Il Superuovo

Come ci vediamo allo specchio? I rischi dalla chirurgia “virtuale” a quella reale

Come ci vediamo allo specchio? I rischi dalla chirurgia “virtuale” a quella reale

In adolescenza la percezione del corpo è fondamentale, ma a volte può essere distorta. Vediamo perché.

I filtri e gli strumenti per la modifica delle foto rischiano di essere una delle cause della percezione distorta del proprio corpo per gli adolescenti ed essere fonte di grande sofferenza.

Come una maschera

I social sono diventati ormai parte integrante della nostra vita. Ci permettono di rimanere in contatto con persone a noi lontane, di informarci, di conoscere e, allo stesso tempo, di farci conoscere. Scriviamo, pubblichiamo foto, video di noi, dei luoghi che ci piacciono, di tuto quello che vogliamo far vedere agli altri. Alcuni social nel tempo hanno inglobato nuove funzioni sempre più avanzate per distinguersi dagli altri concorrenti e rendere migliorare l’esperienza degli utenti, ma sono tutte positive le nuove “aggiunte”? Non proprio.

Tra queste funzioni ci sono i filtri. Già presenti in alcuni social da molto, come in Snapchat, sono presenti da tempo anche in Instagram, quello oggi più utilizzato dai giovani. I filtri sono delle funzioni che permettono di modificare il proprio aspetto, quasi come una sorta di maschera virtuale. Alcuni sono un po’ più scherzosi, altri lo sono un po’ meno. Tra questi ultimi parecchi, infatti, possono modificare la forma del viso, degli occhi, gonfiare le lebbra, snellire e tante altre funzioni di “abbellimento”. Sulla stessa lunghezza d’onda sono le app che permettono di modificare le foto, come se “correggessimo” quello che non ci piace. Vediamo dove è il problema.

Chirurgia virtuale

Piacersi è importante per il nostro benessere psico-fisico lungo tutto l’arco della nostra vita, ma lo è soprattutto in adolescenza, dove come si appare agli altri è fondamentale. E’ un periodo in cui il corpo in tutte le sue dimensioni diventa al centro dell’attenzione e viene confrontato continuamente con quello degli altri. Questo confronto è acuito ancora di più dall’utilizzo dei social, dove sono presenti immagini con canoni estetici impossibili da raggiungere e dove ciascuno mostra la parte migliore di sé. Questo, però, può essere fuorviante per un adolescente, che paragona l’immagine del proprio sé a ciò che vede.

Ognuno di noi, infatti, ha due sé: il sé reale, che rappresenta ciò che siamo nella realtà e il sé ideale, ovvero quello che vorremmo essere. Se il nostro sé ideale è ispirato a questi modelli non raggiungibili si allontana sempre più da quello reale, causando una grande sofferenza. Ecco qui che intervengono i filtri e le modifiche alle foto. Questi strumenti permettono di modificare la propria immagine, raggiungendo così la “bellezza ideale” attraverso una sorta di chirurgia virtuale. Il problema è che ciò non fa altro che peggiorare la propria percezione corporea, divisa tra come si appare nella realtà e come in internet.

Chirurgia reale

Oggi sono sempre più i minorenni che dalla chirurgia virtuale passano alla chirurgia plastica reale. Alcuni studi hanno dimostrato che in Italia sono sempre di più i ragazzi e le ragazze tra i 13 e i 18 anni che ricorrono a dei ritocchi estetici per superare le proprie insicurezze, del tutto normali a quest’età, spesso incoraggiati dai genitori.

Recentemente è stato coniato il termine Shapchat Dysmorphia per indicare il fenomeno sempre più in crescita che vede ragazzi e ragazze recarsi dal chirurgo estetico chiedendo di apparire come nelle foto modificate con gli appositi filtri. Una pratica pericolosa per questa tendenza è postare una propria foto e rimanere in attesa di ricevere feedback positivi e riconoscimento. Anche se ciò venisse ottenuto, rimane un comportamento a rischio in quanto l’immagine che si ha di sé diventerebbe sempre più dipendente dall’opinione altrui. Questo è pericoloso in modo particolare in adolescenze, quando si è ancora alla ricerca della propria identità.

Ovviamente non è solo l’uso di filtri e di strumenti per la modifica delle foto che porta poi ad avere un’immagine distorta di sé e alla chirurgia, ma rappresenta un importante fattore di rischio da non sottovalutare.

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