondere alla terapia come se fossero affette da una sindrome maggiore depressiva. Tuttavia, la principale problematica relativa a questo approccio farmacologico è la possibile escrezione di metaboliti nel latte assunto poi dal neonato. Un altro metodo potrebbe essere rappresentato da una terapia ormonale sostitutiva, visto che si ha un calo netto di estrogeni e progesterone (si ricorda che gli estrogeni promuovono la crescita e la sopravvivenza neuronale, aumentano l’attività neurotrasmittrice, l’attenuazione dell’effetto dei ROS e la modulazione dell’asso ipotalamo-ipofisi). Nel contesto delle terapia psicologiche si ricorda la IPT, ossia terapia interpersonale, per cui si cerca di trovare un legame fra problemi interpersonali e umore dell’individuo (pertanto si considera la depressione come una patologia medica che si verifica in un contesto sociale) e la CBT, ossia teoria comportamentale cognitiva, per cui ci si concentra nell’aiutare i pazienti depressi modificando i pattern distorti alla base di pensieri negativi, incentivando dei cambiamenti comportamentali che possano migliorare le capacità di coping e ridurre lo stress.

 

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