Storie di dipendenza e dissoluzione raccontano la cocaina e i suoi effetti

La cocaina tra storia, letteratura e società.

Negli anni ’70 Eric Clapton cantava “Cocaine” e suggeriva di portarla sempre con sé quando si usciva di casa. Per gli abitanti delle Ande boliviane, peruviane e colombiane la pianta di Coca ha un’importanza speciale. Circa il 74% delle banconote in circolazione su scala mondiale presentano tracce di cocaina. Sigmund Freud ne era ossessionato. La cocaina è a tutti gli effetti una costante culturale occidentale, ciononostante quel velo tabù continua a conservarlo. Gli anni di prima intensa circolazione sono quelli a cavallo tra ‘800 e ‘900, grazie ai progressi della chimica la polvere bianca fece il boom ed anche i suoi “effetti collaterali”. Vediamo anche la curiosa storia di un personaggio letterario e la sua dipendenza.

Popolo del nuovo mondo

Una vecchia leggenda metropolitana racconta che al ritorno dal secondo viaggio nelle Americhe, Cristoforo Colombo iniziò a mostrare i segni di quella che oggi chiamiamo comunemente “scimmia” ossia astinenza, chissà cosa avrà provato oltre oceano. In realtà è più plausibile la tesi dell’alterazione causata dal masticare foglie di tabacco, anche se l’ipotesi cocaina era più interessante. In Sudamerica tuttavia l’uso delle foglie di coca si protrae da millenni e continua ad avere un ruolo fondamentale in tutte le feste e cerimonie religiose. Le foglie sono masticate o usate per la preparazione di tisane, ma il primo malinteso nasce con l’uso della parola “masticare”. In realtà le foglie non vengono veramente masticate né tanto meno mangiate, ma mescolate in bocca con la saliva e la Llipta, fino a formare una pallina da succhiare.

Gialli Editoriali

Grazie a GOG edizioni uno dei gialli editoriali più affascinanti dello scorso secolo è stato ristampato, “Romanzo con Cocaina”.

Nella redazione della rivista “Cisla” a Parigi, nel 1934, arriva un plico contenente un manoscritto. Romanzo con cocaina è il titolo. L’autore si firma M. Ageev, senza aggiungere altro. Ecco la genesi misteriosa di questo capolavoro venuto dal nulla, pubblicato prima a puntate, poi integralmente nel 1983, senza troppo successo. La curatrice dell’edizione del ’83, Lydia Chweitzer, Ageev era ebreo e aveva lasciato la Russia dopo la Rivoluzione d’Ottobre. Molti lettori, poi smentiti dal celebre scrittore, attribuirono l’opera ad un giovane Nabokov sotto pseudonimo. In realtà non abbiamo informazionicerte su M. Ageev, e il suo Romanzo con cocaina rimane uno dei più grandi e misconosciuti enigmi della letteratura contemporanea.

Vadim e la coca

Vadim, protagonista del romanzo, è un russo cocainomane. Il pellegrinaggio esistenziale del giovane protagonista, votato all’autodistruzione a causa di una morbosa sensibilità, capace di pensare il bene ma di attuare solo il male, è un viaggio senza possibilità di redenzione. Figlio ingrato, pessimo amico, abietto e goffo seduttore, cocainomane allucinato, Vadim è alla ricerca del suo introvabile paradiso artificiale, e questa ricerca prende sempre più le sembianze di una caduta. Una Mosca innevata, poco prima della Rivoluzione, fa da sfondo suggestivo alla storia.

Vero e proprio libro-culto, romanzo di “dissoluzione” più che di formazione, quello lasciatoci da Ageev è “un incubo messo in scena dal suo genio”.

Grazie Gog.

Scarface

L’inarrivabile Al Pacino degli anni ’80 interpreta controvoglia, a quantodicevano i rumors dell’epoca, un personaggio di nome Tony Montana, protagonista del copione di Oliver Stone: nasce una nuova stella. Nel 1983 c’è Brian De Palma dietro la cinepresa e in quella anno la pellicola fa boom d’incassi. La storia è semplice: Antony “Tony” Montana, emigrato da Cuba a Miami, si avvicina alla malavita, di lì a poco diverrà il “capo dei capi”.

Anche quella di Scarface più che una storia di formazione è una storia di dissoluzione. Il vortice narcotizzante assuefà Montana impedendogli la lucidità degli inizi, si aggiungono attriti personali, inamicizie, incomprensioni coi soci del cartello ed ecco fatta la frittata. Una lucida e delirante scesa agli inferi, famosissima la scena in cui Montana spara con un m40, da solo, ai sicari che devono farlo fuori.

Un film con funzione storica: toccala questione guerra fredda, viste le origini di Montana e la questione della dipendenza, negli anni ’80 più che mai, i Vadim e i Tony Montana erano ovunque.

 

Lascia un commento