Scopriamo i parametri dell’acquisizione linguistica attraverso la teoria della “Grammatica universale” di Noam Chomsky

Il linguista, accademico e scienziato cognitivista Noam Chomsky ci spiega come avviene l’acquisizione del linguaggio nel nostro cervello. 

Il comportamento linguistico dell’uomo si può spiegare soltanto in termini di principi complessi operanti nella mente del parlante. Questi principi non possono essere acquisiti con semplici meccanismi di associazione; a spiegarcelo è la grammatica generativa chomskiana.

LA “GRAMMATICA MENTALE”

I parametri basilari che stanno a fondamento di una teoria della capacità linguistica furono individuati da Noam Chomsky tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta. Chomsky può essere dunque considerato a buon diritto il creatore della moderna teoria linguistica. Questi parametri racchiudono i due argomenti fondamentali della sua teoria: l’argomento a favore della grammatica mentale e l’argomento a favore della conoscenza innata. Questi due argomenti portano alla conclusione che l’abilità  di parlare e di capire una lingua innata è una complessa miscela di natura e cultura. Il contributo della natura inoltre è un adattamento specificatamente umano finalizzato all’apprendimento e all’uso del linguaggio. Vi è inoltre un terzo argomento, ovvero l’argomento a favore della costruzione dell’esperienza che rivela che la nostra esperienza del mondo è costruita attivamente dai principi inconsci che operano nel cervello. Nello specifico l’argomento a favore della grammatica mentale rivela che la varietà espressiva dell’uso linguistico implica che il cervello di chi impiega il linguaggio contenga principi grammaticali inconsci. Dunque al fine di poter essere in grado di parlare e capire in un numero di enunciati sempre nuovi dobbiamo memorizzare non soltanto le parole della lingua che usiamo ma anche le possibili configurazioni di enunciati della nostra lingua. Queste a loro volta descrivono oltre che configurazioni di parole anche configurazioni di configurazioni. I linguisti si riferiscono a queste configurazioni come regole linguistiche memorizzate e indicano l’insieme completo delle regole come la grammatica mentale della lingua data o più semplicemente la sua grammatica. Passando da una lingua a un’altra le configurazioni particolari che la grammatica mentale può assumere sono soggette a cambiamenti ma si possono sempre trovare configurazioni con lo stesso tipo di complessità ricorsiva. La nozione di grammatica mentale immagazzinata nel cervello di un parlante è la principale acquisizione teorica della linguistica moderna.

L’ARGOMENTO A FAVORE DELLA CONOSCENZA INNATA

Per dar conto della capacità di parlare e di capire nuovi enunciati dobbiamo attribuire alla mente del parlante una grammatica mentale che specifichi le possibili configurazioni degli enunciati. Ma per rendere conto del fatto che non abbiamo alcuna accesso diretto a questa grammatica mentale dobbiamo ammettere la possibilità che certe parti essenziali, altamente strutturate, delle nostre capacità siano totalmente inconsce. Tutti i bambini normali finiscono con l’essere in grado di parlare la lingua della comunità in cui crescono, di qualunque lingua si tratti; inoltre la lingua che un bambino arriva a parlare non ha niente a che fare con il luogo di origine dei genitori dal momento che i bambini apprendono il linguaggio degli altri parlanti con cui vivono. In molti danno per scontato che il bambino riesce in questa impresa perché glielo insegnano i genitori ma al dire il vero i genitori  impegnano spesso ad insegnare parole ai loro piccoli non l’apprendimento del linguaggio.   Esso non può essere esclusivamente il risultato di parole che vengono insegnate. Dunque in sintesi possiamo concludere che buona parte di ciò che sappiamo non ci è stato insegnato. Infatti l’argomento a favore della conoscenza innata rivela che il modo in cui i bambini imparano a parlare implica che il cervello umano abbia una specializzazione geneticamente determinata che è finalizzata al linguaggio. Da bambini tutti noi affrontiamo l’apprendimento linguistico muniti di un bagaglio di conoscenze innate che sono appunto finalizzate al linguaggio. servendosi di queste conoscenze i bambini possono rintracciare struttura nel flusso di parole che giunge loro dall’ambiente e possono usare queste strutture come una grammatica mentale. Poiché tale conoscenza è nata deve essere sufficiente a costruire una grammatica mentale per una qualsiasi delle lingue parlate nel mondo i linguisti la chiamano “Grammatica universale” (GU).

DUBBI SULLA “GRAMMATICA UNIVERSALE”

Per vari motivi l’ipotesi di una grammatica universale determinata geneticamente ha provocato reazioni di stupore incredulità e addirittura il rifiuto sin da quando fu proposta da Chomsky. Infatti molti si chiesero perché, dal momento che l’acquisizione del linguaggio da parte del bambino dipende in modo palese dall’esposizione alla lingua parlata nel suo ambiente, allora si dovrebbe credere che essa sia geneticamente determinata? La risposta è che le nostre capacità linguistiche sono una complessa combinazione di natura e cultura, dunque è chiaro che l’interazione con l’ambiente è complementare alla dotazione genetica; in poche parole sono necessarie entrambe. Ci si domandò inoltre come una struttura celebrale finalizzata alla grammatica universale avrebbe fatto originariamente a venire codificata nei geni. L’unica risposta possibile ci è offerta dall’evoluzione, tuttavia sfortunatamente non esiste alcuna testimonianza dell’evoluzione del linguaggio, così la via lungo la quale esso si è evoluto resta alquanto misteriosa. In conclusione, se ci domandiamo come deve essere la natura umana perché sia possibile impiegare il linguaggio, possiamo dire che sulla base dell’argomento a favore della conoscenza innata sono emerse due nuove risposte che hanno a che fare con la natura dell’apprendimento. La prima è che l’apprendimento del linguaggio non è semplicemente un passivo assorbimento di informazioni dell’ambiente, La seconda è che certi aspetti della nostra conoscenza del linguaggio devono essere derivati geneticamente non soltanto mediante l’apprendimento.

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