Determinazione e caparbietà di una donna umanamente straordinaria.

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- In un mondo prettamente maschile e notoriamente maschilista, un’insegnante di Brooklyn si fa strada tra i banchi delle immense aule del Congresso degli Stati Uniti d’America.
Al seggio
Shirley Chisholm è la prima donna afroamericana a essere eletta in quello che è l’organo legislativo del Governo Federale Statunitense. Composto da due camere, una bassa (Camera dei rappresentanti) e una alta (Senato degli Stati Uniti), il Congresso conta oggi 535 membri votanti di cui 100 senatori, 435 rappresentanti e 6 membri senza diritto di voto. Tra questi, nessuna donna afroamericana era mai stata annoverata prima di Shirley Anita St. Hill Chisholm.

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Vita e ideali
Figlia di padre cubano e madre bajan, Shirley Chisholm si trasferisce negli States, dopo aver vissuto per alcuni anni a Barbados con la nonna materna. Di ritorno a Brooklyn si laurea in sociologia e diventa ben presto una figura di spicco nel mondo dell’istruzione, tanto da diventare consulente educativa presso il Bureau of Child Welfare della stessa città. L’impegno accademico della Chisholm, però, cresce parallelamente a quello politico e sociale. Fonda, infatti, insieme al suo primo marito, Conrad O. Chisholm, diverse organizzazioni locali con obiettivo l’integrazione di neri e ispanici nel mondo della politica. Schietta e determinata, nel 1968 vince un seggio al Congresso a discapito dell’ex presidente nazionale del Congress of Racial Equality, James Farmer. Durante il suo primo mandato prende posizione a favore delle donne e delle minoranze, si dice contraria alla guerra del Vietnam e sfida i criteri di anzianità alla base del funzionamento del sistema legislativo Statunitense. Conquista, così, le donne afroamericane e gli studenti universitari per poi sorprenderli quando nel visitare il governatore segregazionista dell’Alabama, George Wallace, a seguito di un tentativo di omicidio, ricorda al mondo intero l’importanza di essere Umani, prima che politici. Il consenso guadagnato la sprona, poi, a intraprendere la feroce corsa alla Casa Bianca per le elezioni del 1972.
Per un mondo diverso
È proprio questo quello che la pellicola “Shirley – In corsa per la Casa Bianca” racconta: la battaglia politica e sociale di una donna straordinaria. Non serve arrivare ai titoli di coda per sapere come andarono quelle elezioni. I libri di storia ci dicono che Shirley Chisholm non fu mai Presidente degli Stati Uniti d’America. Noi, però, siamo qui, più di cinquant’anni dopo, a parlare delle sue gesta, a raccontare quanto il suo operato sia stato fondamentale per gli ultimi, per gli emarginati e per tutti coloro che nel suo sguardo, nelle sue parole hanno visto la possibilità di costruire un mondo diverso. Siamo qui a raccontare la storia di una donna che ha fatto la differenza ed è questo ciò che conta.