Sei mancino? Nuove ricerche rivelano che potrebbe essere tutto scritto nei geni

Con un articolo pubblicato su Brain, un team di ricercatori dell’Università di Oxford ha dimostrato che il mancinismo è collegato a diverse regioni geniche del nostro DNA, capaci di alterare anche la struttura anatomica del sistema nervoso.

mancino
Una persona mancina utilizza la mano sinistra per la scrittura e assolve con la stessa alle mansioni che solitamente vengono eseguite con la destra dall’89% della popolazione circa.

E’ da tempo che era consolidata l’idea che il mancinismo avesse dei collegamenti intrinseci con la genetica ma questa rivoluzionaria ricerca ha permesso di identificare inequivocabilmente le strutture biologiche associate.

Focus sulla ricerca: i geni dei mancini

Nell’articolo precedentemente citato, Handedness, language areas and neuropsychiatric diseases: insights from brain imaging and genetics, sono state descritte 4 regioni all’interno del nostro genoma che possono potenzialmente influenzare lo sviluppo psico-cognitivo del mancinismo, sulla base dell’analisi statistica dei dati di circa 400.000 pazienti acquisiti da un database britannico.
Le proteine codificate dai geni identificati fanno parte del citoscheletro cellulare, ossia della struttura molecolare responsabile della formazione e del mantenimento della polarizzazione cellulare. Ciò permette dunque di identificare una struttura cellulare apicale, caratterizzata da specifici elementi (es. ciglia, microciglia, ecc…) ed una porzione basolaterale coinvolta nell’adesione intercellulare e nella mediazione dei flussi citologici da e verso il lume della struttura considerata.
Più specificatamente queste variazioni nel citoscheletro sono associate alla materia bianca sita nelle regioni del sistema nervoso adibite al corretto sviluppo cognitivo del linguaggio. I ricercatori hanno dimostrato che i due emisferi cerebrali, a livello di tali strutture topografiche, agiscono più coordinatamente rispetto ad un individuo non mancino. In altre parole, le persone mancine potrebbero avere un vantaggio intrinseco nelle proprietà di linguaggio e, in generale, della comunicazione verbale.

Una ricerca annosa e anche italiana

Ricerche precedenti, risalenti al 2013, e condotte dalla italiana Silvia Paracchini presso l’Università di St. Andrews, Scozia, hanno messo in luce la presenza di milioni di polimorfismi a singolo nucleotide associati ad un relativamente ristretto cluster di geni responsabili del mancinismo. Alcuni di questi regolano il posizionamento degli organi durante lo sviluppo embrionale. Alterazioni a carico di tali sequenze causano condizioni patologiche come il situs inversus ed uno dei geni coinvolti sembra essere PCSK6. Allo stesso modo il team della ricercatrice italiana ha dimostrato che nell’encefalo dei mancini i fasci nervosi decorrenti nel corpo calloso (e interconnettenti i due emisferi) sono più sviluppati rispetto alle persone che scrivono con la destra.

situs inversus
Nella condizione patologica del situs inversus, gli organi sono ribaltati specularmente rispetto al piano di simmetria bilaterale sagittale.

Struttura generale del citoscheletro

Il citoscheletro rappresenta un insieme di strutture che fungono da impalcatura per il corretto sviluppo e differenziamento degli elementi intracellulari preposti all’assolvimento di compiti differenti ma spesso interdipendenti.
Ha sia una funzione strutturale, definendo ad esempio la forma di una cellula, nonchè dinamica siccome un intenso traffico vescicolare, generato dalla via biosintetico-secretoria, sfrutta i filamenti citoscheletrici per spostarsi da una parte all’altra del citoplasma o addirittura all’esterno.

  • microfilamenti sono costituiti da actina e, rappresentando circa il 15% delle proteine totali cellulari, sono soprattutto concentrate a livello della corteccia cellulare, immediatamente al di sotto della membrana plasmatica;
  • filamenti intermedi raccolgono sotto il loro nome una variegata classe di fibre. Un tipo di filamento è rappresentato dalle lamine nucleari, site sulla superficie interna della struttura del nucleo con una funzione prettamente strutturale che esplicano costituendo un saldo reticolo tridimensionale;
  • microtubuli, costituiti da tubulina, a forma di cilindro cavo e prodotti da un centro organizzatore dei microtubuli definito MTOC, nel contesto centrosomiale. Rappresentano una delle vie preferite dalle vescicole durante il trasporto intracellulare.

Roberto Parisi

 

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