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“Seaspiracy” e l’acquacoltura: ecco cosa c’è da sapere in più riguardo la diffusione delle malattie

“Seaspiracy” e l’acquacoltura: ecco cosa c’è da sapere in più riguardo la diffusione delle malattie

Grazie a questo documentario, andremo alla scoperta della normativa europea relativa al controllo delle malattie infettive.

“Seaspiracy” è un documentario datato 2021 in cui vengono documentate le diverse problematiche relative alla pesca e all’ambiente acquatico in generale. Tuttavia, per la maggior parte delle tematiche trattate all’interno del documentario, non vengono mai fornite informazioni complete, trattando quindi tutti gli argomenti in maniera estremamente superficiale. In questo articolo faremo particolare riferimento alla parte del documentario relativa all’acquacoltura e alla diffusione delle malattie infettive all’interno degli allevamento, fornendo però informazioni nettamente più complete.

REGOLAMENTO 429/2016

Questo regolamento ha numerosi scopi tra cui: classificare le malattie in base alla loro priorità, controllare la diffusione delle malattie infettive e molto altro. Le malattie vengono infatti classificate in cinque classi, dalla lettera “A” alla “E”. Le malattie appartenenti alla categoria A sono malattie che in condizioni normali non si manifestano all’interno del territorio europeo e, non appena vengono individuate, richiedono l’adozione di misure allo scopo di
eradicarla. Sono collocate alla categoria B quelle malattie che devono essere oggetto di controllo in tutto il territorio europeo allo scopo di eradicarle. Alla categoria C sono invece presenti delle malattie di rilievo per alcuni stati membri e per le quali è necessario adottare misure per evitarne la diffusione in varie parti dell’Unione, in particolare nei territori indenni o con programmi di eradicazione. Infine, alla categoria D vi sono malattie per cui sono necessarie misure per evitarne la diffusione o l’ingresso in Unione, mentre alla categoria E sono incluse malattie per cui è necessario un programma di sorveglianza. Per ogni categoria e per ogni malattia vengono inoltre riportate le specie sensibili alla malattia e le specie che sono invece considerate vettrici. E’ quindi chiaro, che con solo questa parte di regolamento, è già possibile evitare l’ingresso in allevamento di numerose malattie.

RESPONSABILITA’ DEGLI OPERATORI E DEI VETERINARI

Gli operatori presenti in allevamento sono responsabili della sanità degli animali e dell’uso responsabile dei farmaci veterinari, oltre che della riduzione al minimo del rischio di diffusione delle malattie e delle buone prassi di allevamento. Gli operatori sono inoltre tenuti ad applicare le misure di biosicurezza e ridurre al minimo il rischio di diffusione delle malattie. Le misure di biosicurezza comprendono misure di protezione fisica come tetti, reti, barriere per evitare l’ingresso degli animali selvatici in allevamento, ma anche misure di gestione come ad esempio lo smaltimento delle carcasse e la tenuta registrazione delle movimentazioni. I veterinari s’impegnano invece a prevenire l’introduzione e diffusione delle malattie,  garantendo la precoce individuazione delle malattie attraverso una diagnosi corretta. Inoltre i veterinari hanno un ruolo attivo nel sensibilizzare relativamente all’uso responsabile dei farmaci veterinari per evitare i fenomeno di farmaco resistenza e, inoltre, provvedono a sensibilizzare sull’interazione tra sanità animale, benessere animale e salute umana. Infine, cooperano con l’autorità competente e gli operatori, per applicare correttamente tutte le misure di prevenzione e controllo delle malattie. All’interno del regolamento 429/2016 vengono quindi anche chiarite e ben definite le responsabilità delle varie parti, senza lasciare alcun dubbio relativamente agli obblighi di operatori e veterinari.

MISURE DA ADOTTARE IN CASO DI MALATTIA

In caso in allevamento dovesse manifestarsi una malattia di categoria A, vi è innanzitutto l’obbligo di notificare immediatamente la malattia, anche se solo sospettata e non ancora confermata, all’autorità competente. A questo punto vengono adottate delle misure al fine di controllare la malattia: l’allevamento viene posto in isolamento, ogni movimentazione viene bloccata e in tutto l’allevamento devono essere applicate misure di biosicurezza. A questo punto, il veterinario ufficiale esegue l’indagine epidemiologica per confermare o escludere la malattia mentre gli operatori provvedono a fare l’inventario degli animali, materiali contaminati e mortalità. In caso di conferma di malattia di categoria A bisogna procedere all’abbattimento degli animali, attuando i protocolli necessari per evitare la diffusione dalla malattia agli animali. Una volta fatte anche le procedure di disinfezione e pulizia, verrà applicato un periodo di vuoto sanitario. Ovviamente, per ogni specie di pesce e le malattie a cui sono sensibili, sono presenti numerosissimi strumenti che mirano alla prevenzione della malattia stessa al fine di evitare tutto il procedimento appena spiegato.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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