The 100 ci presenta due spunti di riflessione interessanti su due forme religiose; andiamo a cercare le analogie.

Nella serie vediamo due situazioni che richiamano due forme religiose: quella della Cina antica e quella dei Kurnai; analizzeremo tali situazioni paragonandole a queste forme religiose per capire se gli autori della serie possano aver preso ispirazione da qui.
The 100
The 100 è una serie uscita tra il 2014 e il 2020 (in America) e 2021 (in Italia); è composta da sette stagioni. La serie è ambientata in un futuro distopico in cui i superstiti di un’umanità ormai decimata sopravvivono in un’astronave nello spazio; ci troviamo nel 2149, ben 97 anni dopo che una guerra nucleare ha distrutto la Terra. Le regole sono particolarmente rigide perché la punizione per le infrazioni è la morte, ma l’astronave inizia ad avere problemi; si decide di mandare un gruppo di ragazzi, tutti colpevoli di qualche reato e prossimi alla morte, sulla terra per scoprire se è nuovamente abitabile. Nel corso delle varie stagioni assistiamo a migrazioni in nuove terre, alleanze con nuovi popoli, scoperte di legami con chi ha causato molti anni prima la distruzione della terra. Nell’ultima stagione assistiamo ad un finale particolare che ha lasciato l’amaro in bocca a molti spettatori. Le due situazioni di cui parleremo sono nella sesta stagione.
La punizione divina presso i Kurnai
Nelle prime puntate della sesta stagione vediamo che appena i protagonisti arrivano in un posto chiamato Sanctum, assistono ad un’eclissi e improvvisamente iniziano a pugnalarsi a vicenda; sembravano come impazziti e sono costretti persino a dividersi e incatenarsi in diverse stanze per non rischiare di uccidersi tutti. Con lo scorrere delle puntate scopriamo che in quel luogo a causa di quelle eclissi si scatenava qualcosa nell’aria che portava la gente a pugnalarsi a vicenda, anche tra amici e compagni. Questo richiama uno dei miti dei Kurnai. I Kurnai sono un popolo aborigeno dell’Australia e le loro tradizioni furono studiate da vari antropologi, tra cui Schmidt. Loro credono nell’esistenza del dio Mungan-ngaua e trasmettono i loro saperi tradizionali di padre in figlio durante la cerimonia di iniziazione; questi saperi sono vietati a donne e bambini (che ne verranno a conoscenza solo durante questo rito iniziatico di passaggio). Uno di questi miti parla anche di cosa succederebbe qualora questo saperi sarebbero rivelati a donne e bambini; tramandano questa punizione attraverso un mito che racconta la vicenda come se in un tempo remoto fosse accaduta la rivelazione di questi segreti. Secondo il mito, un giorno, un uomo rivelò il contenuto dei misteri, Mungan-ngaua si adirò e gli uomini cominciarono a pugnalarsi gli uni con gli altri. Non sappiamo se gli autori della serie fossero a conoscenza della punizione per la liberazione dei misteri presso il popolo dei Kurnai, o se è un caso stranamente somigliante.
Il culto degli antenati nella Cina antica
Sempre nella sesta stagione vediamo che il gruppo di persone che vive a Sanctum ha delle idee particolari che si allontanano dalle prospettive dei nostri protagonisti; il primo gruppo di uomini arrivato su questo pianeta molti anni prima ha trovato il modo di impiantare la loro coscienza in un piccolo macchinario, poi quest’ultimo viene impiantato di generazione in generazione a nuovi membri della comunità. Il corpo è quello dei discendente, ma la coscienza è irrimediabilmente modificata ponendo quella dell’antenato; la comunità era cosciente che quel corpo ormai era solo l’involucro dell’antenato originale. Questo richiama un aspetto della religione della Cina antica. In questa religione vediamo la contrapposizione sociale, infatti da una parte abbiamo la religione dell’aristocrazia Shang e dall’altra la religioni delle plebi; qui analizzeremo la prima. La religione dell’aristocrazia Shang si basava sul culto degli antenati; ogni famiglia aveva i propri. Si seguiva una genealogia patrilineare, importante per la continuità della stirpe; tramite questa genealogia si trasmetteva la qualità di gentiluomo. Si credeva che la sostanza del padre continuasse a vivere nel figlio primogenito. La presenza del dio-antenato era manifestata grazie a un tramite (che poteva essere un suo discendente o uno sciamano) che di vestiva e si mascherava come il dio-antenato a cui era destinata un’offerta. Il dio-antenato in questo modo prendeva possesso del suo rappresentante e rivela l’offerta; in questo modo l’antenato non poteva essere morto e restava vivo nella sua discendenza maschile. Nutrendo l’antenato, ogni famiglia rinforzava anche la propria forza vitale; chi non nutriva con le offerte il proprio antenato erano condannate a morire.