Il Superuovo

Se mi guardi mi bruci: quello che i Coma Cose dicono e Petrarca pensava

Se mi guardi mi bruci: quello che i Coma Cose dicono e Petrarca pensava

L’amore come pendolo tra forza e debolezza: dalla lirica petrarchesca al nuovo singolo Fiamme negli occhi.

Non è facile avere un’idea chiara su cosa sia l’amore, in quanto ogni tipo di amore provato è diverso dall’altro: c’è chi però, come Petrarca e i Coma Cose, decide di farne argomento di ragionamenti e discussione mettendone in rilievo aspetti positivi e negativi.

L’amore in Dante, Petrarca e Boccaccio

I temi caratteristici della Letteratura medievale sono molteplici: tra i più ricorrenti troviamo il rapporto tra terra e aldilà (esempio lampante ne è la Divina Commedia), tra individuo e mondo (si veda la concezione dell’uomo di Boccaccio nel Decameron), tra uomo e amore. Di quest’ultimo, in particolare, nessuna opera del tempo è pienamente esente. L’amore assume diverse forme e caratteristiche: troviamo l’Amor cortese tipico dello Stilnovismo cantato da Cavalcanti, lo stadio d’amore ad esso successivo ovvero l’Amore mistico narrato da Dante nella sua Commedia, e quell’amore perpetuamente inappagato e tormentato vissuto da Petrarca.

Gli occhi della donna: il veicolo d’amore

Il poeta scrive del suo amore per la donna amata, Laura, nel Canzoniere: una raccolta di poesie alla cui base c’è l’esperienza reale di vita del poeta. Laura, pur essendo molto più umana e vicina all’esperienza comune delle immagini femminili tipiche degli Stilnovisti e di Dante, non ha la concretezza corposa di un personaggio reale. La descrizione della sua bellezza risponde infatti ad un formulario tradizionale all’interno del quale rivestono un ruolo di grande importanza gli occhi della donna. Il suo sguardo, i begli occhi dei quali parla Petrarca nelle liriche Erano i capei d’oro a l’aura sparsi ed Era il giorno ch’al sol si scoloraro, rappresentano il veicolo dell’amore che lo lega indissolubilmente alla donna. Il poeta è così impossibilitato a fuggire dalla stretta dell’amore che, mai pienamente appagato, lo tormenta in continuazione.

Era il giorno ch’al sol si scoloraro
per la pietà del suo factore i rai,
quando i’ fui preso, et non me ne guardai,
ché i be’ vostr’occhi, donna, mi legaro.

I Coma Cose: Fiamme negli occhi

A parlare d’amore non sono solo i poeti antichi, ma anche i cantanti moderni: è quello che fanno i Coma Cose, che nel loro singolo Fiamme negli occhi parlano degli effetti suscitati dall’amore in chi lo prova. La canzone, nata “con la chitarra acustica sul divano di casa”, come affermano i due in un’intervista, assume la forma di un dialogo tra i due cantanti. I due sono legati, oltre che musicalmente, anche nella vita di tutti i giorni.
Comincia il dialogo Francesca Mesiano, in arte California, che con parole fortemente evocative esterna i sentimenti provati quando sta vicino all’amato: afferma di “perdere il baricentro” e “ondeggiare come fa una foglia”.
Successivamente i due si promettono di “bruciare piano, come il basilico al sole”: vogliono farsi protagonisti di un amore “che brucia”, ma lentamente. Sebbene l’affetto e l’amore siano rassicuranti proprio quanto lo è il sole per una piccola piantina di basilico, essi ci rendono anche molto vulnerabili, in quanto la persona amata ha per noi “le fiamme negli occhi”. Proprio per questo è importantissimo circondarci di persone che, come auspicato dai cantanti, “ci mangino la malinconia, cosi magari poi ci passa”. Chiaro esempio di come l’amore sciolga tutte le nostre difese è Petrarca. Penso quindi che sia plausibile immaginare che, osservando la donna, stesse pensando proprio:

E non sa come mi riduci
Hai le fiamme negli occhi ed infatti
Se mi guardi mi bruci

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: