Il Superuovo

Scopriamo quanto sia giusto o ingiusto applicare la censura sui talebani attraverso Bradbury

Scopriamo quanto sia giusto o ingiusto applicare la censura sui talebani attraverso Bradbury

“Censura” è una parola assolutamente negativa. La prima cosa che ci viene in mente sono i diritti di libertà d’espressione calpestati. Ma se in certi casi fosse lecito applicarla?

I social network sono ormai diventati un potente mezzo di propaganda politica, gli esempi non mancano neanche in casa nostra. Basta pensare all’utilizzo che ne fanno Salvini e Meloni o al fatto che l’ex presidente del consiglio Conte trasmettesse conferenze stampa ufficiali tramite il suo account Facebook o Instagram. Questo tipo di propaganda un po’ troppo arbitraria potrebbe essere in grado di aizzare le folle.

I LIBRI PROIBITI

Partiamo da un’epoca in cui i social network non esistevano ma esistevano altri mezzi di comunicazione, considerati altrettanto pericolosi. Nel libro Fahrenheit 451 di Ray Bradbury si racconta di una società che proibiva la lettura di qualsiasi libro, perché pensare autonomamente era considerato un atto minaccioso per la comunità. Questo tipo di censura è assolutamente condannabile perché lede gravemente la libertà di tutte quelle persone che fanno parte di quella data società. Coi social network le cose sono diventate più complicate perché rappresentano un’enorme piazza pubblica in cui la gente (in teoria) può scrivere ciò che vuole senza limiti, anche notizie false.

LA CENSURA DEI TALEBANI

La situazione in Afghanistan è molto diversa rispetto a quella della società di Bradbury. Il gruppo di Zuckerberg ha istituito un team di esperti afghani dedicato alla rimozione di contenuti legati ai talebani, che per anni hanno usato i social per diffondere i loro messaggi propagandistici e irrobustire la propria narrazione. Giusto o sbagliato? Il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha criticato aspramente la decisione di Facebook per aver limitato la libertà d’espressione del gruppo islamista. La perifrasi “libertà d’espressione” non può però essere utilizzata come giustificazione per ogni frase fuori luogo o inopportuna che si posta sui social. A seguito degli eventi di Capitol Hill anche Donald Trump è stato bannato da tutte le piattaforme perché considerato, a ragione, un pericolo per i cittadini.

UNA CONTRADDIZIONE A MONTE

La storia adesso si complica perché i talebani potrebbero diventare il nuovo governo ufficiale dell’Afghanistan e potrebbero avanzare pretese sugli account istituzionali del governo dimissionario, dotati di platee considerevoli. Un account governativo influenzerebbe molto di più gli utenti rispetto ad un profilo qualsiasi. Se la comunità internazionale riconosce l’Emirato non si esclude che la censura sulle piattaforme social possa essere tolta. I talebani rivendicano la propria libertà d’espressione schiacciando i diritti di milioni di donne, attuando per primi una censura sulla loro popolazione, rendendo pubbliche parole che prima passano da una loro approvazione. Non c’è libertà e democrazia nel Paese che vogliono costruire. Perché i talebani dovrebbero godere di una libertà che loro stessi negano al proprio popolo?

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: