Il cotone cinese arriva sulla Luna: il positivista Spencer ne mette in luce i limiti

La luna non è più sola: Chang’e-4 è giunto a farle compagnia Le sonde cinese Yutu-2 e Chang'e-4 si fotografano sulla superficie lunare

Il 3 gennaio 2019 l’Agenzia spaziale cinese ha segnato la storia con il primo allunaggio di una sonda sulla regione nascosta della Luna. L’Agenzia spaziale cinese, CNSA, ha inviato un lander, Chang’e-4, all’interno del quale si trovano semi di cotone, di colza, patata e arabetta comune. I semi sono sigillati in un contenitore alto 18 cm e del peso di 3 kg. Questa mini biosfera lunare è stata pensata con lo scopo di per testare i processi di fotosintesi e respirazione, ma una delle sfide più ardue sarà mantenere nell’ambiente chiuso e autonomo una temperatura favorevole, in quanto sulla Luna la temperatura cambia sale e scende repentinamente. L’iniziativa della Cina dimostra che l’essere umano è in continua ricerca di limiti da sorpassare senza mai ritenersi soddisfatto. Quest’esigenza dell’uomo si articola nelle varie branche della scienza, dall’astronomia alla fisica e chi più ne ha più ne metta, ma fin dalla grande rivoluzione scientifica la scienza è interconnessa alla filosofia, data la ricerca della verità a cui questa si dedica.

Il positivismo evoluzionistico di Spencer

“[…] il fondo di ogni progresso è la stessa evoluzione che va dal semplice al complesso attraverso differenziazioni successive.”

immagina astratta che assomiglia ad una galassia dell'universoScrive così Herbert Spencer nell’articolo sul progresso pubblicato nel 1857. Spencer è uno dei personaggi più importanti del positivismo evoluzionistico. Questa corrente si è sviluppata parallelamente alle ricerche darwiniane. Secondo il pensiero di Spencer il principio supremo della realtà, l’Inconoscibile, è inconcepibile per l’umanità a causa della sua conoscenza relativa e limitata. Nonostante l’essere umano riesca a progredire per mezzo della scienza, le verità a cui giunge saranno verità specifiche inglobate in verità sempre più generali. Alla fine si giungerà alla verità più generale di tutte che non è comprensibile ed è destinata a rimanere un mistero. Di conseguenza i fenomeni sono la manifestazione dell’Inconoscibile, una forza misteriosa di cui l’uomo ne può avvertire l’azione positiva. In questo quadro la filosofia si inserisce come forma di conoscenza che risponde alle esigenze mentali di sintesi ed unificazione. La filosofia muove dai principi più generali trovati dalla scienza, ovvero l’indistruttibilità della materia, la continuità del movimento e la persistenza della forza che conducono alla legge del ritmo. A seguito di questi principi enuncia la legge dell’ evoluzione: un’integrazione di materia viene da sempre accompagnata da dispersione di moto in cui la materia passa da un’omogeneità indefinita ad un’eterogeneità definita.

Da Spencer all’analisi logico-linguistica novecentesca

Dalle radici del positivismo ottocentesco nella prima metà del Novecento si forma una nuova corrente filosofica: il Neopositivismo o neo-empirismo. Pur condividendo la razionalità scientifica si differenziano strutturalmente per l’attenzione posta all’aspetto logico-linguistico della scienza e per la tendenza empirista. Il neopositivismo si fonda sulla convinzione che le uniche proposizioni che hanno significato sono quelle suscettibili di verifica empirica o fattuale. Mentre le proposizioni della metafisica sono da considerare senza senso nell’ambito della conoscenza in quanto trascendono l’orizzonte della verifica. La filosofia assume qui il compito di analizzare il linguaggio e dividerlo da quello sensato, della scienza, a quello insensato, della metafisica.

Barbara Butucea

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