7 Agosto 1420: 601 anni fa la costruzione della cupola del Duomo di Firenze

Una lastra circolare di marmo bianco sul lastricato di Piazza del Duomo potrebbe incuriosire i visitatori, vediamo perché.

L’arte è irripetibile. Ecco perché il rinascimento non è una ripresa dell’antichità classica, né imitazione della natura. L’antico viene rivissuto e la natura non è imitata ma capita intellettualmente. Brunelleschi, Donatello e Masaccio sono gli autentici padri del rinascimento.

L’erezione della Cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore

Brunelleschi, l’iniziatore del rinascimento, partecipò al primo concorso per l’erezione della cupola nel 1418 e al secondo nel 1420. Nei due concorsi risultarono vincitori sia il Brunelleschi che il Ghiberti, i quali furono invitati ad armonizzare i due progetti. La cupola ha forma gotica perché è archiacuta. Ciò era necessario per ragioni tecniche ma anche per un preciso rapporto con il resto del Duomo che, anche se nel suo insieme ha una struttura longitudinale, è pur sempre gotico. E tuttavia è rinascimentale, perché è un volume definito nello spazio e quindi dominato razionalmente. La forma della cupola è disegnata secondo il principio lineare brunelleschiano ed è per questo che anche se il Ghiberti può aver dato un contributo, non può che portare il nome di Brunelleschi. Per realizzare il suo capolavoro Brunelleschi unì progetto rivoluzionario, tecnologia avanzata e decisione nel risolvere i problemi. Il progetto era caratterizzato da un nuovo approccio verso l’architettura, dal momento che occorreva superare problemi e ostacoli inediti per l’innalzamento della cupola, la più grande del mondo a quel tempo, e impiegare nuovi macchinari e nuovi metodi di organizzazione del lavoro. Due dati fondamentali caratterizzano la struttura della cupola: l’ottagono di base e gli archi che non rispondono soltanto a delle esigenze estetico-geometriche ma rappresentano una realtà nuova che si affida a valori e criteri scientificamente indagati. Brunelleschi, nel realizzare la sua cupola, fece a meno di tutte quelle che erano le realtà precedenti istruttive. Egli sfruttò la forza di gravità per mettere insieme i materiali capaci di costruire e chiudere questa grande cupola. Facendo in questa maniera, poté fare assolutamente a meno di qualsiasi attrezzatura esterna o portante per poter lavorare. Nel marzo del 1436 la grande volta era chiusa e Papa Eugenio IV consacrava la nuova cattedrale. L’opera venne completata nel 1461 con il posizionamento della Lanterna, la conclusione logica della cupola.

La cupola in rapporto all’ambiente circostante

La cupola occupa quasi il centro geografico di Firenze e della sua vallata e ne costituisce il punto di riferimento. Domina il panorama dell’intera città, non solo per l’altezza (oltre 105 metri da terra) ma anche per il volume (il diametro è di 51 metri). L’idea dell’inserzione della cupola nel cuore della città, in relazione ai monti che chiudono la vallata fiorentina, risale all’architetto e urbanista italiano Arnolfo di Cambio, anche se è sviluppata in senso rinascimentale. La cupola dunque rappresenta, forse nel modo più evidente, l’idea rinascimentale dell’uomo, padrone, in virtù della ragione, dell’ambiente circostante, non per conquista violenta ma per accordo naturale. L’opera costruita dall’uomo, infatti, pur dominando la natura, non la stravolge ma la esalta mettendosi in relazione con essa.

La caduta della palla della lanterna del Duomo di Firenze

La presenza del disco di marmo – di cui ci chiedevamo prima la motivazione – segna l’esatto punto in cui una notte del febbraio del 1601 la palla in cima alla cupola cadde: fu abbattuta dai fulmini durante un violento temporale notturno e rotolò lungo tutta la cupola fino a schiantarsi sul suolo. La palla in rame ricoperta d’oro, voluta dal Verrocchio per coronare la lanterna, pesava 16 quintali e aveva un diametro di 2 metri e 20. Cadendo e sbattendo sulla cupola si portò dietro anche tantissime parti di marmo della cupola stessa e non ultimo, danneggiò un affresco di Paolo Uccello che non sarebbe più stato recuperato. Anche il crocifisso chiaramente ebbe una sorte simile. La palla che vediamo oggi non è più quella realizzata dal Verrocchio e posta nel 1471 sulla sommità della cupola. Fu rifatta pochi anni dopo il terribile accadimento, un po’ più grande.  Questa volta si decise di porre all’interno della palla una serie di reliquie che avessero un significato di protezione, perché i temporali a Firenze erano molto frequenti. Tuttavia, le reliquie offrivano protezione fino ad un certo punto. Fu nel 1800, con l’invenzione del parafulmine, alla fine del 700, da parte di Benjamin Franklin, che si posizionò un parafulmine sulla cupola e da quel momento i fiorentini poterono dormire sogni tranquilli.

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