Il Superuovo

Salvatore Vignola ci racconta le tradizioni lucane: ecco come arte, moda e magia si intrecciano

Salvatore Vignola ci racconta le tradizioni lucane: ecco come arte, moda e magia si intrecciano

Chi è stato in Basilicata conosce il fascino esercitato da una terra aspra, ove si respira un vento di tradizioni, arte, storia e persino magia. Chi non c’è stato non può saperlo, ma può immaginarlo grazie alle magistrali creazioni dello stilista Salvatore Vignola.

Chi ha respirato a pieno l’aria della Basilicata e, magari, ci ha trascorso buona parte della vita, non si stupirebbe nel trovare un paio di forbici aperte sotto un materasso né tanto meno sarebbe sconvolto se, durante un’emicrania, qualcuno prendesse una bacinella, una chiave o delle forbici promettendo di eliminare il “malocchio”.

Comprendere una terra così complessa come la Basilicata vuol dire comprenderne a pieno il folklore, il background culturale e il legame ancestrale con la magia e, talvolta, persino con la superstizione.
E proprio nella terra di cui è patrona la Madonna Nera, si intersecano quindi una salda fede cattolica e una magia innocente, che a sua volta si mescola al patrimonio storico, artistico, culturale e antropologico al punto da non poter più distinguere dove iniziano i riti meramente apotropaici e dove termina la tradizione.
Tutto ciò è ben noto allo stilista Salvatore Vignola, artista brillante e lungimirante, ormai ospite fisso di Vogue e molte altre riviste di spicco, che racconta la vera essenza della sua Basilicata, lasciando che le modelle indossino concetti astratti, su cui l’artista ha ricamato i suoi ricordi d’infanzia, i suoi legami affettivi e quella metà del suo cuore rimasta tra i monti Lucani dov’è nato.

Sud e Magia

Tra le ricerche fatte in Basilicata e, più in generale, nel Sud Italia, spicca di certo l’operato dello storico ed etnologo Ernesto De Martino, che giunse in Basilicata nel 1952 per compiere una vera e propria spedizione alla ricerca delle tradizioni esoteriche (e non) ancorate al folklore lucano.
Le accurate ricerche di De Martino furono poi riprese nel documentario di Claudio Barbati, Giancarlo Mingozzi e Annabella Rossiche dal titolo “Sud e Magia”, sottolineando l’importanza del primo step di De Martino, che iniziò il suo viaggio visitando proprio Colobraro, un paese della Basilicata che pare sia maledetto e che nessuno osi mai pronunciarne il nome, al punto da denominarlo solo “quel paese”.
E malgrado le tradizioni più celebri (basti pensare alle streghe di Castelsaraceno o, secondo alcuni, il passaggio dei vampiri ad Acerenza), la cosa che salta immediatamente all’occhio è quanto le credenze popolari siano perfettamente compenetrate nel tessuto sociale contemporaneo e con quanto equilibrio si trovino a coesistere vecchio e nuovo, sacro e profano, vita e morte. Cosa assolutamente normale è vedere, ad esempio, un giovane armato di smartphone che si lasci fare il “malocchio” dalla nonna, la quale sussurra parole fitte fitte e conta, frattanto, gli sbadigli del nipote per capire chi possa averlo “preso ad occhio” e allontanarne, pertanto, le influenze maligne.

La masciara

La masciara (“la maga, la strega”) era una figura essenziale nei paesi Lucani che ora va via via scomparendo. Si trattava di una maga che si occupava degli incanti più vari, in primis il malocchio, ma spesso e volentieri trattava anche materie ben più complesse, pur occupandosi quasi sempre di magia bianca con l’obiettivo di annullare le energie malevole. La masciara, abile conoscitrice di rimedi naturali, assumeva quindi i connotati di una guaritrice, talvolta, ma ciò non le risparmiava la diffidenza dei compaesani che magari tendevano a guardarla con sospetto ed evitarla.
E Vignola ha colto nel profondo lo spirito ambiguo e ribelle di questa figura, dedicandole un posto in tribuna d’onore nella sua collezione Primavera-estate del 2019, per cui realizza a Matera uno shooting dai connotati fiabeschi, ove spicca di certo il cappello a punta, i tessuti importanti e le linee drammatiche con cui l’artista sembra raccontar a gran voce la storia delle streghe lucane, lasciando i riflettori puntati su un corsetto su cui è incisa la formula “Abra-cadabra”.

Il Monachicchio

Molti bambini che si aggirano per i vicoli della Basilicata vengono spesso ammoniti dagli anziani, che li invitano a non allontanarsi per non essere acciuffati dal Monachicchio. Seppure le diverse aree della Basilicata abbiano diverse interpretazioni di tale figura (per la zona di Maratea assume connotati demoniaci, per il materano si tratta di un folletto dispettoso e per altri paesi è lo spirito di un bambino mai battezzato), la figura del Monachicchio è riconducibile alla tradizione romana e si avvicina a personaggi del folklore di altre regioni d’Italia (come il Monaciello campano).
Ad ogni modo, il Monachicchio (citato anche da Carlo Levi in Cristo si è fermato ad Eboli) adora giocare proprio con i più piccoli, non risparmiando dispettucci anche agli adulti. Ancora oggi, infatti, c’è chi al mattino trova la criniera dei propri cavalli intrecciata e pare possa giurare sia opera del Monachicchio.
Vignola non poteva certo non dedicare uno spazio ad una creatura tanto originale, lasciandola comparire sulle preziose stampe della sua collezione Primavera-Estate 2021 Melina, che mostra a pieno tutto lo studio e la dedizione con cui l’artista si dedica alle sue collezioni.
La sua partecipazione ad AltaRoma di quest’anno, è resa indimenticabile grazie alle linee sinuose e i colori incisivi su cui risaltano simboli della magia e della scaramanzia, rivisitati in chiave futurista.
E non è un caso che gioielli dall’allure antico trovino posto, per Melina, su abiti all’avanguardia perché Vignola possiede l’arte di saper anticipare i tempi e di intercettare le tendenze di stagione, senza trascurare elementi classici.
In tal modo l’artista ha saputo ritagliarsi un proprio spazio nel panorama della moda contemporanea, in cui è impossibile non riconoscere quanto egli sia avanti anni luce, perché può proiettarsi nel futuro solo chi ha la preziosa sensibilità di custodire la memoria del passato.
Ed è questa, pertanto, la vera magia.

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