Il Superuovo

“Se questo è un uomo” racchiude l’atroce meccanismo dell’economia del campo

“Se questo è un uomo” racchiude l’atroce meccanismo dell’economia del campo

Una delle più importanti opere letterarie mai scritte parla di un aspetto alquanto importante: l’economia

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Come sappiamo, in ogni sistema economico che si rispetti, prendere delle decisioni è il primo passo per far andare avanti un’attività. Sia che si parli di situazioni drammatiche sia che si tratti di situazioni giornalieri, la capacità di trasformare ogni contesto in business è semplice.

L’UOMO METTE IN ATTO L’ECONOMIA FIN DALL’ANTICHITÀ

Secondo la definizione Treccani l’economia è “l’insieme di attività di scambio di beni, di servizi e di denaro e il mercato è il luogo in cui si realizzano tali scambi”. Perchè si realizzano degli scambi? Perchè scambiare elementi produttivi è sicuramente un elemento vantaggioso; a volte lo scambio ha permesso ad alcuni paesi di uscire dalle crisi. Se c’è uno scambio bisogna vedere anche se si prospetta una situazione vantaggiosa oppure no, e soprattutto bisogna vedere se questo vantaggio giova nei confronti di tutti i consumatori, delle imprese, dello Stato e così via. Nel corso degli anni sono state aggiunte delle barriere per favorire le esportazioni e sfavorire le importazioni, che hanno portato benefici ad alcuni Paesi, e problemi ad altri. Ad alimentare la vita delle imprese e dell’attività economica è la concorrenza, che da una parte può causare gravi danni ad alcuni soggetti, ma dall’altra tiene in vita il gioco dell’innovazione, in quanto gli imprenditori sono costretti a ideare nuove idee per rimanere nel giro del mercato. Il sistema economico va avanti all’infinito e si complica innumerevoli volte, ma ad ogni modo ogni sistema ha i suoi modelli. Come sappiamo ci sono scienze che studiano le strategie dei mercati e delle imprese, la fidelizzazione, e così via. ma prima di apprendere una valanga di nozioni dovremmo capire da dove è nato questo processo.

In principio l’economia era baratto. Il baratto è uno scambio bilaterale o multilaterale di “bene contro beni”, ciò significa che non c’era circolazione di moneta poiché questa pratica si metteva in atto quando ancora non esisteva una moneta coniata. Si definisce come la prima forma di scambio commerciale poiché fu il primo metodo attuato per effettuare delle contrattazioni tra villaggi. Oggi ci sono tane associazioni che si occupano della circolazione della moneta, di determinati prodotti, del commercio internazionale in generale, ma in origine l’economia era a molto semplice: le persone si scambiavano beni bilateralmente, senza necessità di un contratto. In antichità questo meccanismo si utilizzava anche per ripagare dei debiti, o per fare delle offerte, ma nonostante fosse il più semplice possibile, anch’esso portò dei problemi. La preoccupazione principale era il fatto che tra due soggetti che si scambiavano un bene entrambi le parti dovessero avere il prodotto desiderato dall’altro, ma non sempre questo era possibile e, con l’arrivo di Adam Smith e l’introduzione della moneta, questo processo fu abolito.

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LA GESTIONE DELL’ATTIVITÀ ECONOMICA

La capacità imprenditoriale è la capacità di saper organizzare e gestire le risorse in modo efficiente, ma non basta solo avere l’idea. L’idea bisogna saperla sviluppare ed è essenziale capire anche di quante e di quali risorse necessitiamo, se è necessario un aumento del personale, qual è mercato di sbocco potrebbe accogliere l’idea, e così via. Ci riferiamo prettamente alla gestione di un’impresa che è l’istituto all’interno del quale viene messa in atto un’attività economica. Nella capacità imprenditoriale va anche considerata la bontà e la fattibilità dell’idea e bisogna anche  saper gestire le risorse, come già detto prima, in modo efficiente. Nonostante la valutazione iniziale che un imprenditore può effettuare gli aspetti e le situazioni possono essere svariate e le cose possono andare anche male. Fondamentale è non demordere! Il capitale è il motore di un’impresa e, come tale, deve essere alquanto massiccio; il capitale può essere introdotto nell’impresa attraverso importazioni personali, da parte dei soci o trovando aiuto da parte di soggetti terzi. Ricevere una risorsa importante come il capitale da parte di terzi non è soltanto raro, ma potrebbe essere anche rischioso: il soggetto terzo vuole sempre sapere se ci sarà un guadagno o un interesse, ma non è detto che i diretti interessati siano in grado di produrlo. Spesso i finanziamenti vengono fatti sula fiducia, specialmente se si tratta di una impresa appena costituita la quale, non avendo delle garanzie reali, non riesce a dimostrare la caparbietà e la sicurezza nel restituire i soldi con il relativo supplemento.

Come anticipato in precedenza la concorrenza è un’antagonista importante dell’economia di mercato che impedisce la fossilizzazione degli imprenditori e gli obbliga a produrre ed a ideare sempre nuove idee. L’innovazione è ciò che permette di mantenere vivo il mercato, alta la domanda, ma soprattutto permette alle aziende di essere al passo coi tempi. Poi ci sono vari tipi di imprese con dimensioni diverse, ma ciò che conta è che nel gestire qualsiasi tipo di attività ci sia organizzazione.

L’ECONOMIA DELLA MORTE E IL BARATTO PER LA SOPRAVVIVENZA

Durante la storia dell’uomo ci sono stati momenti terribili, di forte paura e di odio, anni di terrore che hanno lasciato impresso nelle nostre memorie forti pensieri, tali da non far ripetere più atroci azioni; uno di questi è l’olocausto. Nonostante il raccapricciante destino spettante ai componenti del campo, per eseguire i “famosi smistamenti” i capi supremi dei Lager utilizzavano una gestione simile a quella di un’impresa per mandare avanti l’attività del campo. Come scrisse Hannah Arendt nel suo libro “La banalità del male”:

Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso

I kapos svolgevano i lavori come se fossero gli addetti di un’azienda, peccato che la materia fosse umana… Le SS avevano a disposizione un vero e proprio disegno con il quale attuavano la gestione della prole e decidevano sul destino delle persone. La Seconda Guerra Mondiale si è svolta il secolo scorso e nonostante fossimo già nell’era della globalizzazione con la presenza di una moneta comune e altre istituzioni, il baratto è stato presente nei campi di concentramento. Ce lo racconta Primo Levi, sublime esempio di virtù, testimone della vita del Block. Nel l’angolo nord est del Lager, lontano dalle SS avvenivano scambi di vitale importanza. Gente che risparmiava con sforzo doloroso mezza porzione di pranzo per poi scambiarla con qualcosa di ignaro, un’opportunità, qualcosa che avrebbe permesso di rendere quella misera vita del campo meno orrida. Alcuni riuscivano ad ottenere un litro di zuppa con mezza razione di pranzo, altri chiedevano colla, forbici, aghi che sarebbero potuti servire per una cura personale. I più coraggiosi vendevano l’unica camicia che possedevano, perchè si sa, le persone del campo avevano diritto ad una camicia sola, che doveva essere indossata adeguatamente sotto l’unica giacca che possedevano; se si fosse perso quell’unico indumento sarebbero stati guai. La camicia poteva essere barattata in cambio di potenziali prodotti: più razioni di pane, oggetti di metallo o altri utensili. Il mercato del campo veniva chiamato Borsa, e qui si vendevano anche sostante per allentare i dolori o per far passare più velocemente le giornate, come il Mahorca, una sorta di tabacco. Come anche negli scambi commerciali, la Borsa aveva periodi buoni e periodi sfavorevoli dove l’offerta era veramente bassa e quindi non conveniva eseguire il baratto. Gli häftlinge erano tutti i prigionieri del campo ma quelli visti di malocchio erano gli ebrei; infatti per loro non solo la vita nel campo era più dura rispetto agli altri prigionieri, ma anche nel contrattare riscontravano maggior astio.

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