Siete sicuri che il Bolide Bowser inquinerebbe più di un’auto di Formula E?

Molti pensano che le auto elettriche siano la salvezza dell’umanità, ma in pochi considerano l’impatto ambientale delle batterie.

Auto di Formula E (riello-ups.com)

Quante volte ci siamo sentiti dire che le auto elettriche sono il futuro dell’umanità? Moltissime. Ma siamo davvero sicuri che sia così? Beh, a prima vista sembrerebbe proprio di si per la totale assenza di emissioni di gas tossici, ma ci sbagliamo. Il problema di questo tipo di veicoli, infatti, non è tanto il “carburante” (cioè l’energia elettrica), bensì il motore (le batterie). Ma procediamo con calma. Innanzitutto, quali carburanti offre il mercato al giorno d’oggi?

Benzina, metano e gasolio sono i carburanti più utilizzati

L’elevato potere calorifico, il costo mediamente basso, e l’origine accomunano quelli che sono i tre carburanti maggiormente utilizzati. Benzina, gasolio e metano sono infatti tre combustibili fossili derivati dalla distillazione del petrolio e consentono di ottenere enormi quantità di energia dalla combustione di pochi ml di sostanza. Per comprendere meglio questo concetto basta infatti misurarne il potere calorifico e notare come esso si aggiri all’incirca tra i 38,52 e i 43,57 Mj/kg. Da ciò si può facilmente dedurre il motivo per il quale molti veicoli, soprattutto quelli pesanti, sono alimentati da combustibili fossili e perché, nonostante l’impatto ambientale, siano ancora oggi molto utilizzati. Per fare un esempio basti pensare al Bolide Bowser utilizzato dall’omonimo personaggio in Mario Kart. Certo, né lui né il veicolo sono reali, ma se lo fossero inquinerebbero poco più del doppio di un auto normale.

Ma quanto inquinano esattamente? Per rispondere a questa domanda si potrebbero usare i numeri parlando delle quantità di CO2 sprigionate dalla combustione, ma per rendere meglio l’idea immaginate di mettere la vostra faccia davanti a una marmitta e di respirare a pieni polmoni. Ecco, tutto quel gas finisce secondo dopo secondo nella nostra atmosfera ed è forse per questo che il veicolo più inquinante è quello utilizzato dal villain principale dei giochi di Super Mario.

Colonna di frazionamento del petrolio (tecnologiainazione.altervista.org)

Veicoli elettrici: una soluzione temporanea

Si sente spesso parlare di auto elettriche, al punto che, per promuoverne la diffusione, è stata persino introdotta la Formula E. Senza girarci intorno l’assenza di emissioni di gas serra riduce notevolmente l’inquinamento atmosferico, ma per smaltire le batterie ci vogliono moltissimo tempo e processi adeguati.

Per capire meglio il perché bisogna prima chiarire com’è fatta e come funziona una batteria. Innanzitutto si tratta di un dispositivo capace di convertire l’energia chimica in energia elettrica attraverso reazioni che coinvolgono ioni positivi e negativi. Tutto ciò accade sfruttando le proprietà di alcuni materiali tra cui il piombo e l’acido solforico. Entrambe le sostanze sono altamente tossiche per l’ambiente ed è necessario che siano trattate adeguatamente. Per nostra grandissima fortuna è possibile riciclare la maggior parte delle batterie. Infatti dal 90% di esse è possibile recuperare circa la metà dei componenti. In pratica, smaltire le batterie delle automobili è sinonimo di riutilizzare, quindi riciclare, i materiali ancora funzionali per poter dare vita a nuove funzioni. Proprio il piombo, ad esempio, pur essendo uno dei metalli più tossici del pianeta, può essere riutilizzato in diversi modi per ricreare nuove batterie oppure nella chimica e nell’edilizia generale.

Sfortunatamente, per fabbricare una batteria vengono immesse nell’ambiente enormi quantità di CO2 durante i processi di estrazione e lavorazione dei metalli. Si tratta dunque di un’emissione indiretta che però influisce ugualmente sulla composizione della nostra atmosfera. Lasciando parlare i numeri la produzione di questi accumulatori genera dai 150 ai 200 kg di CO2 per ogni kWh di potenza. I dati sembrano quindi suggerire che le auto elettriche, soprattutto quelle molto potenti, siano in realtà inquinanti come quelle a benzina.

(lastampa.it)

I motori a idrogeno sono la vera salvezza

Un’altra cosa di cui si sente spesso parlare negli ultimi tempi sono i motori a idrogeno. Il gas è molto infiammabile, leggero e presente in quasi tutte le molecole. Il problema sta nel fatto che, pur essendocene così tanto, nella sua forma molecolare H2 è praticamente assente. Produrlo impiegherebbe più energia di quanta se ne ricavi dalla sua combustione ed è per questo motivo che i veicoli a idrogeno sono ancora pochi.

Per produrre il gas lo si potrebbe estrarre dagli idrocarburi, ma, volendo utilizzare delle fonti non inquinanti, si preferisce usare l’acqua. I processi per ricavare l’H2 dall’H2O sono vari: lo si può ottenere grazie alla coltivazione di alcune alghe e sfruttando il calore (termolisi) o l’energia elettrica (elettrolisi) per scindere i legami ossigeno-idrogeno. su internet è possibile anche trovare alcuni tutorial per produrlo in casa, ma alla fine il discorso è sempre lo stesso, i prodotti delle reazioni o la quantità di energia richiesta non compensano quella dell’H2 prodotto. Ma perché preoccuparsi così tanto? Il motivo è molto semplice: dalla combustione dell’idrogeno non si libera la CO2, ma l’acqua che, come sappiamo non arreca alcun danno all’ambiente.

(lastampa)

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