Sos pubertà e adolescenza: arrivano troppo presto o troppo tardi? Vediamo perché

Pubertà e adolescenza, arrivano troppo presto o se ne vanno troppo tardi?

Oggi i ritmi di sviluppo stanno cambiando molto rapidamente e i classici parametri si stanno rivelando non al passo con i tempi.

Pubertà e adolescenza

La pubertà arriva sempre prima, con tutto ciò che comporta. I cambiamenti fisici, sessuali, psicologici che porta con sé arrivano sempre più presto. E’ stato visto, infatti, che l’età media della pubertà nelle bambine scende di tre mesi ogni 10 anni a partire dagli anni ’70, perché questo cambiamento? Un altro dato importante da considerare è anche l’opposto, ovvero il prolungamento dell’adolescenza oltre all’età consueta. Ad oggi molti psicologi sono concordi nel dire che questo periodo di vita non termina a diciotto o vent’anni, ma si prolunga assumendo nuove forme.

Prima di tutto, però, facciamo un passo indietro. Cosa sono pubertà e adolescenza? Il termine pubertà si riferisce ai cambiamenti fisici e sessuali che portano alla transizione tra infanzia ed età adulta, fino ad arrivare alla maturazione sessuale e alla capacità di procreare. L’adolescenza è il periodo della vita di ciascuno di noi caratterizzato dal passaggio dall’età infantile a quella adulta, con tutti i cambiamenti fisici, psicologici e culturali che comporta.

In anticipo?

Ora veniamo alla pubertà. I cambiamenti del corpo vengono tenuti sotto controllo dall’ipofisi, una ghiandola alla base del cervello che secerne ormoni capaci di stimolare le gonadi, che permettono lo sviluppo dei caratteri sessuali primari e secondari. Oltre a ciò, influiscono numerosi altri fattori, come la kisspeptina, una proteina che agisce sull’ipotalamo, innescando cambiamenti puberali. Su questa proteina agiscono a loro volta altre due proteine, la leptina e la melatonina. La prima viene prodotta dalle cellule adipose e spiega la relazione tra il sovrappeso e l’anticipazione puberale. La melatonina è, invece, un ormone che ha la funzione di regolare la funzione sonno-veglia, la cui produzione viene inibita dalla luce. L’esagerata esposizione alla luce artificiale, dunque, può influire sulla sua produzione, che, a sua volta, ha un effetto sul corpo dell’individuo.

Non bisogna dimenticare, inoltre, l’influenza che può avere anche l’esposizione a sostanze chimiche che possono interferire con l’azione di alcuni ormoni, ma anche l’importanza che riveste lo stress. Un ambiente di vita difficile, caratterizzato da esperienze traumatiche o stressanti aumenta la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, che stimola il corpo al rilascio del segnale ipotalamico, che innesca l’inizio della pubertà anticipata.

In ritardo?

Oggi si sente sempre più parlare dell’allungamento del periodo adolescenziale, che va di gran lunga oltre al termine delle scuole superiori. Questo avviene per molti motivi diversi, come l’aumento degli anni di studio e il ritardo d’ingresso nel mondo del lavoro. Inoltre, è presente un posticipo della formazione della famiglia per varie esigenze e un forte cambiamento dei progetti individuali. Questo ha spinto alcuni psicologici ad individuare un nuovo periodo di vita, che si pone tra l’adolescenza vera e propria e l’età adulta, ovvero l’emerging adulthood, l’adultità emergente.

E’ stato coniato questo termine per sottolineare la diversità di tale periodo rispetto all’adolescenza e per porlo in evidenza come fase di passaggio. In questa fase di vita avvengono i maggiori cambiamenti della personalità in quanto sono gli anni delle nuove esperienze, di instabilità, ma anche di libertà e possibilità.

Dunque, come abbiamo visto, negli anni le cose sono cambiate. La pubertà arriva sempre prima e siamo di fronte ad un nuovo periodo di vita. Ciò fa comprendere la necessità di modificare gli standard con cui vengono definiti i periodi dello sviluppo, che devono tenere conto dei cambiamenti avvenuti e della nuova società in cui siamo oggi.

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