Lo spread è il differenziale tra il rendimento di un titolo di stato decennale tedesco e uno italiano, tanto per intenderci se il Bond tedesco rende l’1% e quello italiano il 3% lo spread sarà di 200 punti. Solitamente più un rendimento è alto più quell’investimento è rischioso, ma in questo caso stiamo parlando di titoli del Debito Pubblico che non dovrebbero avere problemi di solvibilità.

Il problema nasce nel 2011 quando nel bel mezzo della tempesta finanziaria lo spread schizzò oltre i 500 punti e fece dimettere l’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi per far nascere il governo tecnico Monti. Il problema venne risolto dal Governatore della BCE Mario Draghi, il quale con la celeberrima frase “Whatever it takes”, affermò che avrebbe usato qualunque strumento pur di salvare l’Euro. Cosi fu, venne implementato il Quantitative Easing (vedi http://ilsuperuovo.it/quantitative-easing/ per saperne di più) e la BCE si riempì di titoli di stato dei paesi europei facendo scendere lo spread, poiché come Banca Centrale garantiva il debito degli stati membri.

Il problema dello spread è un problema fasullo del quale il Governo, se vuole proseguire le sue politiche espansive, non deve curarsi poiché l’unica cosa in cui può incorrere è un maggiore costo della spesa per interessi. Se però lo spread si alza è perché la manovra richiede un deficit maggiore di quello concordato in passato, sarà quindi più vantaggioso per un investitore italiano puntare sul nostro debito in quanto lo renderà più vantaggioso rispetto a un BOND tedesco. L’inflazione è bassa e per questo motivo un rendimento intorno al 3% può essere ottimo per un risparmiatore italiano.

Del resto la BCE ha acquistato circa 410 miliardi del nostro debito, a dicembre finirà il QE e Draghi, o forse il suo successore dato che il suo mandato scade a breve, dovrà decidere che fare di questi titoli. Due scenari possibili: uno quello di riacquistarli quando vanno in scadenza e in qualche modo prolungare un fittizio QE, oppure lasciare che vengano rimborsati mettendo così tensioni inevitabili sullo spread.

Questi problemi gli stati con una propria moneta e un debito pubblico in valuta nazionale non li conoscono. Vedi Giappone che ha un debito pubblico altissimo intorno al 260% del Pil, ma avendo una Banca Centrale lo garantisce e può monetizzarlo, ovvero comprarne una parte e in maniera “brutta” cancellarlo.

Lo spread in un unione monetaria come l’Euro non dovrebbe esistere, negli Stati Uniti non esiste nessuno spread tra l’Alabama e il Texas, ma avendo una Banca Centrale che non ricopre il suo ruolo primario di garanzia del debito nasce il problema. Lo spread ha una sola ripercussione sulle casse dello stato: fa aumentare i rendimenti sul debito che esso deve pagare. Lo spread viene dipinto dai media come un mostro che allarma l’Italia a mantenere rigore sui conti pubblici.

Lo spread è un problema anomalo tutto europeo, il vero rischio è quello di una uscita dell’Italia dall’Euro. Il Governo attuale non ha nessuna intenzione di uscire dall’euro o dall’Unione Europea, ma molti commentatori continuano a insinuare questo fatto. Con una nostra uscita dalla moneta unica gli investitori stranieri di BTP vedrebbero svalutarsi o rivalutarsi i loro investimenti, a seconda del paese di investimento. Questo è il principale motivo per cui se la BCE non garantisce il debito gli investitori fuggono, perché hanno paura che in caso di crisi l’Italia si possa sganciare da questo meccanismo e di conseguenza se ho investito 100 e sono tedesco vedrò il mio 100 diventare un 90,95 o 85 a seconda della svalutazione tra nuova moneta italiana e moneta tedesca.

Ora negli ultimi mesi il nostro spread è cresciuto fino ad oscillare in questi giorni attorno ai 300 punti, comportando che se ci saranno aste in cui si venderà debito pubblico i rendimenti saranno maggiori e ciò comporterà maggiori costi per lo Stato. 

L’entità sovrannaturale dello spread porta alla cronaca un problema di democrazia, il Governo deve preoccuparsi di questo e agire di conseguenza oppure mettere in campo ciò per cui è stato eletto? Evidentemente se vuole rispettare il voto continuerà su questa strada e se sarà necessario agirà per arginare lo spread.

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