La pesca a strascico ha fatto una vittima illustre. A Taiwan infatti le reti da pesca hanno portato a terra una femmina di squalo bianco gravida di 14 piccoli. Si tratta di un evento piuttosto raro, poiché esemplari nelle stesse condizioni sono stati pescati circa una ventina di volte a livello globale. Ciò rappresenta ad ogni modo un duro colpo per la conservazione degli squali, che si trovano in una situazione piuttosto difficile.

Gli squali si distinguono per la particolare disposizione dei denti

Dettagli del ritrovamento e dell’esemplare

L’esemplare in questione è lungo 4 metri e pesa più di una tonnellata. Per essere uno squalo bianco quindi le dimensioni non sono particolarmente eclatanti, considerando che gli individui più grandi possono essere lunghi fino a 7 metri. Ad essere degno di nota però è il peso, piuttosto elevato se confrontato alla lunghezza. Ciò si deve al fatto che la femmina pescata era gravida di 14 piccoli: non era mai successo di pescare un esemplare in attesa di una prole così numerosa. Questo comporta un danno particolarmente grave alla popolazione di squali bianchi attualmente presente. La femmina pescata ha suscitato la curiosità del mondo scientifico, tanto che essa è stata venduta all’asta per compiere degli studi in materia. Gli squali bianchi infatti, data la loro rarità, hanno molti aspetti a noi sconosciuti.

Squali
Il progenitore dello squalo bianco aveva dei denti molto grandi

Storia evolutiva degli squali

Gli Elasmobranchi, ovvero squali e razze, erano già presenti sulla Terra 450 milioni di anni fa. Uno dei più antichi è Cladoselache, genere che visse 370 milioni di anni fa: era lungo circa 1,8 metri e viveva all’altezza dell’attuale America settentrionale. Gli Elasmobranchi si svilupparono soprattutto tra il Devoniano e il Carbonifero, quindi tra 360 e 150 milioni di anni fa. Proprio in questo lasso di tempo apparvero esemplari riconducibili agli squali odierni. Per datarne l’origine sono estremamente importanti i ritrovamenti fossili, che consistono soprattutto in denti. Gli scheletri infatti, essendo cartilaginei, si disgregano molto facilmente. Non è raro inoltre trovare reperti simili poiché gli individui cambiano molto spesso i denti, producendone a migliaia nell’arco della loro vita.

È possibile riconoscere uno squalo dalla forma particolarmente idrodinamica

Caratteristiche generali degli squali

Gli squali hanno tante forme e dimensioni diverse, ma hanno un aspetto in comune: lo scheletro cartilagineo. Esso infatti è un adattamento molto efficace per cacciare le prede in velocità, e uno scheletro osseo non sarebbe adatto allo scopo. Questo, unito ad una forma molto idrodinamica, ne fa un predatore temibile. In tal senso è piuttosto varia anche la dieta degli squali. Sebbene per la stragrande maggioranza siano carnivori, esistono anche alcune eccezioni: lo squalo balena e lo squalo elefante infatti sono dei filtratori, quindi si nutrono di plancton e non di prede più grandi. Anche le dimensioni sono molto variabili. Lo squalo balena è il pesce più grande attualmente esistente ed è lungo mediamente 10 metri per un peso di 9 tonnellate. Per contro, lo squalo lanterna nano è il più piccolo tra gli squali e misura fino a 20 centimetri.

Lo squalo balena rientra tra le specie in pericolo

Stato di conservazione

Lo stato di conservazione degli squali complessivamente non è buono. Essi infatti subiscono molte minacce, su tutte la pesca tramite le reti a strascico. In questo modo gli individui rimangono intrappolati e non hanno via di fuga. Ciò si deve alle esigenze dei mercati locali, in cui talvolta gli squali hanno una notevole importanza alimentare. La caccia può avvenire anche in altre modalità, ma le grosse produzioni preferiscono generalmente il metodo delle reti a strascico. Un’altra minaccia molto importante è l’inquinamento sempre crescente dei mari. In questo senso gli effetti sono più evidenti nelle zone più vicine alle coste e nei mari più piccoli, come il Mediterraneo. A causa di tutto questo molte specie di squalo sono in pericolo, e la loro conservazione dipende dalle nostre azioni.

Matteo Trombi

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