Il Superuovo

Black Artists Matter: le manifestazioni violente non ci ridaranno indietro George Floyd

Black Artists Matter: le manifestazioni violente non ci ridaranno indietro George Floyd

Nei giorni scorsi i temi piú attuali sono stati quelli di razzismo e discriminazioni, non solo negli Stati Uniti ma ovunque. Ci chiediamo mai che cosa possiamo fare per sensibilizzare questi temi senza l’uso della violenza? Quello che mi é venuto in mente é riconoscere gli artisti neri che trascuriamo o che sono stati trascurati a causa del loro colore di pelle. Leggi di questi artisti e diffondi sempre amore e gentilezza. 

L’evento che ha scatenato le vicende razziste e le ripetute proteste tra manifestanzi e polizia in oltre 140 comuni degli Stati Uniti, riconoscosciute come quelle che hanno causato maggior disordini fino ad oggi ma non le uniche, é la morte di George Floyd. Il fratello in una cerimonia memoriale ci ricorda che la violenza non lo riporterá in vita. La famiglia vuole giustizia con il voto e l’educazione. 

L’arte discriminata

L’Ameria delle piantagioni di cotone ci sembra lontana, sembra di averne fatta di strada dal 1550 ad oggi. Ed invece sembra proprio che con gli attuali movimenti dei manifestanti qualcosa non sia veramente risolto. Il razzismo é un fenomeno complesso, fatto di mille sfaccettature. Le societá occidentali hanno catturato schiavi neri per secoli, hanno lasciato che si propagandasse la compravendita dei loro corpi. Nonostante l’abolizione della schiavitú non tutte le discriminazioni sono cessate verso chi é di origine africana. C’é qualcosa che persiste nei secoli trascorsi, la cultura come insieme di saperi, comportamenti, credenze e suddivisione di razze e categorie é meno elastica e piú durevole di quanto immaginiamo, considerando le ingiustizie causate e alle quali oggi molti si stanno ribellando. La “tratta degli schiavi” é un capitolo chiuso della storia mondiale, ma si puo’ dire lo stesso in termini di “categorie culturali”? 

Romuald Hozoumé 

L’artista ha origine in Porto Novo, nella capitale del Benin. Giá indicando parte dei suoi dati anagrafici possiamo introdurci nella sua vita iniziando a pensare una storia di colonalisto e repressione. Romuald ha guadagnato popolaritá attorno agli anni novanta, quando una galleria d’arte a Londra ha messo in mostra le sue maschere progettate con materiali reciclati, che esistono per testimoniare le sporche pratiche europee di scarico della spazzatura in Africa. Per il duecentesimo anniversario dell’abolizione della schiavitú nel 1807, fece un pezzo completato nel 2005 che prende il nome da un luogo nel Benin da cui furono trasportati schiavi nei Caraibi e nelle Americhe, Bouche du Roi. Fu un’opera composta nuovamente con materiali reciclati e che il British Museum ha acquistato.Un’artista da qualificare storiografo, ogni sua opere riprende questioni politiche ed economiche che hanno avuto sfortunatamente come protagonisti il Benin e in particolare l’Africa occidentale. 

Chéri Samba

Il vero prestigio di Samba é la sua missione avvenuta negli anni ottanta. Inizió a firmare le sue opere definendosi “artista popolare” o “artista del popolo”. É considerato un membro fondatore della scuola di pittura popolare insime ad un altro poco rinamato artista,Pierre Bodo.É sempre stato amato dal popolo perché i suoi dipinti catturano aspetti sociali, economici, politici e culturali della vita quotidiana nella capitale di Kinshasa. Affronta con onestá e crudeltá aspetti come corruzione e povertá e  i suoi maggiori interessi sono nell’esplorare la razza e l’identitá della sua cultura per fare appello alla coscienza degli spettatori delle sue opere. 

Kara Walker

Credo che ognuno di noi abbia visto almeno una volta le sue opere senza riconoscerle il merito almeno una volta. I suoi pezzi in primo luogo sono innocenti, potrebbero essere considerati addirittura infantili in certi aspetti ma in realtá esaminano questioni di urgente complessitá come genere, razza, uguaglianza, sfruttamento e violenza. Le raffigurazioni in bianco e nero sono dentro ogni aspetto privi di pregiudizi e non piú schiave delle opinioni altrui.

Una mostra in particolare che si é tenuto a Londra é dedicata in estremo alle narrazioni storiche riguardo il colonialismo e la schiavitú in America, delle cittá sudamericane dove Walker ha trascorso la sua adolescenza. 

Oggi c’é un parco adibito da lei con un treno che viaggia nel selvaggio West e colorato con laser popolari, nel 1915 questo luogo fu scelto come dimora spirituale del Ku Klux Klan. 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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