L’idea di una società che corrompe gli animi dei più piccoli ha condotto Rousseau a pensare ad un’educazione naturale

“Il Libro della Giungla” mostra proprio come vivere lontano dalla società possa tenere lontano anche la corruzione morale che essa infonde nei più piccoli, durante la loro crescita. Rousseau era convinto che la natura fosse la soluzione per crescere bene
Rousseau
Jean-Jaques Rousseau nacque a Ginevra nel 1712 e fu uno dei fondatori della pedagogia contemporanea. Per parlare delle idee pedagogiche, bisogna anche tenere conto della sua personalità, infatti, era afflitto da una forte mania della persecuzione che lo ha condotto ad essere una gran misantropo e a rinchiudersi in una vita di solitudine, rompendo ogni tipo di amicizia. La sua opera principale si intitola “L’Emilio o Dell’educazione” che consiste in un racconto sullo sviluppo di un personaggio da lui inventato, ovvero Emilio, dalla nascita fino all’età adulta. Egli in questa monografia scrive come secondo lui dovrebbero essere educati i bambini, scrivendo quasi un vero e proprio libretto delle istruzioni. “L’Emilio” è suddiviso in cinque libri diversi: nel primo si parla dell’infanzia, nel secondo della prima adolescenza, nel terzo parla dell’età che va dai 13 ai 15 anni, nel quarto del tratto di età che va dai 16 ai 20 anni ed infine, nel quinto libro, si concentra sull’età dai 21 anni in su, quando Emilio è ormai uomo.

Educazione naturale
“Tutto è bene quando esce dalle mani del creatore delle cose, tutto degenera nelle mani dell’uomo”: in questa sua frase possiamo riassumere l’idea di educazione naturale elaborata da Rousseau. Egli era fermamente convinto che la vita in società sia corruttiva per l’animo dei bambini ed è per questo che dovrebbero vivere lontano da esse, ma immersi inquanto di più puro esiste sulla terra, ovvero nella natura. Nel secondo libro dell’“Emilio”, infatti, il protagonista sviluppa i suoi sensi psicomotori in una campagna isolata, ma sempre con un educatore che lo accompagni durante il gioco. Secondo il pedagogista, è necessario evitare che il fanciullo entri, in qualunque modo, a contatto con il male. Altre tre caratteristiche della pedagogia di Rousseau sono: il puerocentrismo, l’educazione indiretta e l’educazione negativa.

Il libro della giungla
“Il libro della giungla” è l’esempio perfetto di educazione naturale. La fiaba Disney del 1967, infatti, parla di come un ragazzino di nome Mowgli, un piccolo bambino orfano, viene trovato in una cesta dalla pantera di nome Bagheera che decide di affidarlo ad una coppia di lupi che da poco avevano avuto una cucciolata. Il piccolo orfanello cresce così completamente lontano dalle corruzioni della società umana e a contatto costante con la natura, esattamente come diceva Rousseau. A fare da educatori al piccolo non sono però umani ma degli animali che lo aiuteranno a crescere. Per quanto la natura possa essere pura, “inquanto creata da Dio”, nascondeva anch’essa dei grandi pericoli che hanno reso dura l’adolescenza del giovane Mowgli. Il suo più grande ostacolo è la tigre Sheere Khan, che odia molto gli uomini, e così il branco di lupi decide di riportare il piccolo dagli uomini. Inizia così per Mowgli un viaggio pieno di insidie nella giungla che lo porterà ad uno scontro finale con la malvagia tigre.
