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Sette curiosità su Blaise Pascal che muori dalla voglia di conoscere

Blaise Pascal fu un celebre fisico, matematico e filosofo francese che si colloca, inoltre, tra le personalità più interessanti del Seicento. Ecco 7 cose che forse non sapevi su di lui.

Blaise Pascal fu di certo un illustre scienziato, ma anche un fine pensatore.
I suoi “Pensieri” costituiscono una preziosa raccolta con le riflessioni di un genio senza eguali, che seppe porsi molte domande e darsi molte risposte con lo studio e l’analisi delle discipline più disparate.
Fu un bambino prodigio e le teorie da lui formulate contribuirono in maniera sostanziale alla costruzione di calcolatori meccanici, alle scienze naturali e applicate, alla matematica, alla geometria e alla fisica.
Di grande valore è anche il suo contributo al pensiero filosofico e al pensiero religioso e ascetico, tematiche di cui tratta nei “Pensieri” e in cui esplicita il concetto secondo cui l’uomo (da lui ampliamente osservato e studiato) vive in uno stato di continua precarietà, ove giace con tutti suoi dubbi e le sue continue contraddizioni, consapevole che solo la verità divina possa salvarlo da se stesso.

1) Fu istruito da suo padre

Pare che dopo la morte di sua madre, quando Pascal aveva appena tre anni, suo padre decise di occuparsi personalmente dell’istruzione dei suoi tre figli Blaise, Jacqueline e Gilberte.

2) Costruì una calcolatrice

A 17 anni Pascal compose la sua prima opera scientifica “Sulle sezioni coniche” che prendeva spunto dal lavoro di Desargues, e poco tempo dopo si dedicò alla costruzione della sua prima macchina calcolatrice che definì poi la “Pascalina”.

3) Abbandonò la matematica dopo un incidente

Pare che quando avesse da poco compiuto 31 anni fu coinvolto in un incidente in carrozza sul ponte di Neully. I cavalli finirono oltre il parapetto del ponte, mentre la carrozza (con all’interno Pascal) si salvò senza alcuna spiegazione apparente. Da quel momento Pascal decise di abbandonare definitivamente la matematica e la fisica e di dedicarsi alla teologia.

4)QI superiore alla media

Seppure sia una notizia abbastanza ovvia, Pascal aveva un quoziente intellettivo nettamente superiore alla media. Un po’ meno ovvio è sapere che il valore sia di ben 185 punti, come stimato da scienziati e studiosi moderni.

5) Si avvicinò al Giansenismo

Dopo l’abbandono delle discipline matematiche, Pascal si avvicinò (grazie a sua sorella) ad un gruppo di laici che si riunivano all’abbazia di Port-Royal per dedicarsi alla meditazione e allo studio. Fu in merito a quest’evento che si avvicinò ai Giansenisti, rappresentanti di un movimento che rielaborava le teorie cattoliche, fondato dal vescovo Giansenio.

6) Prima di morire visse come un asceta

Pascal morì all’età di 39 anni, dopo una malattia che lo affliggeva da quando era bambino. Gli scienziati affermano dalle autopsie che potesse avere la tubercolosi e un tumore allo stomaco. Per questo e per motivi strettamente spirituali Pascal trascorse i suoi ultimi anni di vita come un asceta, nutrendosi appena e secondo una dieta vegetariana, trascorrendo il suo tempo a meditare e a scrivere.

7) Non seppe mai della pubblicazione di “Pensieri”

Iniziò a scrivere la raccolta di riflessioni grazie all’amico Voltaire, ma negli ultimi giorni della sua vita fu costretto a dettare i suoi pensieri, poiché non era neanche più in grado di scrivere. Generalmente strutturava le sue opere con molta attenzione, ma per quest’ultima temeva di non fare in tempo e infatti non seppe mai se venne pubblicata perché morì prima di terminarla e fu pubblicata postuma, grazie all’intervento dell’amata sorella.

 

Ci fu un uomo che a 12 anni, con aste e cerchi, creò la matematica; che a 16 compose il più dotto trattato sulle coniche dall’antichità in poi; che a 19 condensò in una macchina una scienza che è dell’intelletto; che a 23 dimostrò i fenomeni del peso dell’aria ed eliminò uno dei grandi errori della fisica antica; che nell’età in cui gli altri cominciano appena a vivere, avendo già percorso tutto l’itinerario delle scienze umane, si accorge della loro vanità e volge la mente alla religione; […] che, infine, […] risolse quasi distrattamente uno dei maggiori problemi della geometria e scrisse dei pensieri che hanno sia del divino che dell’umano. Il nome di questo genio è Blaise Pascal.

Francois-René de Chateaubriand

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