Si può addomesticare un amico? La spiegazione di Hachiko e Saint-Exupéry

L’amicizia è così magica da rendere unico un individuo uguale ad altri mille.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avete presente quando credete di non avere un posto nel mondo? Avete mai pensato che, forse, è a fianco di qualcuno?

Legami

Costruire un legame con qualcuno è una cosa che viene naturale a tutti. Può nascere dal nulla, all’improvviso, o in silenzio, senza pretende alcuna di queste condizioni. L’unica esigenza che ha è quella di essere curata ogni giorno. L’amicizia quindi, è una connessione particolare che nasce tra due o più individui, ma a chi si estende questo privilegio? La risposta si trova in molti ambiti, dalla letteratura al cinema. A tal proposito, Saint-Exupéry racconta la storia del piccolo principe che impara il significato di “addomesticare”. Hachiko è un altro esempio di cui molti conoscono la storia: Hachi, il cane di razza Akita passato alla storia per aver atteso il padrone per dieci anni alla stazione dei treni. Incarna un’idea di fedeltà che ha fatto eco a molte storie e ideali, ed è riproposta nel film Hachiko- Il tuo migliore amico.

 

È solo una pallina

La storia ripropone la vita del famoso Akita. Parker Wilson è un insegnante di musica che per lavoro deve fare il pendolare. Una sera, rientrando a casa si imbatte in un cucciolo di Akita, che decide di adottare. Il nome sulla medaglietta del cucciolo riporta l’ideogramma hachi, che diventa il nome dell’Akita. Tra i due nasce subito un legame molto forte, a tal punto che Hachi aspetta ogni giorno l’arrivo del suo amico all’uscita della stazione per tornare a casa insieme. Tuttavia avviene un episodio curioso: Parker e Hachi giocano spesso, ma quando il primo lancia la pallina, l’altro non gliela riporta. L’uomo, perplesso, chiede aiuto a un suo amico giapponese, che gli spiega che la razza Akita è particolare, in quanto non costruisce il legame sulla base padrone-animale. Dunque, il giorno in cui l’uomo riceverà il giocattolo sarà per un motivo molto importante. Ciò si realizza infatti il giorno in cui Parker muore. La mattina stessa Hachi cerca di impedirgli di prendere il treno, portandogli la famosa pallina. E quindi? È solo una pallina. No. In questo caso, la pallina è una dichiarazione di amicizia incondizionata da parte di uno nei confronti dell’altro. Infatti, Hachi continua ad aspettare il ritorno del suo amico per quasi dieci anni, fino al momento della sua morte.

Tempo e pazienza

Il vero Hachi è vissuto tra il 1923 e il 1935. Pochi anni dopo, nel 1943, Antoine de Saint-Exupéry pubblica Il piccolo principe. La storia è rimasta celebre negli anni fino ad oggi poiché colpisce nel segno con poche semplici parole: l’autore racconta la vicenda di un principe che vive con una rosa, di cui si prende cura quotidianamente, e tre vulcani. Le cose cambiano quando, un giorno, decide di lasciare il suo asteroide e dare inizio a una favola sulla ricerca del significato dell’amicizia.Anche in questo caso, è un episodio a riassumere la storia: si tratta dell’incontro del principe con la volpe. Questa diventa simbolo dell’amicizia, in quanto istruisce il piccolo principe spiegandogli che un’amico va addomesticato. Per farlo, è necessario coltivare la fiducia nel corso del tempo che va scandita dai riti. In questo modo si crea un bagaglio di esperienze condivise nello spazio e nel tempo, quindi anche determinati luoghi diventano un mezzo per ricordare un amico. A questo punto il piccolo principe realizza che è il tempo che si dedica a qualcuno a renderlo speciale, come la sua rosa.

In un primo momento ti siederai ad una certa distanza da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai niente. Il linguaggio è fonte di malintesi. Ma ogni giorno potrai sederti un po’ più vicino.

Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe.

Uno su un milione

Quindi, l’amicizia è un legame speciale. Una connessione tra menti e anime, non solo tra individui. Non bisogna essere frettolosi, un vero legame non si manifesta nei momenti della sua nascita. Ma prende forma col tempo,  in base alle azioni. Sono i gesti che si compiono a rendere forte l’amicizia, ed è il tempo che vi si dedica a rendere uniche le persone con cui la si condivide. In un certo senso funziona come una sineddoche: il tutto viene identificato con una parte di esso. Questo perché l’amico appartiene a un insieme di altri mille individui, ma è unico per chi lo ama.

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