Il Superuovo

Se mi lasci ti cancello e la damnatio memoriae dimostrano che dimenticare non è la soluzione

Se mi lasci ti cancello e la damnatio memoriae dimostrano che dimenticare non è la soluzione

“Se mi lasci ti cancello” presenta una damnatio memoriae ai nostri giorni, nel campo delle relazioni sentimentali. Ma cancellare una persona dalla nostra vita, è davvero così utile come sembra? 

 

 

“Se mi lasci ti cancello” è quello che ha detto l’impero romano ad Eliogabalo, quando il giovane imperatore siriano ha tentato di abbandonare i buoni e vecchi mores per portare il culto del Dio Sole a Roma, e così è stato. Assieme a molti altri imperatori, Eliogabalo ha subito la damnatio memoriae. Ma è la soluzione giusta?

 

 

La damnatio memoriae

Odi così tanto tuo fratello che farlo uccidere non è abbastanza? Tua moglie preferisce tuo figlio a te e desideri che i tuoi screzi familiari cadano nell’oblio? Non temere, la damnatio memoriae è ciò che fa per te! L’hobby preferito dai romani- si conta che circa 35 tra imperatori, militari d’alto rango e donne l’abbiano subita- è una sorta di cancel culture dei tempi antichi, ma senza hashtag carichi di odio. In alternativa, come fece per esempio Caracalla, per il suo amato fratello Geta, ci si arma di scalpello, tanto odio e pazienza, e lo si fa eliminare da qualsiasi raffigurazione ed iscrizione, pur di cancellare la sua storia dalla faccia della terra. Ma non si parla solo di romani arrabbiati, ma anche di Papi, Dogi e anche mercanti fiorentini, come per esempio Felice Brancacci, dichiarato nemico della Repubblica di Firenze e condannato da Cosimo il Vecchio.

La damnatio memoriae, però, non è stata usata solo a fini personali, ma in epoca moderna è stata adoperata per eliminare periodi storici o ideologie: esempi recenti sono stati la cancellazione dei simboli legati al fascismo in Italia e quelli del nazismo in Germania, la rimozione di alcune statue equestri di Francisco Franco in Spagna, la rimozione o lo sfregio delle statue e delle effigi raffiguranti Saddam Hussein in Iraq e Mu’ammar Gheddafi in Libia.

Cercare di aggiustare il passato cancellando i nostri errori sembra la scelta più semplice, eppure la memoria del passato è tutto ciò che ci può impedire di sbagliare nuovamente, sia nella storia, che nella nostra intimità.

Il volto dell’imperatore Geta (in basso a sinistra) cancellato dal Tondo severiano raffigurante la famiglia di Settimio Severo

 

Se mi lasci ti cancello

Dimenticare è difficile, cancellare dalla faccia della terra un po’ meno. Vivere in un mondo dove l’evento che ha scatenato i nostri problemi non è mai esistito- o meglio, dove non ne abbiamo memoria- sembra essere la scelta più facile. Lutti, litigi, amicizie finite male, relazioni che non sono andate come speravamo: se si potesse cancellare in un istante un ricordo, voi sareste tanto coraggiosi da farlo? È su questa analisi che si basa “The eternal sunshine of a spotless mind”, meglio noto al pubblico con il nome di “Se mi lasci ti cancello”. Il titolo originale è collegato all’opera di Alexander Pope intitolata “Eloisa to Abelard”:  

How happy is the blameless vestal’s lot! The world forgetting, by the world forgot. Eternal sunshine of the spotless mind! Each pray’r accepted, and each wish resign’d.

 

Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale! Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata. Infinita letizia della mente candida! Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.

 

Versi che fanno riferimento a quanto sia fortunato colui che non ha memoria, e che quindi ha una mente candida, pulita, priva di ricordi. Ma è davvero così?

Nel film viene presentata la storia d’amore tra Clementine e Joel, una storia altalenante, che oscilla sempre tra un addio ed un per sempre. Una volta separatesi, Clementine si fa cancellare la memoria, per ricominciare a vivere e Joel dopo averlo scoperto, più per rabbia che per convinzione decide di fare lo stesso, fermandosi poi a metà del processo, intuendo che forse dimenticare non è una soluzione.

Lo sceneggiatore Charlie Kaufman e il regista Michel Gondry hanno creato un film il cui scopo è quello di sfocare e sbiadire, un tributo autodistruttivo alla fragilità della memoria e dell’amore. Forse il film è tutto in queste nubi di incertezza, in questo suo continuo evaporare scena dopo scena, alla ricerca dell’ambiguità del futuro. Dopo tutto, amare significa avere il coraggio di correre dei rischi assieme. Eppure, non tutti sono pronti a farlo.

 

Il peso di un ricordo

“Se mi lasci ti cancello” differisce dagli altri film d’amore per questo: il grande salto non lo fa nessuno, perché non ci sono personaggi straordinari pronti a compierlo. Clementine e Joel affascinano e catturano sullo schermo per la loro normalità, e per la scialba caratterizzazione che gli è stata data: se non fosse per il colore di capelli che cambia di continuo, Clementine sarebbe solo l’ennesima donna confusa, insoddisfatta delle proprie scelte che scarica il proprio malcontento su chi le sta accanto. A differenza dei cult romantici, alla Notting Hill tanto per citarne uno, non accade nessun miracolo, nessun segno del destino; i due devono vedersela da sé. Il punto è che non ne sono capaci, pertanto si cancellano a vicenda, pur di evitare un confronto diretto vero e proprio. La pellicola dà vita al desiderio di una gran parte del pubblico: trovare una scorciatoia. Per fortuna, è solo un film. La vita non è fatta di scorciatoie, ma di strade tortuose. A volte si può avere il privilegio di percorrerle assieme, e quindi di poter stringere la mano a qualcuno durante la traversata, altre volte le si deve percorrere da soli, ma per fortuna ci si può sempre aggrappare ai ricordi, perché per quanto dolorosi, si può sempre scovare una scintilla di felicità nelle tenebre.

Scott Fitzgerald, uno che di amore ne ha fatto la sua condanna e la sua fortuna, in “Tenera è la notte” ci dimostra che il ricordo è tutto ciò che abbiamo, perché un istante di felicità può rischiarare una vita intera:

 

 

“Non ti chiedo di amarmi sempre così ma ti chiedo di ricordartelo. Da qualche parte dentro di me ci sarà sempre la persona che sono stasera”

 

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