Il Superuovo

Scopriamo 3 autori che si sono lasciati ispirare dalla pioggia: Manzoni, Márquez e Montale

Scopriamo 3 autori che si sono lasciati ispirare dalla pioggia: Manzoni, Márquez e Montale

La pioggia è stata una fonte d’ispirazione per innumerevoli poeti e scrittori. Questo fenomeno ha due facce, vediamo che significati le hanno attribuito questi autori.

La pioggia può essere salvifica, sinonimo di morte ma anche di rinascita. Può ispirare diversi sentimenti e non è detto che siano tutti negativi. Il proverbio dice che dopo la pioggia esce il sole ma anche i momenti più riflessivi e malinconici possono essere estremamente stimolanti.

1. LA PIOGGIA IN MANZONI

Nei “Promessi Sposi” di Manzoni la pioggia (come del resto qualsiasi cosa in questo romanzo) è provvidenziale. L’acqua che cade dal cielo ha una valenza religiosa poiché attraverso questo fenomeno naturale il territorio lombardo verrà liberato dalla peste. Nel capitolo XXXVII Renzo vaga tra le campagne appena fuori Milano e un violento temporale si abbatte su di lui, poi il diluvio si placa e il giovanotto si sente purificato. L’acqua dunque per Manzoni ha un valore positivo, potrebbe essere associata all’acqua santa perché purifica e ridona vita nuova a dei poveri sventurati.

2. LA PIOGGIA IN GABRIEL GARCÍA MÁRQUEZ

“Piovve per quattro anni undici mesi e due giorni.”

Le piogge straordinarie e infinite di “Cent’anni di solitudine” sono invece ambivalenti. Il diluvio arriva proprio quando Macondo è all’apice del progresso ma i lavoratori della compagnia bananiera protestano per un salario più adeguato. Quando la pioggia finalmente cessa la città è praticamente distrutta: i campi rimangono allagati, gli animali annegano, le case marciscono e si sfasciano. La compagnia bananiera si trasferisce altrove. A Macondo sono rimasti solo gli abitanti originari. Il progresso viene spazzato via, ma è davvero un male? Lo sviluppo umano era stato fonte di dolore e in alcuni casi di pazzia per la popolazione locale quindi nella catastrofe si possono individuare aspetti positivi, come ad esempio il fatto che dopo la distruzione ci può essere una rinascita.

3. LA PIOGGIA IN MONTALE

Analizziamo ora il ruolo della pioggia nella poesia “Piove” di Montale. L’acqua qua ha assolutamente un valore negativo, diventa strumento di critica verso la società in cui il poeta vive. Questo componimento fa inoltre il verso alla celebre poesia di D’Annunzio “La pioggia nel pineto”, lo sbeffeggia bonariamente ma ne riconosce la grandezza. Il bersaglio polemico della poesia è il presente, l’epoca di Montale caratterizzata dalle contestazioni. È una parodia della poesia dannunziana ma anche della società politica, sociale, culturale in cui il poeta si trova immerso. La pioggia qui è intesa come un’ombra ostile che si abbatte sulle cose umane, persino la “pubblica opinione”, una cosa non tangibile, si bagna di acqua scura e malevola.

Piove sul progresso

della contestazione,

piove sui works in regress,

piove

sui cipressi malati

del cimitero, sgocciola

sulla pubblica opinione.

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