Due incidenti mortali sul set cinematografico: Alec Balwin e Brandon Lee condividono una storia simile.

Quello che ha coinvolto il set di “Rust” è un incidente simile a quello verificatosi nel 1993 sul set de “Il Corvo”, due morti tragiche, due pistole caricate con proiettili reali anzichè a salve svelano la precarietà della macchina hollywoodiana.
DOVE, COME E QUANDO DELL’ULTIMO INCIDENTE HOLLYWOODIANO
In poche ore sul web si è diffusa la notizia del tragico incidente avvenuto per mano di Alec Baldwin sul set del film “Rust”, in un ranch del New Mexico. “Cold gun!”, in gergo “Pistola scarica!”, aveva dichiarato l’assistente alla regia prima che la scena venisse ripresa; ma la pistola, che doveva essere caricata a salve, conteneva invece un vero proiettile che, dopo il “Ciak”, ha colpito mortalmente la direttrice della fotografia, Halyna Hutchins, e ferito il regista Joel Souza, ora fuori pericolo. Lo sceriffo di Santa Fe ha aperto le indagini che ancora non hanno rivelato le dinamiche, il calibro ed il tipo della pistola e del proiettile coinvolti. Baldwin è molto scosso, come rivelano le frasi scritte sui social: “Non ci sono parole per descrivere il mio shock e tristezza per il tragico incidente che ha tolto la vita a Halyna Hutchins, moglie, madre e nostra collega profondamente ammirata.” Molti sono gli attori ed i personaggi di spicco in ambito cinematografico che hanno dimostrato il loro dispiacere per la tragica morte della donna quarantaduenne, definita come un “talento brillante assolutamente impegnata nell’arte e nel cinema”. Le riprese, ora ferme, sarebbero dovute procedere sino ai primi di novembre, secondo quanto comunicato dal New Mexico Film Office. “Rust” è un western con sceneggiatura curata dallo stesso regista, Souza, sulla base di un racconto da lui composto insieme a Baldwin; si narra qui la storia di un ragazzino tredicenne che, in seguito alla morte dei genitori, deve sopravvivere agli anni 80 dell’800 in Kansas. Baldwin interpreta il fuorilegge Rust, nonno del ragazzino con cui si darà alla fuga dopo la condanna del giovane per omicidio involontario.

LA STORIA DOVREBBE ESSERE MAESTRA DI VITA
La morte di Halyna Hutchins è inaccettabile. I suoi colleghi la ricordano per il grande talento, “era una grande appassionata del suo lavoro, divertente e piena di energia”, ha dichiarato la regista Elle Schnieder osservando come le donne siano solitamente escluse dai western. “Non posso credere che questo tipo di tragedie possano avvenire ancora oggi. Una pistola di scena in grado di uccidere? E’ una tragedia”, ha aggiunto poi l’attore Joe Manganiello. L’incidente mortale ha riaperto il dibattito sulla precaria sicurezza dei set cinematografici ed in particolare su Hollywood che, pochi giorni fa, è stata oggetto di protesta da parte di innumerevoli lavoratori che chiedevano una maggiore sicurezza sulle scene. Il tragico incidente di “Rush” arriva 28 anni più tardi di quello del film “Il Corvo”, uscito sui grandi schermi nel 1994. L’incidente che ha coinvolto Baldwin ricorda, per molti versi, la tragica morte del figlio di Bruce Lee, Brandon Lee, che morì nel marzo 1993 in un modo analogo. Anche allora, l’arma, che doveva essere caricata a salve, conteneva un proiettile di calibro 44 rimasto per errore nella canna della pistola e spinto all’esterno dall’esplosione del proiettile a salve. Nessuno, sul set, capì cosa fosse successo sul momento: il regista, Alex Proyas, dichiarò “lo vidi crollare a terra, con un lamento, il foro del proiettile mi parve perfettamente simulato e il sangue era forse troppo abbondante, ma nel complesso la scena era riuscita a meraviglia”.
CHISSA’ SE E’ VERO CHE “NON PUO’ PIOVERE PER SEMPRE”
Una delle più chiacchierate tragedie avvenute sul set cinematografico fu quella che tolse la vita a Brandon Lee proprio negli ultimi giorni di riprese di quel riuscitissimo film gotico che è “The Crow”, divenuto poi esempio per la profondità degli effetti visivi e per l’approfondita analisi della sfera emotiva del protagonista e definito dalla critica come “pieno di classe e di energia oscura e torbida, una festa visiva ricca di azione che possiede anche un’anima nella performance del compianto Brandon Lee”. La pellicola, adattata dal fumetto di James O’Barr, narra la storia di una atroce vendetta: Eric Draven e Shelley Webster sono in procinto di sposarsi quando, la notte di Halloween, quella prima delle nozze, una banda di violenti teppisti fa irruzione nel loro appartamento: lei viene violentata e picchiata a morte mentre lui accoltellato e fatto cadere da una finestra. Un anno dopo, un corvo, si posa sulla tomba di Eric e, facendo da tramite tra regno dei vivi e regno dei morti, lo riporta in vita, in modo che egli possa mettere in atto la sua vendetta. Il corvo ed Eric sono connessi: gli occhi dell’animale sono quelli dell’uomo che può quindi avere, e regalare anche allo spettatore, una veduta aerea, di maggiore impatto visivo. La vendetta è lenta e dolorosa per i quattro teppisti che vengono uccisi tra atroci sofferenze da Dreven che vuole fare provare loro le medesime sensazioni di paura e dolore che hanno provato lui e l’amata. Alla fine, per Eric e Shelley, giustizia sarà fatta ed i due potranno stare insieme per l’eternità nella pace del regno dei morti, come si dice nell’ultima frase del film “Se le persone che amiamo ci vengono portate via, perché continuino a vivere, non dobbiamo mai smettere di amarle. Le case bruciano, le persone muoiono, ma il vero amore è per sempre”.