Scopriamo quattro personaggi storici e le loro uccisioni politiche nel tempo

Oggi vedremo come in tempi diversi si sono susseguite delle morti politiche; ne analizzeremo quattro, ognuna con le sue particolarità. 

Adesso parleremo dell’assassinio di Giulio Cesare, della congiura che portò alla morte di Giuliano de Medici, della condanna di Maria Stuarda e del delitto Matteotti; passeremo dall’antica Roma, al Rinascimento, alla storia moderna e al fascismo.

Giulio Cesare

Giulio Cesare nasce tra il 102 e il 100 a.C. da una famiglia nobile romana. Tra 81 e il 78 a.C. presta servizio in Asia Minore, nel 70 a.C. è questore, nel 65 a.C. è edile, nel 63 a.C. è pontefice massimo e nel 62 a.C. è pretore in Spagna. A Roma nel 60 a.C. forma il primo triumvirato con Pompeo e Crasso. Nel 59 a.C. diventa console e conquista la Gallia; il Senato lo invita a deporre le armi, ma lui passa il Pomerium con l’esercito, marcia contro Pompeo nel 49 a.C. e nel 48 a.C. vince la battaglia di Farsalo. Si reca in Egitto e sconfigge i pompeiani, torna a Roma e viene nominato dittatore. Il problema di cosa volesse fare del potere lo allontanò da chi voleva mantenere una tradizione repubblicana. Il 15 marzo del 44 a.C. fu assassinato da un gruppo di 60 senatori, guidati da Bruto e Cassio; ricevette 23 colpi di pugnale davanti alla statua di Pompeo. Già l’anno prima la cerchia riunita attorno a Bruto e Cassio progettava l’assassinio di Cesare. Cesare era tranquillo perché credeva fosse chiaro a tutti che la sua morte avrebbe causato più problemi che soluzioni; dobbiamo considerare anche che lui si faceva precedere da 24 littori (ufficiali che dovevano proteggere i magistrati) e che nei luoghi pubblici era sempre circondato da gente che voleva vederlo per parlargli. Date le circostanze si decise di mettere in atto l’assassinio durante una seduta in Senato. Arriviamo al 15 marzo, una riunione in Senato era stata richiesta proprio da Cesare; Svetonio ci tramanda che girassero voci su una sua candidatura a re delle province non italiche, i congiurati dovevano agire subito. La notte tra il 14 e il 15 marzo Calpurnia ha un incubo in cui vedeva suo marito morire tra le sue braccia, Cesare sogna di stringere la mano a Giove e i sacrifici del mattino non gli sono favorevoli. Cesare esce di casa verso le 11 di mattina e si reca verso il portico di Pompeo, qui arrivano prima Cassio e Bruto con un pugnale nascosto sotto la toga, altri pugnali erano stati messi in una cassa di documenti. Quando Cesare arriva tutti si alzano per accoglierlo, lui prende posto e i congiurati lo accerchiano e lo pugnalano.

Giuliano de Medici

Giuliano de Medici nasce il 25 ottobre 1453 a Firenze, ultimo figlio di Piero de Medici (figlio di Cosimo il Vecchio) e Lucrezia Tornabuoni. Viene educato come il fratello Lorenzo dall’umanista Gentile Becchi. Aveva 16 anni quando il padre morì e si decise di affidare la guida della città a lui e al fratello Lorenzo; poi quest’ultimo (ventenne all’epoca) prese in mano la situazione. Fu utilizzato dal fratello per scopi politici, infatti Lorenzo cercò di farlo nominare cardinale da Papa Sisto IV, ma il progetto fallì a causa dei problemi tra Lorenzo e il Papa. Giuliano intorno al 1475 incontrò Simonetta Cattaneo, moglie di Marco Vespucci, e se ne innamorò; da questo amore nascono opere d’arte e di poesia. Il 26 aprile 1478 nella Cattedrale di Firenze avviene quella che è conosciuta come la Congiura de Pazzi. La congiura si svolge sotto la cupola di Brunelleschi, durante la messa; due sicari tentano di uccidere entrambi i fratelli de Medici, ma solo Giuliano muore. La congiura era stata organizzata da Jacopo e Francesco Pazzi, con l’aiuto di altri personaggi in vista dell’epoca, tra cui Girolamo Riario, l’arcivescovo di Pisa Francesco Salviati e Papa Sisto IV. Il colpo di stato non ebbe il risultato sperato perché la famiglia de Medici non viene eliminata e il popolo si ribella contro i congiurati.

Maria Stuarda

Maria Stuarda nasce nel 1542 da Giacomo V re di Scozia e Maria di Lorena. Nel 1548 viene mandata in Francia per essere educata lì ed essere sottratta dal matrimonio con Edoardo d’Inghilterra, successivamente viene promessa al delfino di Francia Francesco, figlio di Enrico II. Il matrimonio con Francesco avvenne nel 1558, ma durò poco infatti lui morì nel 1560. Nel 1561 Maria arrivò in Scozia, inizialmente vediamo un periodo di collaborazione tra lei e i lord protestanti; nel 1565 sposò Enrico Darnley, capo dei cattolici scozzesi; lui successivamente a causa delle sue ambizioni politiche fece una breve alleanza con i protestanti, che lo appoggiarono irritati dalle ambizioni di restaurazione cattolica di Maria. L’alleanza durò poco, lei si riappacificò col marito ed ebbero un figlio, Giacomo, nel 1466; l’anno dopo Darnley fu ucciso e Maria si sposò con rito protestante con Bothwell. Questo matrimonio causò la ribellione dei nobili, che la costrinsero a scappare; lei trovò rifugio in Inghilterra, presso la cugina Elisabetta I, ma non immaginava che sarebbe stata la fine. Arrivata in Inghilterra nel 1568, venne imprigionata fino all’8 febbraio 1587, giorno in cui (secondo le fonti) lei entrò nel salone con aria tranquilla, con un abito scuro e un velo bianco, perdonò il boia, fu aiutata dalle sue dame a spogliarsi mostrando una sottoveste rossa; l’esecuzione fu particolarmente brutale perché la testa si staccò solo al secondo colpo di scure.

Giacomo Matteotti

Giacomo Matteotti nacque a Fratta Polesine il 22 maggio 1885. Frequentò giurisprudenza all’università di Bologna. Si iscrisse al Partito Socialista Italiano (PSI) intorno al 1900 e nel 1904 venne indicato in un periodico socialista come il riferimento del PSI per Fratta. Fu tra i maggiori avversari della guerra libica e prese le distanze dall’ala social-riformista turatiana per unirsi ai massimalisti. Fu un antimilitarista, infatti allo scoppio della guerra si schierò contro le idee interventiste di Mussolini. Con lo sviluppo del fascismo lui comprese il pericolo che rappresentava per i socialisti, ma considerava il fascismo come la risposta violenta della borghesia che si sentiva lesa nei propri interessi. Nel 1922 Matteotti divenne segretario del Partito Socialista Unitario (PSU). Il 30 maggio 1924 la Giunta delle elezioni propose una convalida degli eletti della maggioranza, intervenne Matteotti manifestando il suo dissenso e chiedendo l’invalidazione degli eletti per l’irregolarità dello svolgimento delle elezioni (caratterizzate dalle violenze squadriste); in quest’occasione disse al deputato che lo accompagnava di prepararsi alla sua commemorazione. Dall’8 giugno 1924 i giornali iniziarono a pubblicare la lista dei deputati che avrebbero parlato per l’esercizio provvisorio, e tra loro c’era Matteotti. Il 10 giugno 1924 alle 16:30 un gruppo di fascisti aspettò Matteotti sul lungotevere, lo colpì e lo mise su una macchina, che poi venne lanciata verso ponte Milvio; il cadavere venne ritrovato il 16 agosto in via Flaminia, in una fossa all’interno di una boscaglia. Il corpo venne trasportato il 20 agosto a Fratta Polesine.

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