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Sogno D’una Notte Di Fine Quarantena, ma nel frattempo creiamo allegorie

Sogno D’una Notte Di Fine Quarantena, ma nel frattempo creiamo allegorie

Se Sogno D’una Notte Di Mezza Estate, fiaba di Shakespere, fosse stata scritta nel 2021, i protagonisti durante le feste notturne avrebbero indossato tutti le mascherine. (Oltre al fatto che, colpo di scena, ci sarebbe stato l’arrivo della polizia per violazioni di norme anti Covid) In fondo, sempre di una commedia si tratta… 

Sogno d'una notte di fine quarantena

Sogno D’una Notte Di Fine quarantena, dove tutto torna alla normalità, la gente esce dalle proprie case senza alcun alcun tipo di limitazione e la Pandemia non è stata altro che un brutto incubo. Purtroppo la realtà è un’altra: Il mondo è cambiato. Viviamo un momento storico in cui siamo obbligati a restare nelle nostre case, privati del senso di libertà, la collettività manifesta una grana per la società nel momento in cui il singolo può rappresentare un problema per l’altro e ci ritroviamo soli. Trascorriamo le nostre giornate sui social a contatto con gli altri, sì, ma pur sempre indiretto e finiamo per fare i conti con la nostra immaginazione, una via di scampo ai problemi della quotidianità, di cui hanno fatto un consistente uso i più grandi poeti di ogni epoca. Ma come sarebbero cambiati i loro capolavori se questi letterati fossero vissuti nel 2021? Ecco una diversa chiave di lettura di alcune opere rivisitate in un’ottica attuale.

Sogno d'una notte di fine quarantena

Dov’è finita Giulietta? L’Amore ai tempi della quarantena.

Oh Romeo, Romeo, come conoscerti in tempi di Covid in cui bar e locali sono chiusi? 

I single nel 2021 si chiedono quando si potrà tornare a incontrarsi. La risposta è una: App d’incontri. Così è cambiato il dating al tempo del coronavirus, il concetto sta nel chattare ma non toccare. Le iscrizioni alle app d’incontri sono aumentate, si evolvono e conquistano sempre più single, questo per i più vogliosi di iniziare una nuova relazione, di qualsiasi tipo si tratti.

I più romantici invece decidono di vivere in balia della solitudine, nel letto, in pigiama a concepire con fantasia il sogno d’una notte di fine quarantena, immaginando la possibilità di poter cenare in un ristorante, a lume di candela. Poeti e cantanti di ogni calibro hanno provato a definire la solitudine come sensazione intrinseca dell’animo umano, la morale? È che nessuno può sfuggirle. Sopratutto oggi, nella situazione di emergenza sanitaria globale che stiamo vivendo, il peso di questa parola non è mai stato così forte.

 A esserci di grande aiuto è, come al solito, la letteratura che ci da la possibilità di metterci a tu per tu con personaggi che hanno vissuto questa emozione prima di noi, in prima persona, per farci sentire più compresi e perché no, anche meno soli.

Tra il 1595 e il 1596 William Shakespeare pubblicava dei sonetti definiti come dei veri e propri elogi alla solitudine in cui ci descrive la sua impotenza di fronte al senso di vuoto e di abbandono che gli reca la mancanza dell’oggetto del suo amore. Quante persone durante questa pandemia sono state costrette a vivere amori a distanza? Ed è così che gli innamorati nel 2020 hanno vissuto sulla propria pelle la favola moderna di Romeo e Giulietta, messaggi furtivi urlati dai balconi, lì dove la situazione lo permetteva, la maggioranza invece si è affidata all’utilizzo dei vari social, chat e video chiamate che ci hanno fatto sentire più vicini, ma anche più lontani.

 L’Impossibilità di abbracciare, toccare, baciare la persona amata perché costretti a stare a distanza, era un qualcosa che mai, mai, ci saremmo aspettati. 

 Romeo e Giulietta nella tragedia di Shakespeare si sono conosciuti alla festa dei Capuleti, nel 2021 invece si sarebbero messi in contatto tramite Tinder o Instagram. Altro che pugnali e veleno, il loro amore finisce oggi a causa di una caduta accidentale dell’Iphone.

 Ops.. La tragedia rimane tale:  Vetro rotto, negozi di assistenza Apple chiusi e Romeo che si chiede dov’è finita Giulietta? 

Sogno d'una notte di fine quarantena

 

Letteratura e musica come giubbotti di salvataggio

Oltre la letteratura anche la musica ci fa da giubbotto di salvataggio in un mare di noia e monotonia. Dante per elogiare Beatrice, la donna angelicata, aveva scritto un poema in cui raccontava la storia di un’amore platonico, ideale come quello immaginato dai ragazzi di oggi che sognano di diventare rapper per poter frequentare modelle e influencer. Così Dante nel 2021 al posto della Divina Commedia diventa un ruba cuori scrivendo pezzi rapper per conquistare il cuore della sua amata.  Lil Dante, la nuova proposta di rapper Italiano: Questo è il titolo che vedremmo diventare virale nelle playlist di Spotify. E le regole dell’amor cortese? Alla fine, Dante nelle sue opere rinomate ci risponde con freschezza alle domande di ogni giorno: come ci si innamora, come si soffre per amore, come si conquista l’amata o l’amato, e come si può sopravvivere al dolore quando l’amore finisce. Temi di ogni tempo e di ogni generazione, di cui parlano la maggior parte dei testi dei rapper moderni che seguono dei veri e propri comandamenti dell’amore. In quarantena siamo sempre alla ricerca di nuove canzoni per allietare e alleggerire le nostre giornate, se Dante fosse vissuto di questi tempi attraverso i suoi testi avrebbe sicuramente scalato tutte le classifiche di iTunes, YouTube e Amazon Music.

Flaubert invece ci paragona a dei dei marinai naufraghi che rivolgono lo sguardo disperato alla solitudine della vita, catapultati da un giorno all’altro in un mondo che ci obbliga a non avere contatti con l’altro e speriamo cercando di non perderci d’animo, di scorgere la luce alla fine del tunnel. La vedremo mai questa luce o continueremo solo a immaginare il sogno d’una notte di fine quarantena? Lo scrittore francese non ci da una risposta, siamo tutti in bilico, sospesi in una situazione che ci costringe a sperare di risvegliarci domani e per scoprire che la pandemia, con tutti i problemi che ha portato, fa parte di un brutto sogno.  La realtà dei fatti però resta questa, siamo come in una stanza buia, senza trovare l’interruttore, ci sentiamo naufraghi in un mare di paure e insicurezze sull’avvenire ma come giubbotti di salvataggio abbiamo la letteratura e la musica.

hh

 

Sognando le feste del Grande Gatsby

Dal proibizionismo del 1920 a oggi le regole non sono molto cambiate. Durante questo periodo Fitzgerald scrive il suo capolavoro letterario, Il Grande Gatsby, struggente dramma romantico, pretesto per descrivere la decadenza morale della società del tempo in cui si collocano le vicende del racconto. Le feste, organizzate dall’affascinante Gatsby sono studiate per apparire e lo scenario, già surreale di suo, oggi lo sembra ancora di più: Camerieri in livrea che porgono fiumi di champagne e di alcolici agli ospiti, orchestre jazz in cui si balla, tavoli in cui si pratica il gioco d’azzardo.

Assembramenti di persone da fare invidia a Shakespeare in Sogno D’una Notte Di Mezza Estate, persone che ballano spensierate senza avere con se amuchina e mascherine. Un’immagine che sembra volersi affrancare dai meccanismi che guidano questa umanità che insegue il senso della vita nella mondanità e nell’effimero. Oggi siamo costretti a rinunciare alla spensieratezza ma forse qualcosa di positivo questa apparente infinita quarantena ce la regala. Attraverso la solitudine possiamo provare a riscoprire noi stessi, cercare di cogliere un senso più profondo alla nostra esistenza e provare a riempire il nostro tempo scoprendo nuove attitudini, poi, perché no rileggere grandi classici della letteratura e provare a immaginare come si comporterebbero i nostri personaggi preferiti se fossero stati catapultati in un giorno qualsiasi di un Marzo 2021. Per rimanere aggiornati seguiteci sul nostro blog ilsuperuovo.it

Il Grande Gastby

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