Si può spiegare con Einstein la dilatazione temporale di Interstellar e di Dragon Ball?

Il ”viaggio temporale” di Interstellar e la ”stanza dello spirito e del tempo” di Dragon Ball possono essere riconducibili ad una spiegazione scientifica e razionale? Si,  grazie al lavoro di Einstein sulla relatività.

Il famosissimo colossal si conclude con il protagonista che fa di ritorno sulla Terra dopo aver completato la propria missione, ma si ritrova in un’epoca diversa. Parallelamente il manga più famoso utilizza la dilatazione temporale per utilizzare alternativamente gli allenamenti pre-combattimento.

Un’ora=sette anni

Il film di Nolan si sviluppa attorno ad una missione portata avanti dal capitano Cooper, questo viaggio verso la salvezza del mondo lo porta nei pressi di ”Gargantua”, un buco nero, che sta divorando tutto ciò che lo circonda in modo spaventoso ( da qui, appunto, il nome ). L’ Endurance staziona nei pressi di Saturno grazie alla rotazione, cosiddetto movimento, se fatto ad alte velocità, crea un campo gravitazionale permettendo all’equipaggio di poter alloggiare nella navicella senza la scomodità dell’assenza di gravità. Si arriva dunque al punto cruciale del film quando si presenta la problematica maggiore, ovvero lo sbarco sul pianeta acquoso. Secondo il capitano Cooper un’ora sul corpo celeste equivale a sette anni sulla Terra, considerando le equazioni e gli studi portati avanti da Einstein questo concetto è giusto ma vi è un errore. La gravità sul diverso pianeta è del 130% maggiore rispetto a quella vigente sul nostro, ciò no basta a rendere l’equazione veritiera. Quindi c’è da dire che il ragionamento a monte è giusto ma i calcoli e le condizioni sono più che sbagliati, infatti considerando tutti i fattori la dilatazione temporale sarebbe solo di qualche millisecondo. Va però spezzata una lancia a favore dell’opera cinematografica ed è la vicinanza al buco nero che con il suo campo gravitazionale potrebbe influire nei calcoli finali, ma purtroppo non ci è dato sapere questo valore.

Un anno=un giorno

L’opera di Akira Toriyama si concentra sull’evoluzione psicologica e fisica dei personaggi, la crescita interiore avviene attraverso dialoghi e situazioni riconducibili ad aspetti intrinsechi nella vita di ognuno di noi, invece il climax di forza si raggiunge allenamento dopo allenamento che sono sempre di più impegnativi. L’apice della difficoltà viene posto in una stanza speciale, quella dello ”spirito e del tempo”. Cosiddetta stanza è avvolta nel mistero, le caratteristiche principali sono: le dimensioni prossime all’infinito e la dilatazione temporale. Ogni volta che i protagonisti decidono di utilizzarla il motivo principale è appunto il tempo, chi entra in quel luogo percepisce lo scorrere di un anno quando in realtà al di fuori e quindi sul nostro pianeta passa solo un giorno. Come per il film antecedentemente analizzato i concetti potrebbero essere anche giusti ma le condizioni che fanno da contorno alla dilatazione temporale non sono ottimali. C’è da dire che nel famoso luogo di allenamento la gravità e maggiore rispetto a quella sulla Terra, quindi in teoria dovrebbe verificarsi l’effetto opposto quindi un’ora nella stanza dovrebbe corrispondere ad un anno sulla Terra.

La scienza nella cultura pop

Anche se le situazioni, i calcoli e le modalità non sono appropriate o totalmente corrette c’è un ragionamento logico ormai radicato nella cultura popolare, questo ci fa intuire che le grandi scoperte scientifiche non restano isolate nel mondo degli scienziati. La società scientifica continua a dare un contributo enorme nella nostra vita quotidiana attraverso la tecnologie, ma a quanto pare si può osservare un film o un banale, passatemi il termine, cartone animato con occhi diversi e cercare di capire le idee che vi stanno dietro oppure le semplici intuizioni che però riscontrano un’immagine riflessa nella cultura socialmente considerata più nobile e altolocata rispetto a queste cose da passa tempo.

 

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