Scopriamo l’origine gastronomica del premio Bagutta e i suoi vincitori

Il premio letterario più antico di Italia, con alle spalle una tradizione quasi centenaria, nasce nel 1926, a tavola, durante una conversazione tra amici.

Milano, sfrattata la trattoria Bagutta: nasce un nuovo premio letterario

Il premio letterario è un riconoscimento ufficiale conferito a un autore che ha scritto un’opera meritevole, di particolare rilievo; in genere è assegnato da una giuria formata da personaggi influenti del mondo della cultura. Tra i riconoscimenti più noti e prestigiosi del nostro Paese, oltre al Bagutta, ricordiamo il Premio Strega, il Premio Bancarella, il Premio Viareggio, il Premio Campiello.

La storia

11 novembre 1926, pioveva. C’erano undici amici. Bacchelli, Monelli, Vellani Marchi, Steffenini, Franci, Scarpa, Niccodemi,
Alessandrini, il musicista Antonio Veretti, Bonelli e Vergani. Si attende di andare al Savini. Ci si annoia, forse è l’ultima sera a Bagutta. Qualcuno dice «Perché non fondiamo un premio letterario?»

«Come lo chiamerebbe?»

«Si potrebbe chiamare premio Bagutta»

Così scrive Orio Vergani, giornalista e fotografo italiano, uno dei fondatori del premio, a proposito della sua istituzione.

Il Premio Bagutta nasce nel 1926, quando un gruppo di intellettuali indipendenti, artisti e letterati, riunitisi nella trattoria di Alberto Pepori -situata in via Bagutta, Milano, luogo di ritrovo per gli scrittori milanesi, scoperta qualche mese prima dallo scrittore Riccardo Bacchelli e dal critico cinematografico Adolfo Franci– decidono di dare vita a un concorso letterario, il primo in Italia. Bacchelli venne nominato presidente a vita del Premio, Orio Vergani primo giudice; nella giuria figurarono anche grandi scrittori come Buzzati e Montale.

Dal 1927, il 14 gennaio di ogni anno, viene assegnato il premio a un’opera di uno scrittore italiano contemporaneo pubblicata l’anno precedente.

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La struttura

Il premio di noi amici dell’osteria” (Vergani, 1955), nato intorno a un tavolo, è cresciuto molto, coinvolgendo sempre maggiormente l’intero ambiente letterario (ed editoriale) italiano e divenendo uno dei premi più prestigiosi. Attualmente è diviso in due sezioni principali:

  • Premio Bagutta per la narrativa, saggistica e poesia;
  • Premio Bagutta Sezione Opera Prima, assegnato a un esordiente.

Nel corso degli anni sono stati attribuiti ulteriori riconoscimenti, tra i quali ricordiamo  il premio Bagutta Tripoli istituito dopo la guerra, il premio di pittura, il Premio Donna Bagutta Gi. Vi. Emme 1951 istituito per dare ogni anno un riconoscimento alle donne che portano un singolare contributo nel campo delle arti, delle scienze, della vita civile, il Premio Bagutta Agnesi e il Premio Bagutta del venticinquennale assegnato ogni venticinque anni.

Il premio principale ammontava inizialmente a 1100 lire (per il primo anno), oggi invece è pari a circa 12.500 euro.

Chiude la trattoria Bagutta ma il premio letterario prosegue

Lo spirito baguttiano e i vincitori

Un’atmosfera intima, conviviale e informale, autentica ha sempre caratterizzato il premio, fino ai giorni nostri; la giuria è piuttosto ristretta (comprende tra i quindici e sedici membri), le cerimonie di premiazioni avvengono con circa 150-200 persone, senza la presenza delle autorità; e, a differenza di altri premi, il Bagutta non segue le logiche e gli interessi del mercato editoriale.

Tra gli autori insigniti di questo riconoscimento ricordiamo: Vincenzo Cardarelli con Il sole a picco (1929); Carlo Emilio Gadda con la raccolta di racconti e frammenti autobiografici Il castello di Udine (1934); Italo Calvino con Racconti (1959); Tommaso Landolfi con Rien Va (1964); Damiano Malabaila (pseudonimo di Primo Levi) con la raccolta di racconti Storie naturali (1967); Vittorio Sereni con la serie di traduzioni e rifacimenti poetici Il musicante di Saint-Merry (1982); Leonardo Sciascia con i ritratti di Cronachette (1986); Andrea Zanzotto con Le poesie e prose scelte (2000); Edoardo Sanguineti con la straordinaria raccolta Il gatto lupesco (2003); Marco Missiroli con Avere tutto (2023).

La prima autrice a essere premiata è Anna Banti (pseudonimo di Lucia Lopresti) per il racconto Je vous écris d’un pays lointain nel 1972, a quarantasei anni dall’istituzione del premio; tra le altre vincitrici ricordiamo Natalia Ginzburg con il romanzo-biografia La famiglia Manzoni (1985); Serena Vitale con la raccolta di racconti La casa di ghiaccio. Venti piccole storie russe (2001); Antonella Tarpino con Spaesati. Luoghi dell’Italia in abbandono tra memoria e futuro (2013), primo saggio-reportage a vincere il Bagutta; Benedetta Craveri con La contessa. Virginia Verasis di Castiglione (2022).

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