Stonehenge: il sito costruito con la magia da Merlino, dagli alieni e dall’uomo

Cosa sappiamo del famoso monumento britannico.

Stonehenge è uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi d’Inghilterra: c’è chi dice che sia un punto di osservazione di equinozi e solstizi, chi lo ritiene un costrutto alieno, senza farci mancare i sostenitori di chissà quale complotto. Ecco alcune cose che invece sappiamo per certo.

Stonehenge

Stonehenge significa letteralmente pietra sospesa: stone, pietra, e henge, che deriva da hang, sospendere; è un sito neolitico che si trova vicino ad Amesbury nello Wiltshire, in Inghilterra. È il più celebre e imponente cromlech («circolo di pietra» in bretone) ed è composto da un insieme circolare di colossali pietre erette, conosciute come megaliti, sormontate da consistenti architravi orizzontali che le collegano tra loro. Inoltre è uno dei più antichi sistemi trilitici (da tre e lithos = pietra, due montanti verticali ed un architrave orizzontale) conosciuti. Le pietre del sito devono l’allineamento attuale ai lavori di ricostruzione nella prima metà del Novecento, quando la maggior parte delle pietre furono rinforzate o raddrizzate con l’utilizzo del calcestruzzo. Il sito fu aggiunto alla lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1986.

Leggende e costruzione

Lo storico britannico medievale Goffredo di Monmouth (XII secolo circa) riporta la leggenda secondo cui a erigere Stonehenge fu nientemeno che il mago di Re Artù, Merlino. Secondo la leggenda il mago volle costruire il complesso per commemorare dei soldati uccisi a tradimento dai Sassoni; scelse come materiale questi megaliti, in quanto avrebbero posseduto proprietà magiche, e con la sua magia trasportò le pietre in volo fino al sito. In seguito, la costruzione del sito fu attribuita ai Romani e al culto pagano dei Druidi, di cui Merlino è ritenuto da alcuni un esponente: la teoria dei druidi è stata smentita, in quanto i sacerdoti celti praticavano i loro riti nelle foreste, e non tra strutture di pietra. L’ipotesi più credibile è che la costruzione sia stata iniziata nel tardo Neolitico (circa 3000 a.C.) e poi continuata dagli abitanti preistorici delle isole britanniche.

Secondo dei calcoli erano circa 600 gli uomini che dovevano servire a issare le gigantesche pietre di arenaria che costituiscono il cerchio più esterno (le sarsen stones) sulle slitte di legno usate per trascinarle Per metterle in piedi si facevano scivolare nei buchi con un sistema di leve, e si tiravano poi verso l’alto con delle funi. Ciascuna di esse pesava circa 50 tonnellate, quanto 10 elefanti per intenderci.

14 anni è invece il tempo che sarebbe occorso per trasportare le bluestones, le pietre che costituivano il cerchio più interno, dalla cava da cui provengono fino al sito. La distanza di circa 200 km veniva coperta sfruttando le vie d’acqua che giungono fino a 3 km dal sito. Moderne simulazioni hanno mostrato che solo per muovere di 40 metri uno di questi megaliti dai riflessi bluastri occorrevano 170 uomini e una giornata di lavoro.

Perché?

Per alcuni è un antico sito di caccia, per altri un monumento che celebra pace e unità, un memoriale per commemorare un eccidio di Britanni, un tempio druidico, un osservatorio astronomico, ma c’è anche chi sostiene che Stonehenge sia un complesso eretto dagli alieni per indicare loro il punto dove atterrare quando torneranno sulla Terra: le teorie sullo scopo del sito si sprecano. La più plausibile è quella che lo ritiene un centro cerimoniale, probabilmente un tempio dedicato al culto del Sole, impiegato anche come calendario; i 30 triliti rappresenterebbero infatti i giorni del mese. Nel solstizio d’estate, un raggio di Sole attraversava un trilite e cadeva sull’altare centrale: quel “segno” celeste permetteva di individuare il passaggio delle stagioni. La teoria è sostenuta da molti siccome anche oggi durante i solstizi, il Sole passa attraverso i megaliti e colpisce determinati punti; a causa però dei lavori di restauro del secolo scorso che hanno spostato le pietre, non possiamo essere sicuri al 100% della validità di questa teoria.

Un altro possibile uso del sito rimane quello sepolcrale. In base alle analisi al radiocarbonio condotte dagli archeologi dell’Università di Sheffield su resti umani cremati trovati a Stonehenge negli anni ’50, il sito servì da cimitero per una ristretta e selezionatissima élite di potere a partire dal primo periodo costruttivo, poco dopo il 3000 a.C., fino almeno alla posa dei monoliti più grossi (le sarsen stones), 2500 anni prima di Cristo.

Le copie

A Maryhill, Washington, esiste una replica in scala reale di Stonehenge che non ha l’aspetto attuale del sito, ma quello che avrebbe dovuto avere in origine (ne ricalca anche gli allineamenti astronomici). Nel 1987 l’artista americano Jim Reinders ha invece realizzato ad Alliance, nel Nebraska, la più originale reinterpretazione del sito, usando, come megaliti, 38 carcasse di Cadillac del 1962.  Nel mondo poi esistono altri cerchi megalitici affini a quello di Salisbury. A Goseck, in Germania, si trova un sito circolare simile (forse il più antico osservatorio astronomico d’Europa) datato intorno al 4900 a.C.. In Scozia, sulle isole Orcadi, si trova il cosiddetto Cerchio di Brodgar, più o meno contemporaneo a Stonehenge, con un diametro di 104 m. Anche in Sardegna sono presenti strutture megalitiche imponenti, come quella di Li Muri ad Arzachena o quello di Pranu Muttedu a Goni.

Il sito di Li Muri visto dall’alto

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