Emily Dickinson e Ted Mosby spiegano come l’amore sia ciò di cui abbiamo bisogno

Ecco come una breve poesia e una serie televisiva ci insegnano cosa sia l’amore in ogni sua forma, intesa come relazione di coppia, rapporto di amicizia o all’interno di un nucleo famigliare.

Emily Dickinson, nota scrittrice e poetessa statunitense, e Ted Mosby, personaggio di fantasia ideato  per la serie televisiva How I met your mother, mostrano come l’amore non sempre sia un sentimento facile da comprendere, spesso si dà troppo a coloro che non ci meritano oppure pretendiamo troppo dall’altra persona, spingendo la relazione ad un disequilibrio e infine all’allontanamento.

E SE CI FOSSE UN’EQUAZIONE?

“Che sia l’amore tutto ciò che esiste
É ciò che noi sappiamo dell’amore;
E può bastare che il suo peso sia
Uguale al solco che lascia nel cuore”

Emily Elizabeth Dickinson nel XX secolo è stata riconosciuta come fondatrice della poesia americana. I suoi temi principali erano la natura, da lei tanto amata, la solitudine, l’amore e l’amicizia viste anche in relazione a una separazione. La poesia sull’amore presa in considerazione è Che sia l’Amore tutto ciò che esiste, That Love is all there is; non è solo un insieme di belle parole, ma può anche essere vista come un’equazione: immaginiamo un grande masso che prova ad entrare in una piccola fessura; chiaramente questa non può contenerla, il masso è troppo grande per quella fessura. E ancora, immaginiamo un piccolo sassolino in un cratere; il cratere non si può riempire con un sasso di quelle dimensioni. Ecco spiegata l’equazione dell’amore: il dare e il ricevere devono essere in proporzione, bisogna trovare il giusto bilanciamento. Per quanto possa sembrare scontato, banale, parole che vengono costantemente ripetute, è risaputo che non sempre funziona così; durante l’arco della vita ci si ritrova da entrambe le parti: si è una grande roccia che dà tantissimo a persone che non meriterebbero nemmeno un nostro sguardo e altre volte si è il sassolino, diamo troppo poco o trascuriamo chi ci sta donando la propria attenzione. E va bene così, non bisogna farsene una colpa: basta prenderne atto, essere sinceri con le persone e sapersi perdonare, perché non possiamo pentirci per tutta la vita di non aver dato abbastanza a coloro che forse meritavano di più.

IL PUNTO DI VISTA DI TED MOSBY

Ci si ritrova quotidianamente in questo tipo di situazioni, e lo riscontriamo anche nelle serie televisive, che fortunatamente esistono, ci fanno sentire meno soli, con meno sensi di colpa e più compresi. Osserviamo How i met your mother, tradotta in lingua italiana E alla fine arriva mamma, sitcom statunitense ideata da Craig Thomas e Carter Bays. Ted Mosby, architetto di circa trent’anni, è la definizione dell’inguaribile romanticone: nella caotica metropoli di New York è alla costante ricerca della sua anima gemella: una donna affine con lui che possa essere la madre dei suoi figli. Talmente desideroso di incontrare la donna della sua vita che molto spesso darà fiducia alle persone sbagliate, ma questo è il rischio che è disposto a correre, d’altronde deve imparare cosa vuole dalla persona giusta e questo lo porterà a soffrire. Ma è così che capisce chi veramente vuole al proprio fianco, imparerà pian piano a non farsene una colpa e smettendola di chiedersi morbosamente ‘cosa c’è che non va in me’. All’incessante ricerca di Ted, vengono contrapposti altri personaggi: l’affiatata coppia Marshall Eriksen e Lily Aldrin, lui avvocato e lei artista e insegnante d’asilo, si sono conosciuti al college e da quel momento non si sono più separati. Dall’altra parte abbiamo personaggi come Barney Stinson e Robin Scherbatsky. Barney, all’interno dell’equazione di Emily Dickinson, è il classico sassolino nel cratere: lui pretende dalle persone, assume spesso atteggiamenti infantili e con le donne è interessato a soddisfare solo i suoi bisogni sessuali, non vuole impegnarsi in una relazione, vede la vita di coppia come qualcosa che potrebbe incatenarlo. Se questo vale per le relazioni di coppia, il suo concetto di amicizia è invece molto diverso. In una delle tante puntate sarà proprio lui a dire

“Ma ricordate bene: tutto quello che farete nella vita non sarà mai così leggendario se non avrete con voi degli amici. Buona fortuna”

Robin Scherbatsky, giornalista e conduttrice televisiva canadese, invece è il personaggio ambiguo: non è in grado di dare e nemmeno pretende di ricevere. Eppure, nonostante questo personaggio impacciato con i sentimenti sarà un personaggio pioniere nella vita di Ted Mosby, assieme alla sua futura moglie. Per quale motivo?

L’ETERNO RITORNO

Citando il filosofo e scrittore Nietzsche:

“Questa vita come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e ogni sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione” 

Durante la prima stagione, Ted chiede a Robin un appuntamento. La loro prima uscita è una cena all’interno di un ristorante con appeso a una parete un corno blu. Nel corso delle stagioni vediamo una donna che passeggia per le strade di New York, il volto coperto da un ombrello giallo, lo stesso ombrello che perderà in un locale e che Ted troverà e deciderà di tenere. Questi due oggetti sono due simboli: il corno blu simboleggia Robin, l’amore della sua vita, e l’ombrello giallo Tracy, futura moglie di Ted, la sua anima gemella, perché quell’ombrello apparteneva a lei e una sera, durante una festa, l’ha lasciato nel locale dove casualmente era anche presente Ted. Sempre nell’ultima stagione Ted racconta di come Tracy sia morta nel 2024 lasciandolo solo con i loro figli, ma come pian piano si innamora, nuovamente, di Robin, e le chiede di uscire nella maniera che lui ritiene più giusta: rubando il corno blu dello stesso ristorante dove si sono dati il primo appuntamento. Azioni che quindi si ripetono, tutto si conclude proprio come è iniziato, simboleggiando come la vita sia un cerchio e ogni cosa è collegata tra di loro, tutto ha un senso, basta solo essere in grado di coglierlo perché come dice Ted

“Puoi chiedere all’universo tutti i segni che vuoi, ma alla fine vedi solo quello che vuoi veder quando sei pronto a vederlo” 

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