Il Superuovo

Scoperte che hanno cambiato il mondo: il cannocchiale di Galilei ed Abel, l’umanoide “empatico”

Scoperte che hanno cambiato il mondo: il cannocchiale di Galilei ed Abel, l’umanoide “empatico”

Come Galileo studiava il cosmo attraverso il cannocchiale, oggi possiamo riscoprirci attraverso gli occhi di Abel 

La natura dell’uomo lo spinge ad essere fortemente attratto e al contempo atterrito dall’ignoto, ed è per questo che l’ignoranza e la paura vanno a braccetto, ma la rivoluzione scientifica non si è mai arrestata.

Abel è un bambino un po’ diverso dagli altri

Abel ha le fattezze di un bambino di 12 anni, ma non ha una mamma ne un papà, la sua formazione non è iniziata da un ammasso di cellule, ma da dei cip, Abel non è nato da una pancia, ma dalle menti dei ricercatori del Centro di Ricerca “E. Piaggio’ dell’Universita” di Pisa in collaborazione con la Biomimics di Londra, la stessa sede che ha dato “vita” a robot e alieni, stars del grande schermo, come quelli di star wars o jurassic park. Sarebbe divertente se dopo un anno così “particolare”, che ci ha regalato: una pandemia, morti innocenti causate dal colore della pelle, tensioni fra i grandi stati, incendi e devastazioni in giro per il mondo e pezzi di missili cinesi che cadono dal cielo, ci aspettasse ancora un’invasione robot. Ma a quanto pare non c’è da preoccuparsi, non ancora almeno, Abel è stato creato per aiutare gli esseri umani, soprattutto nella medicina. Non è in grado di provare emozioni, ma grazie alla collaborazione fra la robotica sociale e l’affective computing, ovvero quel ramo specifico dell’intelligenza artificiale il cui intento è quello di far riconoscere ed esprimere emozioni ai robot, Abel è in grado di “capire” gli esseri umani probabilmente molto più di quanto non ne saremmo capaci noi stessi. Questo piccolo umanoide è in grado di capire cosa lo circonda e se ci facessimo una conversazione, egli sarebbe in grado di formulare concetti astratti ed ipotesi, e leggerebbe i piccoli segnali prodotti dal suo interlocutore, come ad esempio la temperatura del viso, per comprenderlo e calibrare il tiro in caso di responso positivo, in pratica decodifica le nostre emozioni, le rende dei dati da analizzare e ci rimanda un output che può lasciarci davvero stupiti.

Gli stravolgimenti dello status quo hanno sempre destato scalpore

Abel riesce a capirci perché sa che gli esseri umani, sotto certi aspetti, non cambiano mai, ora è lui che può far paura, com’è possibile che una macchina possa fare cose del genere, ma fino ad una trentina d’anni fa non credevamo possibile nemmeno poter restare perennemente in contatto con persone lontane, condividere contenuti in maniera così immediata e conoscere persone che abitano dall’altra parte del mondo semplicemente con un click, immagino che persino l’uscita del gameboy possa aver destato scompiglio fra le madri impaurite dalla possibilità di vedere i propri figli zombiezzati da un oggetto del genere, eppure oggi non è difficile vedere cuccioli di uomo mangiare a tavola davanti ad uno schermo che proietta immagini iperveloci per tenere alta l’attenzione. La paura delle novità è intrinseca nel nostro essere, e i riferimenti nella storia non sono difficili da scovare, prendiamo ad esempio il periodo delle rivoluzioni scientifiche in Italia, si tratta del periodo che va dalla seconda metà del ‘500 e che caratterizzerà il ‘600. La situazione è ostica, la chiesa, che da sempre detiene un grossissimo potere, vede i suoi fondamenti crollare, e trema: grazie all’invenzione del cannocchiale Galileo Galilei appoggia e perfeziona la teoria eliocentrica ipotizzata da Copernico andando contro le sacre scritture, che facevano intendere una posizione centrale della terra rispetto agli altri pianeti, e dunque fomentavano una visione teocentrica, quando invece la realtà era tutt’altr! Galilei fa parte di quegli intellettuali che assieme a Copernico e Newton danno il via alla rivoluzione scientifica. Dal punto di vista del metodo la natura è vista per la prima volta come mondo autonomo regolato dalla matematica, nuovo linguaggio attraverso il quale è possibile decodificare ciò che ci circonda. Le scoperte in ambito scientifico e astronomico sono talmente lampanti, che pian piano costringono gli uomini ad abbandonare la teoria geocentrica ed accettare quella eliocentrica, ma non senza combattere, l’ordine dei gesuiti è particolarmente accanito e Galileo è costretto ad adattarsi ad una serie di compromessi. Gli accordi con il papa che gli permettono di scrivere l’opera “ Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, tolemaico e copernicano” (1632), si basano sulla promessa di parlare del moto della terra in quanto pura ipotesi matematica, capriccio la cui trattazione era però urgente per mostrare alle altre nazioni europee che del copernicanesimo se ne intendesse l’Italia quanto gli altri paesi. Nonostante ciò, le trattazioni si avvicinarono vertiginosamente alle teorie copernicane, dopo pochi mesi l’opera venne sequestrata e Galileo venne incarcerato a Roma e minacciato di tortura. I martiri durante il periodo della rivoluzione scientifica sono stati molti, hanno perso la vita coloro che sono riusciti a vedere oltre quelle congetture e quei limiti che sembravano invalicabili, ed è lo stesso spirito che spinge i ricercatori che hanno dato vita ad Abel a superare l’impossibile.

La ricerca che migliora la qualità della vita

Immaginando la realtà che si va a configurare unendo uomo e tecnologia, vengono in mente immagini distopiche facilmente ritrovabili in libri e film che raccontano di un futuro in cui l’essere umano è stato vinto dalle sue stesse creazioni, soccombendo a causa della sua incapacità di trovare un equilibro usufruendo dell’accecante novità nella giusta misura. Si sa, ormai un po’ tutti viziati dalla tecnologia, dalla macchina che apre il portabagagli in automatico,  alla sveglia-macchinetta del caffè che ci fa iniziare la giornata con una tazzina fumante sul comodino, passando poi per le app che ci ricordano quando deve venire il ciclo, quante calorie abbiamo assunto in una giornata o ci raccomandano di fare yoga ogni mattina con tanto di filmato in allegato. Ma mentre alcuni sono solo capricci da uomo moderno, molti sono gli oggetti che ci hanno ampiamente semplificato la vita se non addirittura migliorata, a partire dai cellulari e dai computer fino ad arrivare alle tecnologie utilizzate nell’ambito medico, strumenti che permettono di combattere battaglie con la morte e incrementare la qualità della vita di molte persone. Abel infatti, non è solo un chiacchierone, ma anche un passo avanti nella lotta contro l’Alzhaimer “Cerca di capire la persona che ha davanti – ci spiega Lorenzo Cominelli, del Centro di Ricerca E.Piaggio – e, se fa un’azione, prova a capire se ha provocato una reazione, e di che tipo. Ad esempio, in applicazioni con pazienti affetti da disturbi come Alzheimer, un robot simile può essere usato per scandagliare le reazioni del paziente a una serie di comportamenti e poi capire quale possano essere le migliori risposte. Da questo lavoro il medico potrà in seguito cercare i trattamenti più efficaci. Abel ha incredibili potenzialità , una piattaforma per usi in moltissimi campi”. Non c’è bisogno di guardare troppo avanti, la tecnologia fa già pienamente parte della nostra vita oggi, in questo mondo ci sarà sempre qualcosa di meraviglioso da scoprire, sono le scoperte rivoluzionare il motore della nostra specie, e dalla scoperta del sistema eliocentrico alla creazione di umanoidi, dobbiamo sempre ricordare una cosa, che “da gradi poteri, derivano grandi responsabilità”.

 

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