Scoperto un uomo con due DNA: un curioso caso come Benjamin Button

Un paziente americano si sottopone a trapianto di midollo, ma dopo quattro anni scopre di avere due Dna diversi.

È possibile avere due Dna diversi? Sì, può succedere, anche se si tratta di una condizione decisamente rara.

Tutto nato per caso

L’ultimo in ordine di tempo ad essersi trovato in questa situazione è Chris Long, sceriffo di Reno, che quattro anni fa ha subito un trapianto di midollo osseo per curare una grave forma di leucemia. Guarito dalla malattia, Long si è sottoposto a un’analisi del Dna. E ha scoperto che gran parte del proprio corredo genetico, sembra provenire dal proprio donatore. La cosa più curiosa è che alcuni campioni di Dna, per esempio quelli prelevati dai capelli, sono ancora quelli originali di Chris, mentre altri, come quelli prelevati dall’interno delle guance, contengono entrambi i Dna. Il caso Long ha attirato l’attenzione di diversi media, ma non è il primo del suo genere: nella letteratura medica ne sono riportati circa un centinaio. Tra i più eclatanti quello registrato nel 1953 dal British Medical Journal di una donna con il sangue di due tipi diversi. O quello di una donna di Washington con il Dna che non corrispondeva a quello del figlio.

Il ritratto di Giulio Cesare in una ricostruizione 3D.

Una speciale unicità

Ma lo sceriffo di Reno è unico: è la prima volta che un trapianto di midollo agisce a livello così profondo sull’organismo del ricevente da sostituire il Dna delle cellule riproduttive. Cioè, i figli di Long avranno il patrimonio genetico non del loro papà, ma del donatore. Come ciò sia successo dal punto di vista clinico resta un mistero: tutti gli esperti di trapianti e riproduzione, intervistati dalle diverse testate che hanno riportato la notizia, non sono stati in grado di fornire una risposta. L’unica ipotesi è stata azzardata da Mehrdad Abedi, il medico che ha avuto in cura Long alla University of California: sospetta che la rara condizione del suo paziente potrebbe essere correlata alla vasectomia alla quale lo stesso si è sottoposto in passato, dopo aver avuto il secondo figlio. Ma le dinamiche mediche sono ancora tutte da capire. Nel frattempo il caso di Long sta girando nelle aule di tutti i centri investigativi del mondo. Se per assurdo lo sceriffo Long si macchiasse di un reato a sfondo sessuale, lasciando il suo seme sulla scena del crimine come unica traccia, a finire dietro le sbarre sarebbe l’ignaro donatore teutonico.

Un Dna davvero speciale

La sindrome di Benjamin Button, è una malattia molto rara, che colpisce pochissime persone ogni milione di abitanti mondiali, e che presenta delle stranezze per le quali i medici ancora non hanno potuto capire molto. Gabby Williams è uno dei casi di questa sindrome, che presenta una bambina di nove anni in un corpo di una piccola di pochi mesi. In pratica nonostante gli anni che passano, i soggetti colpiti da questa sindrome invecchiano pochi mesi, secondo gli esperti il loro corpo invecchia di un solo anno ogni quattro compiuti. I medici cercano una spiegazione per la malattia nella ricerca, anche se come è normale nei casi di malattie rarissime, i fondi destinati sono sempre pochi perché volti a ricercare cure per quelle più diffuse. Sulla sindrome di Benjamin Button i medici hanno dichiarato che non riescono ancora a capire cosa accada realmente nel corpo di Gabby Williams. Si sa solo che la bambina è affetta da una serie di situazioni molto misteriose, che stanno rallentando molto il suo processo di invecchiamento. Insomma sono ancora lontani da trovare una soluzione ad una malattia che purtroppo specie nelle prime fasi di vita, vede bambini costretti a vivere in un corpo da neonati quando in realtà hanno già più di dieci anni. E crescendo il gap si fa sempre più problematico.

Scena tratta dal film “Il curioso caso di Benjamin Button”

 

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