Scopriamo il pensiero di Simone de Beauvoir attraverso il film “The Hours”

Simone de Beauvoir, con “Il secondo sesso”, ha rivoluzionato il femminismo, influenzando opere come “The Hours” di Stephen Daldry

Il film “The Hours” di Stephen Daldry esplora tematiche di identità, genere e ruolo sociale, riflettendo la trasformazione della percezione della donna operata dalla filosofa Simone de Beauvoir.

Tra passato e presente

Simone de Beauvoir, figura emblematica del femminismo del XX secolo, ha lasciato un’impronta indelebile con il suo saggio fondamentale “Il secondo sesso”. Pubblicato per la prima volta nel 1949, questo lavoro non solo ha scosso le fondamenta della società patriarcale, ma ha anche fornito una lente critica attraverso cui analizzare il ruolo delle donne nella storia e nella cultura. Il suo impatto è talmente vasto che le tematiche da lei affrontate possono essere trovate rispecchiate in opere culturali successive, come il film “The Hours” del 2002, diretto da Stephen Daldry e basato sul romanzo omonimo di Michael Cunningham. Questo film esplora le vite interconnesse di tre donne di epoche diverse, ciascuna delle quali affronta la propria lotta con l’identità, il genere e il ruolo sociale, temi centrali nel lavoro di de Beauvoir.

Simone de Beauvoir e “Il secondo sesso”

“Il secondo sesso” è un’opera monumentale che analizza la condizione femminile attraverso una prospettiva esistenzialista e storica. De Beauvoir inizia con una premessa fondamentale: “Non si nasce donna: si diventa.” Questa affermazione sfida la nozione essenzialista che vede le donne come naturalmente predisposte a certi ruoli e comportamenti. Invece, de Beauvoir sostiene che la femminilità è un costrutto sociale, imposto attraverso secoli di cultura patriarcale.
Nel suo saggio, de Beauvoir esplora la storia delle donne, la mitologia che le circonda, e la loro situazione nella società contemporanea. Sottolinea come le donne siano state costantemente relegate a un ruolo di “Altro” rispetto all’uomo, considerato il soggetto universale. Questo “Altro” è ridotto a una funzione di servizio, confinato nei ruoli di moglie, madre e casalinga, e privato di un’esistenza autonoma.
De Beauvoir analizza anche le modalità con cui la società educa le donne a interiorizzare questa alterità e subordinazione, attraverso l’educazione e la cultura popolare. Ella evidenzia la necessità di una liberazione attraverso l’indipendenza economica e l’accesso all’istruzione, elementi essenziali per permettere alle donne di vedere se stesse come soggetti autonomi piuttosto che come oggetti definiti dal desiderio e dal bisogno degli uomini.

“The Hours” e le tematiche di de Beauvoir

“The Hours” intreccia le storie di tre donne: Virginia Woolf, scrittrice britannica mentre lavora al suo romanzo “Mrs. Dalloway”; Laura Brown, una casalinga degli anni ’50 che legge “Mrs. Dalloway” mentre contempla il suicidio; e Clarissa Vaughan, una donna moderna che vive a New York, organizzando una festa per il suo amico malato di AIDS. Sebbene il film non faccia riferimento diretto a de Beauvoir, le vite delle protagoniste riflettono molte delle tematiche centrali del pensiero dell’autrice francese.
Virginia Woolf, interpretata da Nicole Kidman, è una figura che incarna il concetto di soggettività femminile esplorato da de Beauvoir. Woolf combatte contro le aspettative sociali e le restrizioni della sua epoca, cercando disperatamente di affermare la propria identità attraverso la scrittura. La sua lotta contro la malattia mentale e la pressione di conformarsi ai ruoli tradizionali di moglie e donna evidenzia la tensione tra il bisogno di espressione individuale e le aspettative sociali soffocanti. La sua decisione di togliersi la vita rappresenta un atto estremo di autodeterminazione, un tentativo di sfuggire a un’esistenza che la riduce a una funzione piuttosto che a un soggetto autonomo.
Laura Brown, interpretata da Julianne Moore, è una casalinga degli anni ’50 che vive un’esistenza apparentemente perfetta. Tuttavia, dietro la facciata di felicità domestica, Laura si sente intrappolata e alienata. La sua lettura di “Mrs. Dalloway” funge da catalizzatore per una crisi esistenziale, spingendola a confrontarsi con la propria insoddisfazione e desiderio di fuga. Laura rappresenta il prototipo della donna borghese che de Beauvoir descrive nel suo saggio: educata a trovare realizzazione esclusivamente attraverso il matrimonio e la maternità, ma che in realtà si sente soffocata da questi ruoli.
Laura arriva a considerare il suicidio come un mezzo di liberazione, ma alla fine sceglie di abbandonare la sua famiglia, un atto radicale che sfida le convenzioni sociali e le aspettative di genere. Questo gesto riflette il desiderio di Laura di riappropriarsi della propria vita e identità, cercando una forma di esistenza autentica al di fuori dei confini imposti dalla società patriarcale.
Clarissa Vaughan, interpretata da Meryl Streep, è una donna moderna che sembra avere tutto: una carriera di successo, una relazione stabile con la sua partner, e una vita sociale attiva. Tuttavia, anche Clarissa si confronta con una profonda insoddisfazione e un senso di vuoto. Il suo ruolo di “Mrs. Dalloway” moderna, che organizza una festa per il suo amico malato, la costringe a riflettere sulla propria vita e le scelte fatte.
Clarissa rappresenta le contraddizioni dell’emancipazione moderna: nonostante abbia ottenuto molte delle libertà per cui de Beauvoir ha lottato, si trova ancora a fare i conti con le aspettative di genere e il significato della propria identità. La sua relazione con Richard, il suo amico malato, evidenzia la complessità delle relazioni umane e il persistere di dinamiche di dipendenza e sacrificio che de Beauvoir ha descritto nel contesto delle relazioni tra uomini e donne.
“The Hours” offre una riflessione potente e contemporanea sulle tematiche esplorate da Simone de Beauvoir in “Il secondo sesso”. Le vite di Virginia, Laura e Clarissa mostrano come le questioni di identità, autonomia e ruolo sociale continuino a essere rilevanti, nonostante i progressi fatti nel campo dei diritti delle donne. Il film evidenzia come le donne di diverse epoche e contesti abbiano lottato con la loro soggettività, cercando di conciliare il proprio desiderio di autenticità con le aspettative imposte dalla società.
L’opera di de Beauvoir rimane un punto di riferimento fondamentale per comprendere queste dinamiche. La sua analisi della condizione femminile fornisce un quadro teorico attraverso cui leggere le esperienze delle protagoniste di “The Hours”. In definitiva, il dialogo tra “Il secondo sesso” e “The Hours” sottolinea l’importanza di continuare a interrogarsi sulle costruzioni sociali del genere e sull’aspirazione delle donne a vivere come soggetti autonomi e completi.
Attraverso questa lente, possiamo vedere come le questioni di genere non siano limitate a un periodo storico specifico, ma continuino a permeare le esperienze delle donne contemporanee. La domanda continua per la parità e l’autodeterminazione persiste, e opere come “Il secondo sesso” e “The Hours” ce ricordano l’importanza.

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