Il Superuovo

“Sogna, ragazzo sogna!” disse Scipione l’Africano: Cicerone ce lo racconta nel Somnium Scipionis

“Sogna, ragazzo sogna!” disse Scipione l’Africano: Cicerone ce lo racconta nel Somnium Scipionis

Nel 1999 usciva “Sogna ragazzo sogna” di Vecchioni, un vero e proprio inno alla vita. Il sogno, nella musica come nella letteratura, è sempre stato un vero e proprio topos. Scopriamo come l’ultimo libro del De Repubblica, di Cicerone, che contiene il riferimento ad un sogno un po’ particolare. 

“Sogna, ragazzo sogna
Quando cade il vento ma non è finita
Quando muore un uomo per la stessa vita
Che sognavi tu”

Questa frase all’interno del brano di Vecchioni, è un rimando alla vita di ogni uomo, inevitabilmente condizionata dal luogo in cui vive. Una delle cose fondamentali che influenzano infatti la nostra vita, è il sistema di governo del posto in cui viviamo. Questo concetto, caro a Cicerone, è espresso nel De Republica, trattato filosofico redatto tra il 55 e il 51 a.C. L’opera è rimasta incompiuta ma alla fine del VI libro vi è un celebre brano dal titolo di Somnium Scipionis. Scopriamo di cosa si tratta.

Immagine tratta da ecodibergamo.it

Il De Republica

La metà del I secolo a.C. è un periodo molto travagliato per la storia di Roma. Dopo il triumvirato dei fratelli Gracchi, a capo dello stato si susseguite personalità che non avevano a cuore il bene dello stato; Cicerone, profondamente ferito dalla situazione in cui Roma verteva, ricorda il suo passato glorioso e celebra la grandezza delle personalità che, in passato, hanno fatto grande Roma.

Il De Repubblica doveva originariamente essere in nove libri, tuttavia la sua composizione si interrompe alla fine del VI. A noi non è giunto nella sua interezza ma solo in parte; nello specifico i primi libri sono quelli di cui è rimasto di più. L’opera è un trattato filosofico sotto forma di dialogo in cui si discute su quale sia la forma migliore di governo dello stato. Nel primo libro si tratta del concetto della virtus; questa idea è molto importante per Cicerone perché in nome della virtus tutti devono agire per il meglio e fare quanto è in loro potere per il bene dello stato. Negli altri libri si parla di quali siano i personaggi che in passato hanno fatto grande Roma, dei caratteri positivi della monarchia e dei suoi limiti, della giustizia all’interno dello stato e di come comportarsi con nei confronti degli altri stati.

Il Somnium Scipionis

Nel VI libro si parla di come coloro che si adoperano in vita per il bene della patria: ad essi, secondo Cicerone, non spettano solamente i riconoscimenti in vita, ma anche un posto speciale nell’oltretomba. In questo brano, Scipione Emiliano racconta di un sogno in cui gli era apparso il nonno, Scipione l’Africano. L’anziano saggio aveva raccontato al nipote come da dove si trovava lui ora, cioè dal cielo, la terra appaia molto piccola e i problemi degli uomini, irrisori. Al tempo stesso però racconta come, nell’aldilà, i più virtuosi, siano destinati ad un’eterna ricompensa; coloro che invece in vita si sono comportati in modo miserabile, non potranno accedere subito alla gloria eterna.

Sogna, ragazzo sogna

Il brano di Vecchioni, oltre ad essere una canzone molto famosa, è indubbiamente una poesia, nonché un vero e proprio inno alla vita. L’appello, come nel De Repubblica, è ai giovani, a coloro che possono fare tanto: Sogna, ragazzo sogna, è un vero e proprio stimolo, una spinta a non fermarsi mai davanti alle ingiustizie o alle difficoltà.

“E la vita è così forte
Che attraversa i muri per farsi vedere
La vita è così vera
Che sembra impossibile doverla lasciare
La vita è così grande
Che quando sarai sul punto di morire
Pianterai un ulivo
Convinto ancora di vederlo fiorire”

Anche nel momento di massima difficoltà per lo stato, Cicerone proponeva un modello da seguire, fermo sui propri principi e fiducioso nel futuro.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: