Sex Education: i disturbi della sfera sessuale nella serie televisiva Netflix

I disturbi sessuali sono molto comuni, ne vengono esposti alcuni nella serie televisiva Sex Education. Andiamo a vedere nello specifico di cosa trattano.

I protagonisti della serie Sex Education

La serie televisiva

La serie televisiva Sex Education, creata da Laurie Nunn, è stata pubblicata su Netflix l’11 gennaio 2019. La serie racconta le avventure di Otis, figlio di una rinomata scrittrice e terapista sessuologa, che si trova ad affrontare gli ultimi anni di scuola. Ragazzo molto introverso e sensibile, ha sviluppato una dote nell’ascolto e nell’aiuto del prossimo tanto da “aprire” con Maeve una specie di clinica, in modo tale da aiutare i compagni con eventuali problemi di tipo sessuale. Il sedicenne così inizia ad aiutare i ragazzi dell’istituto Moordale con l’aiuto contabile e organizzativo di Maeve e con il suo migliore amico Eric. Il primo “paziente” è stato Adam, ragazzo con problemi eiaculatori, che grazie ai consigli di Otis riesce ad avere un rapporto completo con la propria ragazza. Ha inizio così, con l’aiuto del passaparola, l’attività di Otis come “terapista sessuale”.

Adam alla fine di un rapporto incompleto

I disturbi della sfera sessuale

E’ difficile fornire una definizione sintetica ed esaustiva di sessualità poiché nell’uomo, a differenza degli animali nei quali essa è sottesa da meccanismi nervosi riflessi o standardizzati, si trova implicata tutta la sfera affettiva dell’individuo, ciò permette di cogliere la complessità delle funzioni che ne sono alla base, funzione sessuale e di piacere o erotica. Tali funzioni sono attivate dall’interazione i tre sistemi: sistema genetico che al momento della nascita determina il sesso, il sistema endocrino che dopo la sesta settimana determina la differenziazione dell’embrione e il sistema nervoso che attraverso la componente del sistema simpatico e parasimpatico permette la realizzazione dell’orgasmo. Nel DSM-V vengono identificate tre distinte classi di disturbi della sfera sessuale: le disfunzioni sessuali, la disforia di genere e i disturbi parafilici. Le disfunzioni sessuali rappresentano un gruppo eterogeneo di disturbi tipicamente caratterizzati da un’alterazione clinicamente significativa delle capacità delle persona di rispondere sessualmente o di provare piacere sessuale. La durata deve essere di almeno sei mesi (eccetto per le disfunzioni sessuali causati dall’assunzione di farmaci) e deve determinare un disagio significativo nell’individuoPossiamo distinguere tra varie fasi del ciclo di risposta sessuale: disfunzioni permanenti presenti fin dall’inizio dell’attività sessuale e acquisite se si sviluppano solo dopo un periodo di funzionamento normale, inoltre si differenziano in generalizzate situazionali. Le  disfunzioni sessuali comprendono: eiaculazione ritardata, disturbo dell’erezione, disturbo dell’orgasmo femminile, disturbo dell’interesse sessuale/dell’eccitazione femminile, disturbo da dolore genito-pelvico/della penetrazione, disturbo del desiderio sessuale ipoattivo maschile, eiaculazione precoce, disfunzioni sessuale indotta da sostanze/farmaci, disfunzione sessuale altrimenti specificata e disfunzione sessuale non specificata. L’eziopatogenesi fa riferimento all’interazione di fattori organici e psicologici. Il trattamento si basa su diversi trattamenti, una volta diagnosticata la causa del disturbo, trattamenti psicoterapici, farmacologici e chirurgici.

La disforia di genere e le parafilie

La disforia di genere fa riferimento al concetto di identità di genere, un costrutto psicosociale e culturale, che consiste nell’appartenenza consapevole  a un sesso piuttosto che a un’altro , pertanto connota gli aspetti psicologici e comportamentali correlati alla mascolinità o alla femminilità. Nel DSM-V l’attenzione si focalizza sull’incongruenza di genere piuttosto che sull’identificazione col sesso opposto. Per diagnosticare la disforia di genere è necessario che tale discrepanza persista per almeno sei mesi e che rechi disagio clinicamente significativo al soggetto. Il compito del terapeuta in questo caso è di sostegno e supporto nel percorso di transizione, che prevede trattamenti ormonali e operazioni per la riassegnazione del sesso. Bisogna sottolineare come la disforia non rientri nel DSM in quanto disturbo mentale, ma al solo fine di riuscire ad aiutare le persone che provano un profondo disagio per la propria condizione, il disagio infatti tenderà a risolversi una volta attenuto il corpo a cui sentono di appartenere i soggetti. La parafilia indica la presenza per un periodo di almeno sei mesi di un interesse sessualmente intenso e persistente per oggetti, situazioni o persone non consenzienti, che sono al di fuori della gamma dei normali interessi sessuali. Esse non rappresentano ipso facto un disturbo, lo diventano nel momento in cui causano disagio significativo o rechino danno al soggetto e/o ad altri. Il DSM-V raggruppa i disturbi parafilici in 10 categorie: disturbo voyeuristico, disturbo esibizionistico, disturbo frotteuristico, disturbo da masochismo sessuale, disturbo da sadismo sessuale, disturbo pedofiliaco, disturbo feticistico, disturbo di travestimento, disturbo parafilico altrimenti specificato e disturbo parafilico non altrimenti specificato.

Julia Trifiletti

 

 

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